L’appuntamento coi giornalisti si è tenuto come di consueto presso il Circolo Soci della Banca di Credito Cooperativo di Pachino. La terza edizione della Festa del Pomodoro di Pachino IGP è stata presentata al pubblico in presenza dei tanti sponsor che hanno contribuito alla riuscita dell’evento. “E’ in momenti come questi che bisogna ricordare a tutti che solo l’unione fa la forza”. Con questo messaggio il Presidente Sebastiano Fortunato e il Direttore Salvatore Chiaramida hanno sottolineato il significato profondo di questa “festa”, che coincide con un periodo oggettivamente drammatico per il comparto agricolo siciliano. I quattro giorni di musica e degustazioni sono stati inaugurati davanti la splendida cornice dell’isola di Portopalo di Capo Passero, con uno spettacolo musicale e un saluto accompagnato dalla degustazione di piatti a base di autentico pomodoro di Pachino IGP.
L’on. Pippo Gennuso ha usato toni drastici contro quello che lui definisce “un progetto selvaggio della politica, calato dall’alto all’insaputa del nostro territorio”. Secondo Gennuso il decreto è sostanzialmente inapplicabile, perchè viziato nella forma (pare non sia stato firmato dall’Assessore all’agricoltura) e aberrante nella sostanza, dato che produrrebbe effetti disastrosi sull’agricoltura di qualità della zona sud.
“Ho intenzione di avviare un confronto urgente e di invitare sul posto i tecnici dell’assessorato, in modo che si rendano conto di persona di cosa stanno facendo. E’ necessario provvedere ad una riperimetrazione delle aree soggette a vincolo di Riserva, nella quale mettere in pratica un sostanziale restringimento dei territori a tutela delle tante aziende agricole del posto”.
L’on. Gennuso, che si dichiara a completa disposizione del Consorzio di tutela IGP Pomodoro di Pachino nel combattere questa battaglia, ritiene che, nel caso, si possa procedere ad una eventuale interrogazione parlamentare qualora il confronto da lui proposto non dovesse sortire gli effetti desiderati.
“Il nostro consorzio di tutela ha ritenuto necessario promuovere e coordinare urgentemente una azione legale comune tra i vari soggetti interessati, per impugnare il decreto del 27 luglio 2011 che istituisce la riserva naturale “Pantani della Sicilia Sud Orientale”. Con queste parole il Presidente Sebastiano Fortunato ha deciso ieri di farsi capofila di una cordata per contrastare il decreto regionale che potrebbe significare il disastro dell’economia agricola pachinese.
Quindi il tanto temuto provvedimento, che avrebbe come effetto immediato lo smantellamento di tutte le realtà agricole pachinesi operanti nei paraggi dei pantani, alla fine è giunto al suo ultimo atto esecutivo.
Convocata d’urgenza una assemblea il 10 di Agosto scorso, alla quale hanno preso parte numerosi rappresentanti dei produttori e dei cacciatori, alla presenza dell’avv.Giuseppe Gambuzza per il Consorzio di Tutela e avv. Sebastiano Mallia per le Associazioni dei cacciatori si è deciso di incontrare il Sindaco di Pachino per concordare l’iter giuridico comune. L’assemblea ha ritenuto necessario che anche l’amministrazione comunale si attivi a difesa del territorio e delle realtà produttive locali impugnando il decreto e provvedendo alla nomina di un proprio legale, ed ha deliberato di creare un comitato tecnico per seguire tutta la questione inerente il decreto di istituzione della riserva e le attività di contrasto e di lotta da intraprendere in difesa del territorio e dei cittadini del quale sono stati invitati a far parte i presidenti delle Associazioni.
L’iniziativa si è conclusa con la formalizzazione di un documento comune nel quale “si invita il Sindaco di Pachino a volere partecipare alle attività di lotta e contrasto avverso il D.D.G. 577 del 27 luglio 2011 del Dirigente Generale dell’A.R.T.A. di Palermo avente ad oggetto la Istituzione della Riserva Naturale “Pantani della Siiclia Sud Orientale, mediante la impugnazione del detto decreto e la partecipazione, in uno al legale che provvederà a nominare, al Comitato Tecnico istituito”.
Si apre così un ulteriore momento di confronto che vede il nostro Consorzio opporsi a scelte politiche regionali, nazionali e comunitarie decisamente poco sensibili alle sorti dell’economia agricola legata alla produzione del nostro pomodoro di qualità. Sono tempi davvero difficili per l’agricoltura siciliana, che, nel contesto della crisi economica internazionale, potrebbe avere sviluppi imprevedibili. Per questo, ancora una volta, gli operatori agricoli sono chiamati a stringersi attorno ad associazioni di categoria credibili ed autorevoli, pena l’oblio generale dello sviluppo del nostro territorio.
si allega:
Lettera congiunta del Consorzio
Testo del decreto
Cartografia dei Pantani
Riceviamo dall’On. giovanni La Via e volentieri pubblichiamo:
Spett.le Consorzio,
in merito al Vostro comunicato di lunedi 27 u.s. con la presente Vi giro alcune precisazioni.
