image IGP Pomodoro di Pachino

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Un appello sul decreto delle zone SIC

imageIl Consorzio di Tutela IGP Pomodoro di Pachino, che in questi giorni è impegnato a contrastare la applicazione del recente decreto sulla istituzione della riserva naturale orientata “Pantani della Sicilia Sud Orientale” in quanto - a nostro parere - destinato a impattare negativamente sulle economie d’impresa degli operatori agricoli che operano nelle aree interessate dalla riserva, chiede a tutti coloro i quali possiedono terreni e fondi in prossimità di tali aree (vedi allegato) di far giungere la propria voce, lasciando presso la Segreteria del Consorzio (Tel. 0931 595106) il proprio nominativo. Desideriamo insomma avviare una mobilitazione collettiva per dare forza a questa nostra rivendicazione, sicuri di fare l’interesse delle tante famiglie che vivono di agricoltura e di ortofrutta secondo una tradizione radicata da diversi decenni. Più saremo e più conteremo per fare sentire la nostra voce nelle sedi appropriate.

Chi desidera consultare la mappa dei territori e delle aree umide oggetto del decreto, può cliccare qui

La paralisi dei mercati e l’agricoltura dimenticata

imageCi duole dirlo, ma l’aria che si respira in queste settimane nel comparto agricolo locale non lascia presagire nulla di buono, e la politica regionale ma soprattutto nazionale dovrebbe iniziare a studiare seriamente il modo per evitare il verificarsi di possibili episodi incresciosi, dettati dall’esasperazione dei nostri agricoltori.
Questo il grido di allarme del nostro Presidente Sebastiano Fortunato: “La stagione della produzione agricola si è aperta all’insegna dell’incertezza per quanto riguarda il nostro prodotto di punta, il pomodoro; e chi fino a ieri confidava nella zucchina per bilanciare i conti, oggi dovrà rinunciare anche a quello; dato che - per una serie di circostanze avverse - la domanda è crollata nel giro di pochi giorni, fino alla paralisi totale delle ultime ore.”
Le manifestazioni di protesta programmate per i prossimi giorni serviranno probabilmente soltanto a sfogare un sentimento di rabbia ed impotenza generale, non certo ad trovare soluzioni. La sensazione diffusa è quella della solitudine, dell’abbandono di un intero comparto, che se negli anni migliori veniva considerato il fanalino di coda dell’economia italiana, oggi non merita di essere neppure menzionato tra il piano di provvedimenti urgenti varato dal governo Monti per rilanciare l’economia di questo paese. Anzi la tassazione, con la nuova Ici, dei fabbricati rurali che fino ad oggi ne erano esentati, le nuove accise sui carburanti e la rivalutazione degli estimi catastali dei terreni e dei fabbricati rurali daranno il colpo di grazia ad un settore già al collasso.
Così commenta la situazione il direttore Salvatore Chiaramida: “La nostra agricoltura sconta oggi un doppio peccato: quella di essere stata considerata la sorella povera di altri comparti, ben più privilegiati (si pensi solo all’industria automobilistica, che peraltro oggi volta le spalle a decenni di incentivi governativi), e quella di provenire dal meridione d’Italia. Un esempio per tutti: proprio oggi mentre veniva inaugurato nelle regioni centro settentrionali il treno ad alta velocità “Italico” che segna l’ingresso dei privati nella gestione della viabilità su rotaie, vengono soppresse le tratte a lunga percorrenza che, partendo da Siracusa e Palermo, garantivano per tradizione un collegamento permanente tra nord e sud.”
Infine, il Presidente Fortunato lancia il suo appello per riunire le forze locali: “Il nostro Consorzio, che negli ultimi due anni pensava di essere riuscito ad instaurare rapporti cordiali col Ministero delle Politiche Agricole e con la Regione Siciliana, intende nei prossimi giorni far pervenire presso i nostri rappresentanti della capitale un appello a prendere a cuore l’emergenza agricoltura nella zona sud. Tale grido d’allarme verrà ugualmente esteso ai nostri rappresentanti politici regionali, e in esso ribadiremo la nostra precisa volontà di sostenere qualsiasi iniziativa a livello locale utile a fare sentire la voce dei nostri agricoltori. Chiediamo al nostro sindaco, ai sindacati e alle associazioni di categoria preposti di istituire un tavolo di crisi permanente, per studiare forme eclatanti di protesta per la gravissima crisi economica che sta letteralmente travolgendo le sorti di migliaia e migliaia di nuclei familiari nei comuni della fascia trasformata sud orientale ma non solo”.

