Il nuovo Direttivo del Consorzio di Tutela IGP Pomodoro di Pachino, riunitosi in seduta ordinaria per la prima volta ieri pomeriggio mercoledì 25 gennaio, ritiene di essere stato chiamato in causa dal circolo locale del PD in modo del tutto inappropriato, e non terrà conto delle istanze espresse nel comunicato diramato nei giorni scorsi, in quanto ritenute inammissibili. “Il Consorzio non si è mai fatto portavoce nè capofila della cosiddetta protesta siglata dal movimento “Forza D’urto”, com’è molto facile documentare. Se qualche malinteso in questo senso si è potuto verificare, è solo perchè la concitazione delle notizie in situazioni così difficili non è facile da governare.Un Consorzio di Tutela ha finalità che esulano da queste problematiche, nè deve rispondere ai partiti del proprio operato.” A parlare questa volta è il vicepresidente Massimo Pavan, che ribadisce la piena solidarietà personale a nome dell’intero Cda al suo Presidente Sebastiano Fortunato.“A titolo personale come imprenditore Sebastiano Fortunato non deve dare conto delle sue azioni nè al Consorzio nè tantomeno al PD” conclude Pavan.
Altri attestati di solidarietà e stima, che a vario titolo difendono l’operato del collega, sono giunti a Fortunato da vari rappresentanti di categorie produttive locali, tra cui Orazio Garofalo (imprenditore edile) Gianni Luciano (artigiani) Franco Ristuccia (imprenditore agricolo) e Sebastiano Dimartino (commercianti)
Lo sciopero attuato dagli autotrasportatori siciliani prima e trasferitosi ora su scala nazionale sta producendo effetti catastrofici a tutta l’economia del nostro comprensorio. Il danno economico al comparto agricolo è enorme, e provocherà effetti a cascata su tutti gli altri comparti della zona. Un danno non più calcolabile e soprattutto non più sopportabile.
Si chiede con estrema urgenza che le istituzioni preposte sblocchino immediatamente la libera circolazione delle merci deperibili, attuando qualora la situazione lo richieda anche la precettazione degli autotrasportatori.
La perdita di migliaia di quintali di prodotti ortofrutticoli sta costringendo le aziende del settore a non poter più pagare gli stipendi e di conseguenza a licenziare migliaia di lavoratori.
Si ribadisce dunque con forza che non si è più disponibili a dover buttare al macero il sudore del nostro lavoro e soprattutto dei nostri produttori.
Il Direttore Salvatore Chiaramida
Riconfermati i vertici del Consorzio di Tutela IGP Pomodoro di Pachino, con Sebastiano Fortunato alla carica di Presidente e Salvatore Chiaramida in qualità di Direttore. Le nuove nomine hanno dato ragione di un lungo, appassionante lavoro di gruppo svolto negli ultimi tre anni da parte di una squadra molto affiatata, che ha saputo ottenere risultati tangibili sul piano dell’immagine e della reputazione del nostro pomodoro di Pachino.
“Non posso nascondere la mia personale soddisfazione nel vedere riconosciuto dai soci il lavoro svolto da questo direttivo, anche se è costato un prezzo enorme in termini personali. Tutto il tempo dedicato al Consorzio, sia chiaro, a titolo totalmente gratuito, è stato sottratto alla mia azienda privata. Ma nei tempi di crisi è importante fare scelte coraggiose. Eguale sacrificio personale e straordinaria dedizione ha ugualmente dato il Direttore Salvatore Chiaramida, che ringrazio pubblicamente per l’apporto tecnico e organizzativo fornito fino ad oggi in modo accurato”. Ha dichiarato il Presidente.
Ecco i nomi del nuovo CdA del Consorzio: Sebastiano Fortunato (Presidente), Massimo Pavan (Vicepresidente), Corrado Cugno (Vicepresidente). Consiglieri: Maria Dinatale, Angelo Pezzino, Carmelo Cultrera, Salvatore Buggea, Sebastiano Agnello e Joe Fortunato. Confermato anche il Collegio dei Revisori nelle persone dei dottori commercialisti Vincenzo Bordonaro, Giancarlo Barone e Giuseppe Lorefice.
“Le ottime e consolidate relazioni sul piano istituzionale e dei media nazionali non potevano andare disperse, e avevano bisogno di continuità” precisa il Direttore Salvatore Chiaramida, che elenca la lunga serie di risultati portati a compimento: allargamento della base sociale, incremento importante delle quantità di pomodoro IGP prodotto, modifica del disciplinare per poter marchiare anche il pomodoro insalataro.
