image IGP Pomodoro di Pachino

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Sarà una stagione densa di impegni

imageCi aspettano mesi di lavoro frenetico, che dovremo spesso svolgere sacrificando tempo prezioso alle nostre singole aziende. Ma ne vale la pena. Questa estate prevediamo una kermesse di due giorni dedicata al nostro pomodoro, capace di attrarre migliaia di turisti che ogni anno visitano il nostro territorio. Sarà anche questo un modo per far rimbalzare il nome del Pomodoro di Pachino su tutte le regioni d’Italia. Il lavoro del Consorzio si svolge su diversi livelli di comunicazione: c’è la comunicazione ai consumatori e ai mercati, fondamentale per incidere sul piano delle vendite; c’è la comunicazione rivolta al territorio, che serve a tutto il comparto agricolo per far capire quanto sia necessario fare forza comune per avere maggiore forza contrattuale; e c’è il lavoro svolto agli associati per spiegare bene cosa il Consorzio può fare per loro, e come potranno giovarsi di una istituzione che ha, tra laltro, l’importantissimo diritto/dovere di vigilare sui mercati per garantire il mantenimento di un alto standard di qualità, perseguire le contraffazioni e le tentate imitazioni, proibire l’uso improprio della denominazione “pomodoro di Pachino” da parte di operatori senza scrupoli. A questo ultimo lavoro penso debba essere rivolta da tutti noi la massima attenzione, perchè ora le regole toccherà a noi saperle farle rispettare, a tutela della nostra immagine.

Il gruppo Roncaglia punta su Baudo

image“Puntiamo su Baudo a ragion veduta. La sua notorietà è la garanzia per imprimere nell’emotività dello spettatore un sentimento forte, che lascia il segno. Lavoriamo con lui da molti anni: testimonial del Caffè Palombini, ha volentieri legato la propria immagine al rilancio dei prodotti siciliani con passione e grande amore per la sua terra. Con l’arancia rossa “Rosaria” abbiamo potuto sperimentare in modo assolutamente positivo l’efficacia della sua immagine, che infonde fiducia, autorevolezza e garantisce un imporante impatto sul pubblico. La telepromozione è attualmente la forma più immediata per raggiungere milioni di italiani in tempi rapidissimi. Il nostro obiettivo sarà rendere chiaro al consumatore il vero significiato del nome “Pomodoro di Pachino”: un nome che attualmente gode di un’aura di straordinaria popolarità ma il cui significato autentico è ancora poco messo a fuoco dal consumatore medio. Focalizzarne il corretto significato servirà a fare la scelta giusta, e permetterà di distinguere il vero pomodoro di Pachino dalle sue tante imitazioni.”
A parlare è Armando Roncaglia, un protagonista della scena pubblicitaria italiana da diversi decenni, titolare dell’Agenzia di Comunicazione Roncaglia&Wijkander, recentemente incaricata dal Consorzio di Tutela di curare le telepromozioni programmate su RAI1. L’agenzia annovera tra i propri clienti grandi marche quali Lexus, Toyota, Palombini, Acqua Santacroce e svariati enti pubblici quali il Comune di Roma, il Comune di Napoli, la Confcommercio.

Adesso tocca ai buyers

imageLa telepromozione in corso richiede ora una interazione fattiva coi buyers. Saremo presenti nei punti vendita con materiale informativo e pubblicitario avente lo scopo di richiamare, rinforzare e tradurre in un orientamento alle scellte al consumo i messaggi televisivi.
La promozione circola attorno ad un cerchio comunicativo che vede impegnati diversi soggetti, e ora tocca ai responsabili marketing delle nostre aziende il compito di chiudere il cerchio.Il punto vendita è l’anello chiave dove la promozione compie il proprio ciclo di vita. E’ lì che si decide cosa e come comprare, e su questo importantissimo “campo di battaglia” dovremo coinvolgere i nostri parnters commerciali a rendere incisiva l’iniziativa promozionale. Questo ciclo è appena agli inizi, richiederà un lungo rodaggio ma è l’unica strada su cui dovremo imparare a fare correre tutto il nostro lavoro. Il Consorzio sotto questo profilo servirà da apripista: le scelte importanti vanno ora fatte dalle singole aziende associate, alle quali viene oggi dato uno strumento su cui poter fare leva per agire sul proprio potere contrattuale.
Il marchio IGP Pachino deve essere il distintivo utile per orientare il consumatore, il segnale di riconoscimento per fare la propria scelta. Quindi la parola d’ordine dei prossimi mesi sarà: trasformare la notorietà generica del nostro prodotto in un valore aggiunto sul prodotto che circolerà sui mercati. E’ previsto un piano coordinato di materiale informativo da esporre sul punto vendita, fatto di stopper, segnalatori, materiali p.o.p.,banchetti informativi con promoters, e l’ideazione di alcune iniziative a premio.