Oltre al danno, la beffa

Le notizie pervenuteci su quanto accaduto nell’ultimo Consiglio Comunale del Comune di Pachino ci allarmano per la loro inaudita gravità e ci costringono a chiarire alla cittadinanza, alle compagini politiche, alle tante aziende associate e all’opinione pubblica in generale come la fiducia riposta in questa Amministrazione all’inizio del suo insediamento si stia configurando forse come mal riposta.
Ci limitiamo a rappresentare la situazione nella sua cruda realtà: a fronte dello stanziamento di 200mila euro annui per l’agricoltura, vero e proprio cavallo di battaglia del quale il Sindaco Paolo Bonaiuto si è ripetutamente vantato in tutti i suoi incontri pubblici, abbiamo ricevuto solo i primi cento nel primo semestre 2010. Nessun altro pagamento per l’anno scorso. Non una sola lira per l’intero 2011, al punto da farci chiedere alla Giunta di voler girare direttamente alle aziende alluvionate almeno la metà degli altri 200.000 euro stanziati per l’anno in corso. Somma che, se mai dovesse arrivare e non dovesse risultare solo sulla carta, quantomeno sarebbe potuta servire per alleviare le ferite più profonde e recenti dei nostri concittadini agricoltori.
Su tale inadempienza da parte del Comune, in un momento che riteniamo tragico per le nostre aziende agricole, sfiancate da una crisi del settore, travolte dalla recessione economica, sommerse dal fango dagli ultimi episodi alluvionali, riceviamo dall’Amministrazione Comunale non un semplice silenzio, gravissimo e colpevole se si tiene conto che la città di Pachino vive di agricoltura, ma molto peggio: nientemeno che una sottrazione delle somme già destinate, e in quanto tale regolarmente spese.
I cittadini devono sapere che la Giunta intende “stornare” per le feste natalizie soldi del 2010 che il Consorzio ha già speso per allargare la base sociale, per dotare gli agricoltori di strumenti e mezzi tecnici (rifrattometri e conducimetri) per adeguarsi al disciplinare IGP, per informare sul territorio, per fare tutela e vigilanza, insomma per svolgere quel lavoro del quale il Sindaco ha più volte rivendicato la paternità, alla luce di quel “programma di riqualificazione” presentato al pubblico in conferenza stampa presso i locali della Banca di Credito Cooperativo di Pachino, la primavera dell’anno scorso.
Chiediamo al Sindaco Bonaiuto di spiegare alla cittadinanza cosa stia accadendo. Chiediamo al Sindaco Bonaiuto di dire chiaramente come intende far fronte agli impegni presi. Abbiamo l’impressione che si siano finiti i tempi durante i quali era concesso prendersi gioco di chi ha tenuto in piedi l’economia di questa martoriata città.

Si stringono i controlli sulle etichettature

A seguito delle verifiche circostanziate e documentate effettuate dagli agenti vigilatori incaricati, di casi in cui alcune aziende locali immettono sul mercato pomodoro fregiato da bollino di qualità ministeriale senza rispettare i protocolli previsti dal disciplinare di produzione vigente e dal dispositivo di controllo approvato, nei giorni scorsi l’I.Z.S.di Palermo, l’organismo di controllo autorizzato dal MIPAAF ha effettuato delle indagini supplementari presso le sedi delle ditte di condizionamento in questione. “Parallelamente, il nostro ufficio legale sta valutando quali provvedimenti adottare verso questi operatori che lavorano in regime di palese contravvenzione degli obblighi di legge, a tutela degli operatori onesti che rispettano con grandi sacrifici economici i dettami imposti dalla comunità europea in materia certificazione di qualità dei prodotti alimentari, a tutela dei nostri consumatori che meritano il nostro assoluto rispetto quando ci preferiscono nei confronti della concorrenza, e a tutela della nostra reputazione istituzionale sul territorio. Ha dichiarato il Presidente Sebastiano Fortunato. Ed è a questo riguardo che nei giorni scorsi è stata inviata a tutti i centri di condizionamento di Pomodoro di Pachino IGP una circolare al fine di fare chiarezza sulle etichette, sui sigilli e sul materiale attualmente utilizzato che, secondo il nuovo dispositivo di controllo, dev’essere preventivamente approvato dal Consorzio di Tutela stesso. E’ bene che si sappia che il nostro Consorzio intende tenere fede al proprio incarico di tutela del marchio affidatoci dal Ministero delle Politiche Agricole, denunciando irregolarità sia sui mercati sia sul fronte della produzione, per quanto ci è consentito in base alle risorse disponibili. “Oltre ad un dovere istituzionale, il nostro è un impegno morale sul territorio affinchè venga mantenuto fermo il senso di legalità che a volte viene a mancare da parte di operatori commerciali spregiudicati, che perseguono logiche del profitto anche a scapito della salute e della sicurezza dei consumatori.” Ha precisato il Direttore Salvatore Chiaramida.