Con riferimento agli aspetti di mia competenza (Europa), Vi informo che il finanziamento da 210 milioni di euro è quello che è stato possibile approntare nei tempi ristrettissimi nei quali è stato pubblicato il provvedimento comunitario. Risorse addizionali avrebbero richiesto una procedura più lunga che non abbiamo ritenuta opportuna. Abbiamo comunque concordato con la Commissione che in rapporto alle richieste che perverranno dal territorio si potrà procedere ad una integrazione delle risorse disponibili.
Per quanto invece attiene alle produzioni provenienti da serra, Vi informo che ho posto il problema in seduta pubblica della Comagri (Vedi filmato in webstreaming sul sito del Parlamento) e la Commissione ha ritenuto di dover effettuare delle correzioni rispettoal testo iniziale.
Per quanto riguarda gli importi delle compensazioni, Vi illustro brevemente la situazione che si è venuta a creare a seguito del D.M. e della nota AGEA.
La normativa nazionale prevede un indennizzo massimo per la mancata “raccolta in pieno campo” di EURO 206/1000 mq. + EURO 944/1000 mq. = Totale indennizzo massimo di 1.150 EURO/mq. per i soci di una OP ed EURO 944/1000 mq. per i non soci.
Se la mancata raccolta riguarda “coltivazioni in serra”, l’indennizo di cui sopra è elevato ad EURO 452/1000 mq. + EURO 2.068/1000 mq= Totale indennizzo massimo 2.520 EURO/1000 mq per i soci di una OP ed Euro 2.068/1000 mq. per i non soci. Quindi la resa di 316 q.li si riferisce alla sola mancata raccolta in campo del pomodoro mentre per le coltivazioni in serra è pari a 692 q.li/ha (come stabilito dalle rese storiche indicate nel DM del MiPAAF).
Invece, se il pomodoro viene ritirato, gli importi del sostegno cambiano come segue:
- EURO 7,25 EURO/100 Kg. + 33,20 EURO/100 kg.= Totale indennizzo massimo di 40,45 EURO/100 kg. per i soci di una OP ed 33,20 EURO/100 kg. per i non soci. Ancora, se poi il pomodoro ritirato viene destinato alla distribuzione gratuita, l’importo del sotegno di cui sopra di 7,25 EURO/100 kg è raddoppiato. La destinazione del prodotto ritirato dell’eventuale dsitribuzione gratuita viene decisa dall’OP dove è stato consegnato il prodotto.
Infine, per la problematica dello smaltimento vegetale della pianta del pomodoro, l’unico obbligo del produttore è quello di indicare il metodo di denaturazione della pianta di pomodoro come previsto dalla normativa comunitaria vigente in materia.
Cordiali saluti
Giovanni La Via
L’allarme relativo al caso E.coli in Germania, e le relative polemiche, sono oramai cosa nota. Tutto è iniziato il 26 maggio scorso, con i consigli da parte delle autorità tedesche a non consumare cetrioli, insalate e pomodori. Le precisazioni successive, ovvero avere delimitato le dimensioni del problema alla sola regione nord della Germania, poi l’avere individuato nei germogli di soia i vettori del batterio, e la conclusiva rimozione dei pareri negativi sui consumi di verdure (il 10 Giugno scorso) non sono bastati ad evitare la frittata: l’impatto sul commercio ortofrutticolo è stato a dir poco devastante. Gli allarmi delle autorità tedesche hanno provocato infatti un crollo generalizzato delle vendite delle verdure dato che il falso allarme sui cetrioli spagnoli ha ricevuto una copertura mediatica in tutta Europa. E in questa bailamme non poteva non rimanere coinvolto naturalmente anche il nostro prodotto, il pomodoro.
Fortuna vuole che è intervenuta l’Unione Europea che ha istituito una misura di sostegno eccezionale a carattere temporaneo per il settore degli ortofrutticoli! Uno stanziamento straordinario, udite udite, di ben 210 milioni di euro da utilizzarsi nei vari stati membri per finanziare eventuali interventi di ritiri dal mercato, mancata raccolta e raccolta verde. E giu dichiarazioni in pompa magna da parte di eurodeputati soddisfatti, comunicati stampa di sindacalisti euforici e chi piu ne ha piu ne metta… Bene, direte voi…e invece no!