Chiaramida esorta le aziende

imageNon c’è più tempo per le incertezze. E Pachino ora deve fare quadrato sul suo prodotto di punta, quello che ci permette di avere un ruolo autorevole sui mercati, sull’economia locale, sulle istituzioni che non possono più ignorare una realtà che da circa un ventennio ha dimostrato di avere un ruolo cruciale nel panorama dell’ortofrutta nazionale ed estera: l’’autentico e certificato pomodoro di Pachino IGP.
Chi ha guardato alla finestra i movimenti, a volte lenti, di un Consorzio che ha fatto i conti con una macchina burocratica complessa, col Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, con gli enti certificatori, con le tante regole che normano la gestione dei marchi di qualità, credendo che si trattassero di realtà lontane dalla nostra situazione locale, oggi si deve ricredere.
Siamo una realtà importante, che è stata riconosciuta a termini di legge, e ora siamo in condizione di fare sentire forte la nostra voce. Al Consorzio è stato proprio in questi giorni riconosciuto l’ultimo, decisivo ruolo: quello di poter vigilare e sanzionare chiunque adopererà il nome del nostro prodotto in modo improprio, danneggiando la nostra economia. Ora siamo più forti, e abbiamo il diritto/dovere di farci rispettare.
Abbiamo scelto di fare quadrato valorizzando le nostre risorse umane qualificate, creando una equipe di professionisti coi quali coordineremo le attività di promozione, di comunicazione e di informazione. Ci vedranno in televisione, il consumatore imparerà a riconoscerci. Siamo attenzionati dai network della pubblicità nazionale, come Rai e Mediaset. Avremo maggiore potere contrattuale con chi vuole comprare il nostro pomodoro, e anche la grande distribuzione pian piano sarà tenuta a garantire prezzi migliori per il nostro prodotto, con beneficio di tutti i nostri agricoltori che hanno contribuito col loro lavoro a rendere unico il Pomodoro di Pachino.
Ora tocca a tutti i produttori agricoli locali fare la loro scelta. Se continuare a lavorare nell’ombra, in competizione tra loro, chiusi nella loro piccola realtà oppure entrare ad occupare il posto che meritano all’interno di questo gruppo di lavoro. Non c’è più tempo per le polemiche: Portopalo di Capo Passero, Pachino e Ispica potranno da oggi riconoscersi in un unico nome, un marchio, una sigla, appunto quella del “Pomodoro di Pachino IGP” che è il migliore biglietto da visita per presentarci sui mercati. E questo è molto, molto di più che il semplice nome di un comune. E’ il simbolo di un intero territorio. Fatelo vostro!
Il Consorzio è aperto a tutti, e diventerà più importante crescendo in numero di associati. I tempi, si sa, sono difficili per tutti. Sarà l’unione a fare la vera differenza.

Saluto del Presidente Sebastiano Fortunato

imageStiamo lavorando in un clima di grande intesa fra le parti, e ciascuno svolge il proprio ruolo in modo meticoloso e approfondito, con spirito cordiale e collaborativo. Intendo favorire questo metodo rimuovendo gli ostacoli che potrebbero interferire in questo cammino di crescita. Abbiamo ancora molto da imparare, a Pachino, in questo senso. Per troppo tempo l’individualismo e lo spirito di protagonismo dei singoli ha procurato ritardi che hanno danneggiato la crescita del nostro comparto agricolo.
Io stesso negli anni mi sono convinto che è solo puntando su una squadra ben affiatata che si possono ottenere risultati importanti, e la nostra zona possiede professionalità che bisogna liberare, incoraggiare e fare crescere ulteriormente.
Siamo oggi in grado di confrontarci ad armi pari con il mercato, con le istituzioni, con le strutture e le organizzazioni che ruotano attorno l’intera filiera agroalimentare. I contatti frequenti con il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali hanno consolidato un rapporto che sapremo coltivare nel tempo, a vantaggio di tutto il comparto agricolo della nostra zona.
Auguro a tutto il gruppo di lavoro, agli associati e al Consiglio di amministrazione di mantenere alto l’entusiasmo di queste settimane, convinto che sull’onda dei primi successi si aprirà una lunga strada piena di vantaggi per tutti coloro che, in questo lavoro, credono come me.

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