Come promesso, il Consorzio va avanti nell’intenzione di non stare a guardare sulla faccenda dell’istituzione della riserva dei Pantani. Chiamati i politici a riferire sullo stato delle cose, ne è emerso un quadro sconsolante, dato che il recente decreto regionale in materia (pubblicato proprio sulla G.U.R.S. di oggi 16 settembre) si conferma essere esattamente quello che sembrava: un dispositivo giuridico totalmente astratto, emanato in solitudine senza convocare i pareri delle parti in causa, calato dall’alto in conflitto palese con una lunga tradizione di incentivi a favore delle aziende agricole che nell’area pachinese hanno permesso il consolidamento dell’economia locale, basata sulla coltivazione in ambiente protetto di ortofrutta di qualità, parte della quale addirittura protetta da disciplinare ministeriale di IGP.
Nel corso della riunione odierna presso la sede del Consorzio un dibattito piuttosto serrato da parte dei presenti ha evidenziato la lunga serie di contraddizioni giuridiche che il decreto solleva ma soprattutto ha permesso di capire come non sia possibile alcun margine di mediazione tra principi giuridici improntati al congelamento del territorio in chiave ambientalista ed altri, ugualmente validi, che fino ad oggi hanno favorito lo sviluppo e la proliferazione delle coltivazioni in serra.
“C’è in gioco il futuro di un comparto agricolo seriamente minacciato dalla crisi economica, attualmente l’unico a garantire posti di lavoro e profitti per la gente del posto.” Ha dichiarato il Presidente Sebastiano Fortunato. “Si profila una guerra lunghissima di competenze e di carta da bollo, che il Consorzio vede in modo preoccupato come un ulteriore disincentivo a investire nell’agricoltura di qualità.” ha aggiunto il direttore Salvatore Chiaramida.
Il deputato regionale Giancarlo Confalone, intervenuto in vece dell’On. Pippo Gianni, ha preso atto dell’empasse e non ha esitato a prendere subito le difese del comparto agricolo e delle altre categorie minacciate dal temuto provvedimento. Ha snocciolato una lunga serie di esempi che confermano una tradizione politica regionale a tratti schizofrenica, costellata di azioni in conflitto palese tra
loro, quasi sempre consumata sulla pelle di chi, lontano dai giochi di Palazzo, hanno l’obbligo di sopravvivere. Ma ha anche sollecitato i presenti a non abbassare la guardia: “non sempre dalla periferia giungono suggerimenti acefali” ha voluto precisare. E a conforto di questa sua posizione ha citato una serie di esempi in cui la politica regionale è stata drasticamente raddrizzata partendo proprio dalle istanze del territorio, che però deve sapersi raccordare adeguatamente coi propri rappresentanti politici.
La riunione si è chiusa con la decisione concordata del Consorzio di stilare una relazione dettagliata sui problemi più urgenti che assillano il comparto agricolo locale da sottoporre in tempi strettissimi a Palermo e a Roma alla presenza del ministro per l’Agricoltura Romano. Il Consorzio presenterà ricorso al T.A.R. contro il decreto, e attorno ad esso si riuniranno tutte le associazioni e i privati che condividono le preoccupazioni di uno sviluppo mancato della nostra zona; come tale si conferma ancora una volta come una delle pochissime realtà locali in condizione di rappresentare i problemi reali dei produttori pachinesi, al di fuori di inutili dibattiti accademici e soprattutto fuori da una logica di sterile posizionamento politico.
E’ noto a tutti che il nostro Consorzio ha preso una posizione per contrastare il decreto del 27 luglio 2011 che istituisce la riserva naturale “Pantani della Sicilia Sud Orientale”. Tale posizione è stata resa nota nel corso dell’assemblea del 10 Agosto scorso, alla quale erano presenti il Sindaco di Pachino, numerosi rappresentanti dei produttori agricoli e rappresentanti dei cacciatori.
Le ragioni di tale presa di posizione scaturiscono da serie e motivate preoccupazioni su possibili ripercussioni negative di tale iniziativa sul comparto agricolo locale, notoriamente in grave difficoltà economiche, qualora tale decreto venisse applicato senza un adeguato confronto con gli operatori che operano da decenni a ridosso della riserva naturale.
E sono il frutto di una legittima diffidenza circa la coerenza delle politiche regionali in materia di agricoltura, consolidata dall’esperienza di chi ha dovuto subire spesso nel corso degli anni l’accavallarsi di provvedimenti in palese contrasto fra loro, frutto di una visione frammentaria, distratta e poco condivisa sul territorio delle reali esigenze dell’agricoltura siciliana, e pachinese in particolare.