Parole di elogio nel corso del lungo consuntivo del Presidente Fortunato sono state inoltre profuse nei confronti della Banca di Credito Cooperativo di Pachino e del Comune di Pachino nella persona del Sindaco Paolo Bonaiuto, riconosciuti entrambi come partner concretamente impegnati per il comparto agricolo della città. Ringraziamenti sentiti anche alla segreteria organizzativa di Maria Impera e al team di professionisti (Avvocato Giuseppe Gambuzza per la parte legale, Dott. Marco Schembari per la consulenza Marketing e dott. Paolo Meli per la Comunicazione), ovvero il gruppo di lavoro che ha reso materialmente possibili imprese che pochi altri consorzi di tutela in Italia hanno saputo eguagliare, come riconosciutoci a più riprese da osservatori esterni.
Il Consorzio di Tutela IGP Pomodoro di Pachino, che in questi giorni è impegnato a contrastare la applicazione del recente decreto sulla istituzione della riserva naturale orientata “Pantani della Sicilia Sud Orientale” in quanto - a nostro parere - destinato a impattare negativamente sulle economie d’impresa degli operatori agricoli che operano nelle aree interessate dalla riserva, chiede a tutti coloro i quali possiedono terreni e fondi in prossimità di tali aree (vedi allegato) di far giungere la propria voce, lasciando presso la Segreteria del Consorzio (Tel. 0931 595106) il proprio nominativo. Desideriamo insomma avviare una mobilitazione collettiva per dare forza a questa nostra rivendicazione, sicuri di fare l’interesse delle tante famiglie che vivono di agricoltura e di ortofrutta secondo una tradizione radicata da diversi decenni. Più saremo e più conteremo per fare sentire la nostra voce nelle sedi appropriate.
Chi desidera consultare la mappa dei territori e delle aree umide oggetto del decreto, può cliccare qui
Ci duole dirlo, ma l’aria che si respira in queste settimane nel comparto agricolo locale non lascia presagire nulla di buono, e la politica regionale ma soprattutto nazionale dovrebbe iniziare a studiare seriamente il modo per evitare il verificarsi di possibili episodi incresciosi, dettati dall’esasperazione dei nostri agricoltori.
Questo il grido di allarme del nostro Presidente Sebastiano Fortunato: “La stagione della produzione agricola si è aperta all’insegna dell’incertezza per quanto riguarda il nostro prodotto di punta, il pomodoro; e chi fino a ieri confidava nella zucchina per bilanciare i conti, oggi dovrà rinunciare anche a quello; dato che - per una serie di circostanze avverse - la domanda è crollata nel giro di pochi giorni, fino alla paralisi totale delle ultime ore.”
Le manifestazioni di protesta programmate per i prossimi giorni serviranno probabilmente soltanto a sfogare un sentimento di rabbia ed impotenza generale, non certo ad trovare soluzioni. La sensazione diffusa è quella della solitudine, dell’abbandono di un intero comparto, che se negli anni migliori veniva considerato il fanalino di coda dell’economia italiana, oggi non merita di essere neppure menzionato tra il piano di provvedimenti urgenti varato dal governo Monti per rilanciare l’economia di questo paese. Anzi la tassazione, con la nuova Ici, dei fabbricati rurali che fino ad oggi ne erano esentati, le nuove accise sui carburanti e la rivalutazione degli estimi catastali dei terreni e dei fabbricati rurali daranno il colpo di grazia ad un settore già al collasso.
Così commenta la situazione il direttore Salvatore Chiaramida: “La nostra agricoltura sconta oggi un doppio peccato: quella di essere stata considerata la sorella povera di altri comparti, ben più privilegiati (si pensi solo all’industria automobilistica, che peraltro oggi volta le spalle a decenni di incentivi governativi), e quella di provenire dal meridione d’Italia. Un esempio per tutti: proprio oggi mentre veniva inaugurato nelle regioni centro settentrionali il treno ad alta velocità “Italico” che segna l’ingresso dei privati nella gestione della viabilità su rotaie, vengono soppresse le tratte a lunga percorrenza che, partendo da Siracusa e Palermo, garantivano per tradizione un collegamento permanente tra nord e sud.”
Infine, il Presidente Fortunato lancia il suo appello per riunire le forze locali: “Il nostro Consorzio, che negli ultimi due anni pensava di essere riuscito ad instaurare rapporti cordiali col Ministero delle Politiche Agricole e con la Regione Siciliana, intende nei prossimi giorni far pervenire presso i nostri rappresentanti della capitale un appello a prendere a cuore l’emergenza agricoltura nella zona sud. Tale grido d’allarme verrà ugualmente esteso ai nostri rappresentanti politici regionali, e in esso ribadiremo la nostra precisa volontà di sostenere qualsiasi iniziativa a livello locale utile a fare sentire la voce dei nostri agricoltori. Chiediamo al nostro sindaco, ai sindacati e alle associazioni di categoria preposti di istituire un tavolo di crisi permanente, per studiare forme eclatanti di protesta per la gravissima crisi economica che sta letteralmente travolgendo le sorti di migliaia e migliaia di nuclei familiari nei comuni della fascia trasformata sud orientale ma non solo”.