In seguito all’emanazione infatti delle Disposizioni Ministeriali italiani i possibili interventi previsti risultano praticamente inapplicabili, quantomeno per il pomodoro. La normativa, che prevede un indennizzo massimo di € 944/1000 mq di superficie coltivata vincola l’erogazione del contributo solo nei casi in cui l’intera produzione sia destinata alla mancata raccolta.
Che fare per i nostri produttori che, nel frattempo, sono stati costretti a vendere il loro prodotto a prezzi stracciati? Già perché forse lor signori non sanno che il pomodoro è un prodotto deperibile che in questo periodo con le alte temperature che ci sono va raccolto con frequenza e non può essere stivato ed immagazzinato in attesa che lor signori decidano come risolvere il problema…
Come se non bastasse, nei casi di raccolta parziale ovvero produzione già parzialmente commercializzata non risulta affatto chiaro come debba essere calcolata la riduzione dell’indennizzo in funzione della quantità già raccolta.
Considerato che la resa media ministeriale per il pomodoro è stata calcolata in 316 ql ad Ha, (quando in realtà la resa effettiva media attuale x il pomodoro è circa il triplo!) è evidente che i quantitativi già raccolti superano la suddetta quantità e di conseguenza l’indennizzo non può essere erogato ai nostri agricoltori. Questa proposta prevede oltretutto la distruzione della pianta e si pone quindi anche il problema dello smaltimento del materiale vegetale. Secondo le disposizioni AGEA risulterebbe obbligatorio l’estirpazione in loco della pianta con presenza degli enti preposti al controllo.
In poche parole ci troviamo di fronte l’ennesimo pasticcio istituzionale, dove i rimedi sono peggiori del danno provocato. Inutile sottolineare che per i produttori di Pachino e di tutta la “fascia trasformata” siciliana questo provvedimento non servirà a nulla, lasciando gli operatori del settore ancora una volta con un palmo di naso. Oltre al danno, la beffa.
Il Consorzio di Tutela IGP Pomodoro di Pachino assiste in questi giorni con crescente preoccupazione al perdurare di un pesante andamento al ribasso delle quotazioni dell’ortofrutta siciliana e in particolare pomodoro siciliano. Ecco la dichiarazione del Presidente Sebastiano Fortunato: ” Il crollo verticale dei prezzi sui punti vendita (con punte del 75%) che nemmeno iniziative promozionali attuate dalla GDO hanno saputo arginare, ha superato ogni soglia di guardia e rischia di compromettere in modo definitivo un comparto già seriamente in stato di sofferenza. Un fenomeno che è sicuramente riconducibile al drastico calo della domanda al consumo conseguente all’allarme sul batterio killer, e che ancora una volta pone il problema di una corretta ed oculata gestione dell’informazione ai consumatori, e di una presa di responsabilità da parte dei media che già da tempo invochiamo a gran voce. Il pomodoro di Pachino a marchio IGP, attualmente, viene quotato alla stregua del pomodoro convenzionale da mensa, e tutto lascia supporre che l’allarme generalizzato stia vanificando un lungo lavoro di promozione sul nostro marchio di qualità che in qualche modo si chiede di contrastare con interventi governativi mirati. Stiamo inviando al Ministero delle Politiche Agricole la richiesta di dichiarazione dello stato di crisi del comparto ortofrutticolo siciliano in modo da assicurare l’adozione di provvedimenti legislativi ed amministrativi a favore dei produttori dell’ortofrutta. Ci riteniamo sin da subito disponibili a studiare insieme alle organizzazioni di categoria qualsiasi iniziativa utile a tutelare gli operatori del settore ortofrutticolo, nella convinzione che - date le proporzioni drammatiche del fenomeno - l’attendismo e l’inerzia delle istituzioni possa assecondare possibili fenomeni di agiotaggio legati alla contingenza sfavorevole dei mercati, minacciando la sopravvivenza stessa dei nostri produttori agricoli.
Sabato 11 Giugno 2011, presso il Palazzo Petix di Palermo, in occasione della cerimonia conclusiva della 24esima edizione del PREMIO AGORA’ verrà consegnato un premio per la pubblicità che il Consorzio di tutela IGP Pomodoro di Pachino ha sostenuto in occasione della recente campagna stampa sulle riviste del Gruppo Mondadori e del Gruppo Rizzoli. Il premio verrà ritirato personalmente da Armando Roncaglia, titolare dell’Agenzia Roncaglia & Wijkander di Roma, quale autore della creatività. Creato in Sicilia nel 1986 dal Club Dirigenti Marketing con lo scopo di valorizzare ed incentivare la comunicazione pubblicitaria il Premio Agorà, ventidue anni dopo, è un festival unico nel panorama pubblicitario italiano perchè premia le campagne pubblicitarie, ma premia anche le agenzie che si distinguono per originalità, strategie e pianificazione.
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