Chiunque in questi giorni volesse cavalcare polemiche tanto dannose quanto inutili, deve sapere che il Consorzio di tutela IGP Pomodoro di Pachino vuole promuovere un confronto reale sulla questione delle riserve naturali dei pantani solo per tutelare i legittimi interessi di una economia profondamente radicata sul nostro territorio, dalla quale dipende il presente e il futuro della maggior parte delle nostre famiglie.
Gli agricoltori non sono nè contro le politiche ambientali di valorizzazione, nè tantomeno a favore della tutela degli interessi di qualche gruppo politico specifico. Il Consorzio di Tutela del Pomodoro IGP di Pachino vanta sin dalla sua costituzione una indipendenza totale dalle logiche di partito, e ha inteso promuovere a partire dall’anno scorso un protocollo di collaborazione con le Amministrazioni comunali (Pachino e Portopalo di Capo Passero) al solo scopo di avvicinare le istituzioni locali con la nostra economia. Gli esiti di tale esperimento verranno valutati nei tempi opportuni.
Onde evitare ulteriori equivoci con chi ci vuole strumentalmente mettere contro gli ambientalisti, o peggio ancora insinuare che il nostro Consorzio possa condividere per qualche ragione imprecisata interessi di speculatori privati a danno del nostro ambiente naturale, desideriamo oggi ribadire quanto segue:
1) Il nostro consorzio, che condivide per principio ogni politica di valorizzazione del territorio, ritiene doveroso intavolare con chi andrà ad applicare la normativa sulla istituzione delle riserve naturali dei pantani della sicilia sud orientale le modalità con cui far convivere la nostra agricoltura di qualità, che già gode di riconoscimento ministeriale quale prodotto di qualità ad origine geografica protetta. I contenuti della normativa per come attualmente si presenta allo stato attuale prevedono soltanto la sopravvivenza di colture prodotte con metodo biologico, in contrasto palese e preoccupante con i sistemi di produzione del pomodoro di Pachino.
In altre parole esprimiamo fondata preoccupazione che la applicazione cieca e meccanica delle normative in materia ambientale possano cancellare decenni di interventi strutturali a sostegno e incentivazione di una economia che oggi movimenta dai 300 ai 400 milioni di euro dando lavoro a circa 5000 nuclei familiari. Preoccupazione fondata, se si considera la scarsa attenzione con cui sono state affrontate nel recente passato situazioni di grava emergenza del comparto agricolo siciliano da parte di buona parte del governo nazionale e regionale.
2) Il nostro consorzio approverà e sosterrà l’istituzione delle riserve naturali presso la nostra zona qualora ciò si traduca in una concreta opportunità di lavoro per le nostre aziende e di aumento del loro fatturato, in linea con la propria missione istituzionale. In questo contesto intende rappresentare gli interessi delle aziende che rappresenta ponendosi come interlocutore credibile nei confronti di Enti ed istituzioni pubbliche e private.
Invitiamo chiunque abbia sinceramente a cuore il futuro della nostra zona a considerare il ruolo del nostro Consorzio e le opinioni che esso esprime rispettandone l’autonomia e l’indipendenza da ogni apparato partitico e di opinione. Sorvegliare sul futuro della nostra economia è un compito che ci siamo dati, e che riteniamo di poter svolgere adeguatamente grazie alla pluralità di voci e di interessi che il nostro Consorzio riesce, con grande sforzo, a tenere insieme.