Invochiamo aiuti subito per i nostri agricoltori

imageIl Consorzio per la Tutela dell’IGP Pomodoro di Pachino, avendo preso visione delle giuste misure in favore delle aziende colpite dagli eventi alluvionali dei giorni scorsi invocate dall’Asser esprime totale concordanza di vedute al riguardo, solidarietà verso gli agricoltori che hanno subito danni e appoggio pieno a qualsiasi iniziativa utile ad alleviare la condizione di gravissima sofferenza del comparto agricolo locale. Riteniamo corretto richiedere in via urgente il riconoscimento dello stato di calamità naturale, dato che quando verificatosi nel nostro circondario non ha precedenti con analoghi episodi degli anni passati. Riteniamo doveroso segnalare la grave condizione di degrado del nostro territorio sotto il profilo idrogeologico alla Protezione Civile: il sommarsi dell’ incuria da parte degli enti preposti alla manutenzione delle nostre strade e campagne a quello di operatori privati senza scrupoli ha creato una situazione di precarietà tale da sottoporre tutta la popolazione a gravi rischi sia economici che di pubblica incolumità. Strade quotidianamente battute da traffico commerciale come la Scivolaneve-Maucini o la Marzamemi-Chiaramida (due tra le più trafficate del nostro territorio) versano in condizioni inaccettabili, e diventano impraticabili al verificarsi persino delle precipitazioni stagionali ordinarie. Non è tollerabile attendere supinamente il verificarsi di possibili episodi luttuosi prima di intervenire seriamente sul nostro territorio: il degrado di queste arterie stradali è sotto gli occhi di tutti e grida un intervento immediato.
Quanto alle tante famiglie di agricoltori economicamente prostrate dagli episodi suddetti, chiediamo con la presente al Sindaco che la metà della somma stanziata in bilancio dalla Giunta Comunale a favore del Consorzio di Tutela per l’anno 2011 (centomila euro) venga subito stornata a favore dei piccoli produttori colpiti, crendo un apposito Fondo di Rotazione destinato alle aziende in difficoltà. (Leggi la lettera pervenutaci dall’ASSER a seguito del comunicato)

Lettera aperta al Ministro Romano

image Egregio Sig. Ministro,

il comparto agricolo pachinese è giunto ad un punto di criticità insostenibile. Ogni giorno chiudono i battenti imprese che fino a ieri davano lavoro a centinaia di famiglie, e tutta l’economia del comprensorio, notoriamente basata sulla produzione di ortofrutta la cui qualità ci viene riconosciuta da tutti i mercati, oggi versa in uno stato di gravissima difficoltà. Siamo consapevoli che la contingenza economica nazionale è particolarmente difficile, ma siamo altresì convinti che se non si interviene subito per arginare una serie di anomalie che compromettono il regolare svolgimento della nostra attività, non potremo far fronte alla crisi in atto. E su questo versante riteniamo che l’azione politica possa essere decisiva.

Riteniamo di vitale importanza intervenire subito in questi ambiti:

a) La scarsa considerazione della GDO e della DO verso i prodotti DOP e IGP, che non dedicano spazi dedicati alla vendita di prodotti a marchio di qualità, e che assoggettano tale produzione a una speculazione commerciale selvaggia, senza controlli efficaci da parte degli organismi preposti (vedasi indagine Antitrust senza esito).. Un fenomeno che continua ad allargare la forbice tra prezzi alla produzione e prezzi al consumo in modo inaccettabile.

b) La inaccettabile concentrazione nelle mani di pochissimi buyers del potere di acquisto su centinaia di diversi punti vendita a marchio diverso (il solo gruppo Selex ne annovera decine, tra i quali Famila, Aliper, Maxisconto, A&O, Cash&Carry, etc.), aggirando di fatto le più elementari norme in materia di antitrust;

c) La concorrenza sleale di prodotti similari, provenienti dall’estero e dai Paesi in via di sviluppo, che spesso giungono sui punti vendita senza gli adeguati controlli igienici e sanitari, compromettendo la competitività della nostra produzione e confondendone la riconoscibilità;

d) L’aggravio progressivo dei costi di produzione, e la polverizzazione dell’offerta incoraggiata dall’esercizio di operatori che spesso in assenza dei requisiti minimi previsti dalla legge concorrono quali competitori abusivi in loco.


Spettabile Ministro, non abbiamo dubbi che queste problematiche sono a Lei ben note. E siamo anche convinti che intervenire un questa direzione richiede tempi e procedure complesse.
Ma la posta in gioco è la sopravvivenza stessa della nostra agricoltura, e con essa il futuro di una intera area.
Le chiediamo quindi la convocazione di un tavolo tecnico per discutere in tempi stretti interventi precisi per posizionare e valorizzare adeguatamente i prodotti a marchio, per sgravare alcuni costi di produzione (esempio: una eventuale riduzione dei contributi OTD o dei costi del gasolio), per controllare le politiche di cartello operate dalla grande distribuzione a danno dei prodotti di provenienza certa, controllata e certificata. A tale scopo il Nostro Consorzio si dichiara sin da subito disponibile a collaborare insieme per individuare le misure adatte a fronteggiare la crisi in atto.

Sponsor ufficiali al Sicilian Ladies Italian Open 2011

imageIl nostro Consorzio, insieme alla Regione Sicilia e alla FIG sarà sponsor ufficiale dell’evento sportivo di golf “SICILIAN LADIES ITALIAN OPEN 2011” che si terrà a Castiglione di Sicilia (Catania). Dal 6 al 9 ottobre si accenderanno i riflettori sul Sicilian Ladies Italian Open 2011, appuntamento di prestigio nel circuito europeo Ladies European Tour. La location del Sicilian Ladies Open 2011 sarà il Picciolo Golf Club and Resort, che vanta un campo da golf immerso tra boschi di querce, noccioli e romantici vigneti. Per maggiori informazioni, visitare il sito http://www.sicilianopen.com

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