Le notizie pervenuteci su quanto accaduto nell’ultimo Consiglio Comunale del Comune di Pachino ci allarmano per la loro inaudita gravità e ci costringono a chiarire alla cittadinanza, alle compagini politiche, alle tante aziende associate e all’opinione pubblica in generale come la fiducia riposta in questa Amministrazione all’inizio del suo insediamento si stia configurando forse come mal riposta.
Ci limitiamo a rappresentare la situazione nella sua cruda realtà: a fronte dello stanziamento di 200mila euro annui per l’agricoltura, vero e proprio cavallo di battaglia del quale il Sindaco Paolo Bonaiuto si è ripetutamente vantato in tutti i suoi incontri pubblici, abbiamo ricevuto solo i primi cento nel primo semestre 2010. Nessun altro pagamento per l’anno scorso. Non una sola lira per l’intero 2011, al punto da farci chiedere alla Giunta di voler girare direttamente alle aziende alluvionate almeno la metà degli altri 200.000 euro stanziati per l’anno in corso. Somma che, se mai dovesse arrivare e non dovesse risultare solo sulla carta, quantomeno sarebbe potuta servire per alleviare le ferite più profonde e recenti dei nostri concittadini agricoltori.
Su tale inadempienza da parte del Comune, in un momento che riteniamo tragico per le nostre aziende agricole, sfiancate da una crisi del settore, travolte dalla recessione economica, sommerse dal fango dagli ultimi episodi alluvionali, riceviamo dall’Amministrazione Comunale non un semplice silenzio, gravissimo e colpevole se si tiene conto che la città di Pachino vive di agricoltura, ma molto peggio: nientemeno che una sottrazione delle somme già destinate, e in quanto tale regolarmente spese.
I cittadini devono sapere che la Giunta intende “stornare” per le feste natalizie soldi del 2010 che il Consorzio ha già speso per allargare la base sociale, per dotare gli agricoltori di strumenti e mezzi tecnici (rifrattometri e conducimetri) per adeguarsi al disciplinare IGP, per informare sul territorio, per fare tutela e vigilanza, insomma per svolgere quel lavoro del quale il Sindaco ha più volte rivendicato la paternità, alla luce di quel “programma di riqualificazione” presentato al pubblico in conferenza stampa presso i locali della Banca di Credito Cooperativo di Pachino, la primavera dell’anno scorso.
Chiediamo al Sindaco Bonaiuto di spiegare alla cittadinanza cosa stia accadendo. Chiediamo al Sindaco Bonaiuto di dire chiaramente come intende far fronte agli impegni presi. Abbiamo l’impressione che si siano finiti i tempi durante i quali era concesso prendersi gioco di chi ha tenuto in piedi l’economia di questa martoriata città.
A seguito delle verifiche circostanziate e documentate effettuate dagli agenti vigilatori incaricati, di casi in cui alcune aziende locali immettono sul mercato pomodoro fregiato da bollino di qualità ministeriale senza rispettare i protocolli previsti dal disciplinare di produzione vigente e dal dispositivo di controllo approvato, nei giorni scorsi l’I.Z.S.di Palermo, l’organismo di controllo autorizzato dal MIPAAF ha effettuato delle indagini supplementari presso le sedi delle ditte di condizionamento in questione. “Parallelamente, il nostro ufficio legale sta valutando quali provvedimenti adottare verso questi operatori che lavorano in regime di palese contravvenzione degli obblighi di legge, a tutela degli operatori onesti che rispettano con grandi sacrifici economici i dettami imposti dalla comunità europea in materia certificazione di qualità dei prodotti alimentari, a tutela dei nostri consumatori che meritano il nostro assoluto rispetto quando ci preferiscono nei confronti della concorrenza, e a tutela della nostra reputazione istituzionale sul territorio. Ha dichiarato il Presidente Sebastiano Fortunato. Ed è a questo riguardo che nei giorni scorsi è stata inviata a tutti i centri di condizionamento di Pomodoro di Pachino IGP una circolare al fine di fare chiarezza sulle etichette, sui sigilli e sul materiale attualmente utilizzato che, secondo il nuovo dispositivo di controllo, dev’essere preventivamente approvato dal Consorzio di Tutela stesso. E’ bene che si sappia che il nostro Consorzio intende tenere fede al proprio incarico di tutela del marchio affidatoci dal Ministero delle Politiche Agricole, denunciando irregolarità sia sui mercati sia sul fronte della produzione, per quanto ci è consentito in base alle risorse disponibili. “Oltre ad un dovere istituzionale, il nostro è un impegno morale sul territorio affinchè venga mantenuto fermo il senso di legalità che a volte viene a mancare da parte di operatori commerciali spregiudicati, che perseguono logiche del profitto anche a scapito della salute e della sicurezza dei consumatori.” Ha precisato il Direttore Salvatore Chiaramida.
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