Alla fine la soddisfazione ha prevalso sulle difficoltà. E la terza edizione della “Festa del Pomodoro di Pachino IGP” si è chiusa con un bilancio ampiamente positivo, grazie soprattutto al concerto-evento di sabato sera in Piazza Margherita a Marzamemi, che ha visto il bluesman Rudy Rotta esaltare il pubblico presente con la sua musica potente e trascinante. Una edizione nata tra le incertezze, sia per ragioni economiche che per perplessità dovute alla difficilissima contingenza economica che il comparto agricolo sta attraversando in questi mesi. “E’ nei momenti difficili che bisogna dimostrare capacità organizzative” aveva però ribadito il presidente Sebastiano Fortunato. Il resto lo ha fatto Maria Impera, da un paio d’anni organizzatrice di questo appuntamento estivo, che ha chiamato a raccolta un generoso gruppo di aziende per coprire le spese vive della Festa. Aziende che nel corso della conferenza stampa di presentazione hanno spontaneamente tributato la loro solidarietà al consorzio, riconosciuto come “l’unica realtà che ha saputo rappresentare la rabbia e l’indignazione dell’agricoltura siciliana presso i media nazionali” tra la generale indifferenza del mondo politico ed istituzionale. La serata di sabato sera a Marzamemi se la ricorderanno in molti, dato che parte del pubblico si è reso partecipe dello spettacolo ballando e scatenandosi al ritmo dei classici del blues, eseguiti con grande grinta da un chitarrista che vanta un curriculum professionale impressionante (ha suonato con B.B. King e con John Mayall). E’ stata la dimostrazione lampante di come sia possibile creare eventi di qualità sul territorio anche con budget limitati, se prevale la passione e la competenza di chi si mette al lavoro. La serata conclusiva di Domenica sera, in ossequio alla tradizione, ha visto la premiazione dei vincitori dei tornei e la assegnazione del “Pomo d’Oro” a tre nomi di spicco del mondo dello spettacolo (l’attrice Margareth Madè, il nutrizionista Giorgio Calabrese e il regista Giampaolo Cugno). Molto apprezzati gli stands gastronomici dove i molti turisti di questo fine agosto hanno potuto trovare confezioni del celebre pomodoro di Pachino IGP, che il direttore Salvatore Chiaramida ha voluto proporre con la collaborazione di alcuni operatori commerciali impegnati nella valorizzazione del nostro migliore prodotto tipico.
L’appuntamento coi giornalisti si è tenuto come di consueto presso il Circolo Soci della Banca di Credito Cooperativo di Pachino. La terza edizione della Festa del Pomodoro di Pachino IGP è stata presentata al pubblico in presenza dei tanti sponsor che hanno contribuito alla riuscita dell’evento. “E’ in momenti come questi che bisogna ricordare a tutti che solo l’unione fa la forza”. Con questo messaggio il Presidente Sebastiano Fortunato e il Direttore Salvatore Chiaramida hanno sottolineato il significato profondo di questa “festa”, che coincide con un periodo oggettivamente drammatico per il comparto agricolo siciliano. I quattro giorni di musica e degustazioni sono stati inaugurati davanti la splendida cornice dell’isola di Portopalo di Capo Passero, con uno spettacolo musicale e un saluto accompagnato dalla degustazione di piatti a base di autentico pomodoro di Pachino IGP.
L’on. Pippo Gennuso ha usato toni drastici contro quello che lui definisce “un progetto selvaggio della politica, calato dall’alto all’insaputa del nostro territorio”. Secondo Gennuso il decreto è sostanzialmente inapplicabile, perchè viziato nella forma (pare non sia stato firmato dall’Assessore all’agricoltura) e aberrante nella sostanza, dato che produrrebbe effetti disastrosi sull’agricoltura di qualità della zona sud.
“Ho intenzione di avviare un confronto urgente e di invitare sul posto i tecnici dell’assessorato, in modo che si rendano conto di persona di cosa stanno facendo. E’ necessario provvedere ad una riperimetrazione delle aree soggette a vincolo di Riserva, nella quale mettere in pratica un sostanziale restringimento dei territori a tutela delle tante aziende agricole del posto”.
L’on. Gennuso, che si dichiara a completa disposizione del Consorzio di tutela IGP Pomodoro di Pachino nel combattere questa battaglia, ritiene che, nel caso, si possa procedere ad una eventuale interrogazione parlamentare qualora il confronto da lui proposto non dovesse sortire gli effetti desiderati.
“Il nostro consorzio di tutela ha ritenuto necessario promuovere e coordinare urgentemente una azione legale comune tra i vari soggetti interessati, per impugnare il decreto del 27 luglio 2011 che istituisce la riserva naturale “Pantani della Sicilia Sud Orientale”. Con queste parole il Presidente Sebastiano Fortunato ha deciso ieri di farsi capofila di una cordata per contrastare il decreto regionale che potrebbe significare il disastro dell’economia agricola pachinese.
Quindi il tanto temuto provvedimento, che avrebbe come effetto immediato lo smantellamento di tutte le realtà agricole pachinesi operanti nei paraggi dei pantani, alla fine è giunto al suo ultimo atto esecutivo.
Convocata d’urgenza una assemblea il 10 di Agosto scorso, alla quale hanno preso parte numerosi rappresentanti dei produttori e dei cacciatori, alla presenza dell’avv.Giuseppe Gambuzza per il Consorzio di Tutela e avv. Sebastiano Mallia per le Associazioni dei cacciatori si è deciso di incontrare il Sindaco di Pachino per concordare l’iter giuridico comune. L’assemblea ha ritenuto necessario che anche l’amministrazione comunale si attivi a difesa del territorio e delle realtà produttive locali impugnando il decreto e provvedendo alla nomina di un proprio legale, ed ha deliberato di creare un comitato tecnico per seguire tutta la questione inerente il decreto di istituzione della riserva e le attività di contrasto e di lotta da intraprendere in difesa del territorio e dei cittadini del quale sono stati invitati a far parte i presidenti delle Associazioni.
L’iniziativa si è conclusa con la formalizzazione di un documento comune nel quale “si invita il Sindaco di Pachino a volere partecipare alle attività di lotta e contrasto avverso il D.D.G. 577 del 27 luglio 2011 del Dirigente Generale dell’A.R.T.A. di Palermo avente ad oggetto la Istituzione della Riserva Naturale “Pantani della Siiclia Sud Orientale, mediante la impugnazione del detto decreto e la partecipazione, in uno al legale che provvederà a nominare, al Comitato Tecnico istituito”.
Si apre così un ulteriore momento di confronto che vede il nostro Consorzio opporsi a scelte politiche regionali, nazionali e comunitarie decisamente poco sensibili alle sorti dell’economia agricola legata alla produzione del nostro pomodoro di qualità. Sono tempi davvero difficili per l’agricoltura siciliana, che, nel contesto della crisi economica internazionale, potrebbe avere sviluppi imprevedibili. Per questo, ancora una volta, gli operatori agricoli sono chiamati a stringersi attorno ad associazioni di categoria credibili ed autorevoli, pena l’oblio generale dello sviluppo del nostro territorio.
si allega:
Lettera congiunta del Consorzio
Testo del decreto
Cartografia dei Pantani
Riceviamo dall’On. giovanni La Via e volentieri pubblichiamo:
Spett.le Consorzio,
in merito al Vostro comunicato di lunedi 27 u.s. con la presente Vi giro alcune precisazioni.
Con riferimento agli aspetti di mia competenza (Europa), Vi informo che il finanziamento da 210 milioni di euro è quello che è stato possibile approntare nei tempi ristrettissimi nei quali è stato pubblicato il provvedimento comunitario. Risorse addizionali avrebbero richiesto una procedura più lunga che non abbiamo ritenuta opportuna. Abbiamo comunque concordato con la Commissione che in rapporto alle richieste che perverranno dal territorio si potrà procedere ad una integrazione delle risorse disponibili.
Per quanto invece attiene alle produzioni provenienti da serra, Vi informo che ho posto il problema in seduta pubblica della Comagri (Vedi filmato in webstreaming sul sito del Parlamento) e la Commissione ha ritenuto di dover effettuare delle correzioni rispettoal testo iniziale.
Per quanto riguarda gli importi delle compensazioni, Vi illustro brevemente la situazione che si è venuta a creare a seguito del D.M. e della nota AGEA.
La normativa nazionale prevede un indennizzo massimo per la mancata “raccolta in pieno campo” di EURO 206/1000 mq. + EURO 944/1000 mq. = Totale indennizzo massimo di 1.150 EURO/mq. per i soci di una OP ed EURO 944/1000 mq. per i non soci.
Se la mancata raccolta riguarda “coltivazioni in serra”, l’indennizo di cui sopra è elevato ad EURO 452/1000 mq. + EURO 2.068/1000 mq= Totale indennizzo massimo 2.520 EURO/1000 mq per i soci di una OP ed Euro 2.068/1000 mq. per i non soci. Quindi la resa di 316 q.li si riferisce alla sola mancata raccolta in campo del pomodoro mentre per le coltivazioni in serra è pari a 692 q.li/ha (come stabilito dalle rese storiche indicate nel DM del MiPAAF).
Invece, se il pomodoro viene ritirato, gli importi del sostegno cambiano come segue:
- EURO 7,25 EURO/100 Kg. + 33,20 EURO/100 kg.= Totale indennizzo massimo di 40,45 EURO/100 kg. per i soci di una OP ed 33,20 EURO/100 kg. per i non soci. Ancora, se poi il pomodoro ritirato viene destinato alla distribuzione gratuita, l’importo del sotegno di cui sopra di 7,25 EURO/100 kg è raddoppiato. La destinazione del prodotto ritirato dell’eventuale dsitribuzione gratuita viene decisa dall’OP dove è stato consegnato il prodotto.
Infine, per la problematica dello smaltimento vegetale della pianta del pomodoro, l’unico obbligo del produttore è quello di indicare il metodo di denaturazione della pianta di pomodoro come previsto dalla normativa comunitaria vigente in materia.
Cordiali saluti
Giovanni La Via
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