image IGP Pomodoro di Pachino

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Insieme al Sindaco Bonaiuto all’ARS a Palermo

imagePachino non ha perso tempo a fare sentire la propria voce presso le sedi competenti. E non intende far cadere nel dimenticatoio le polemiche che l’hanno vista al centro dello scandaloso caso di disinformazione televisiva che ha visto protagonista un presentatore e un conduttore televisivo piuttosto noti.Questa la dichiarazione di Sebastiano Fortunato, a proposito di quanto accaduto ieri 2 Marzo 2011:  il Sindaco Paolo Bonaiuto e i rappresentanti del Consorzio di Tutela IGP Pomodoro di Pachino, nelle persone del legale Avv. Giuseppe Gambuzza e del consigliere Massimo Pavan sono infatti stati ricevuti a Palermo in audizione presso la Sottocommissione antimafia dell’ARS. All’incontro è stata invitata tutta la deputazione regionale della provincia di Siracusa.
Oggetto principale dell’audizione in commissione è stata la cosiddetta “filiera lunga” dell’agricoltura siciliana, all’interno della quale la forbice dei prezzi tra produzione e consumo si divarica in modo non più sopportabile.
L’ obiettivo che la Commissione si è posto è quello di ricercare possibili soluzioni di carattere normativo ed economico da intraprendere a livello regionale.
Il Consorzio di Tutela è stato invitato a partecipare dalla Presidente On.le Adamo in quanto espressione di un raro caso di filiera corta da prendere a modello e, per tale motivo, ritenuto interlocutore privilegiato dell’Assemblea Regionale. Il Sindaco di Pachino, che in questi mesi si è schierato fattivamente a fianco degli agricoltori pachinesi stanziando somme importanti per il Consorzio di Tutela si è detto disponibile ad ospitare a Pachino la Commissione per incontrare il mondo agricolo locale e regionale. Il Consorzio ha esposto quelle che sono le criticità dell’agricoltura locale, ma anche nazionale: ossia il rapporto con la grande distribuzione e la necessità di esercitare l’attività di controllo per combattere frodi alimentari in danno dei produttori e dei consumatori.
A questo proposito è stata avanzata la richiesta di finanziare una intensa attività di promozione con il finanziamento della partecipazione al SIAL di Parigi in programma il 2011, nonché la rimodulazione di una parte dei fondi del PSR 2007-2013 per concentrare risorse sul fronte dell’attività di tutela e vigilanza dei Consorzi di Tutela esistenti nella regione. “La Commissione ha preso atto delle proposte avanzate dal Consorzio ed ha manifestato la volontà di procedere alla nomina di un tavolo tecnico del quale farà certamente parte un rappresentante del Consorzio di tutela e riunirsi a breve a Pachino per dare seguito agli spunti emersi durante l’audizione.” E’ stato il commento soddisfatto del direttore Salvatore Chiaramida.

AGITAZIONE DEI TRASPORTATORI: IL CONSORZIO INTERVIENE

image“Non possiamo rimanere in silenzio a guardare mentre in queste ore l’anello più debole della filiera agroalimentare, quello dei produttori agricoli, rischia di venire ulteriormente sacrificato. Lo sciopero degli autotrasportatori di queste ore sta provocando gravi disagi soprattutto alle aziende agricole del sud est della sicilia, spalancando le porte ad ortofrutta proveniente dalle parti più disparate d’Europa”. Un regalo alla concorrenza estera, ma soprattutto una ferita mortale al nostro comparto agricolo.
Chiediamo ai nostri politici regionali di inquadrare il problema nel suo insieme: non relegarlo ad una semplice rivendicazione del settore dei trasporti. L’agricoltura siciliana, per essere tutelata e rilanciata, va considerata nell’interezza della sua filiera, e non considerata a compartimenti stagni.
Sono le parole del presidente Sebastiano Fortunato, che ha inteso dare il proprio contributo a tutela dei produttori agricoli del comprensorio.

E’ noto a tutti che la crisi politica dei paesi del Mediterraneo rischia di fare crescere in modo sensibile i costi del carburante, con risultati che potrebbero rivelarsi disastrosi per la sopravvivenza delle nostre aziende agricole.
Ci chiediamo se possa essere tollerabile una forma di agitazione di categoria i cui unici effetti vadano contro le condizioni già precarie delle nostre aziende. Abbiamo bisogno anche noi di una visione federalista della politica, intesa come risposta a problemi specifici della nostra area geografica. Uno di questi problemi è da sempre la logistica delle merci, la distribuzione dei nostri prodotti sui mercati.
 Chiediamo agli autotrasportatori attualmente in stato di agitazione di non prendere alcuna misura che possa trasformarsi in un aggravio ulteriore dei costi, e di unire la loro voce a quella dei nostri agricoltori per difendere l’intera catena del valore dei nostri prodotti.
Disapproviamo la paralisi del traffico locale, che rischia di isolare l’isola avvantaggiando i nostri competitori. Il capitolo dei trasporti in Sicilia è decisamente uno dei più delicati e vulnerabili: per questo va attenzionato come si deve. E noi rappresentanti delle aziende agricole ci riteniamo parte in causa di questa protesta.
Pertanto dopo gli incontri avuti insieme al direttore Chiaramida venerdi scorso in Prefettura a Catania e sabato 26 a Pachino  abbiamo quindi stabilito di avviare il giorno venerdì 4 marzo prossimo alle ore 10.00 un tavolo di concertazione presso la CCIAA di Siracusa per la definizione di un accordo comune, al quale abbiamo ritenuto doveroso coinvolgere, oltre la Camera di Commercio di Siracusa, anche tutte le Associazioni di Categoria interessate sia di trasporti che del settore agricolo.

E ora è venuto il momento di svegliarci tutti

La bufala radiotelevisiva ai danni del Pomodoro di Pachino ha sortito l’effetto di un brusco e traumatico risveglio un po’ per tutti. E’ stato un risveglio nel mondo globale, dove difficilmente le sciocchezze passano inosservate, e quando sono davvero grosse fanno il giro del mondo in poche ore.
Servirà da lezione al prossimo “esperto tv” di turno, nella speranza che si guardi bene dal parlare in modo approssimativo, confuso e supponente su realtà delle quali conosce poco o nulla, rabberciando col copia e incolla brandelli di frasi dette da altri , magari dette male o in un contesto sbagliato.
Ed è straordinario notare come l’Italia della notizia patacca si assomigli tutta, dal centro della capitale fino alla periferia dell’impero. Ieri nella pagina di cronaca di Pachino di un noto quotidiano (che, si badi, in questo momento è al centro dell’attenzione nazionale ed oltre) qualcuno non ha trovato niente di meglio per emozionare i compaesani che scrivere a lettere cubitali: “Il Ministro Galan bacchetta il Consorzio”.

In realtà la notizia vera è un’altra, ovvero che il Ministro Giancarlo Galan, in missione a Mosca si è precipitato (su sollecitazione del Sindaco e del Ministro per L’ambiente) in fretta e furia nel paese più lontano d’Europa, a Pachino, per prendere una posizione su un fatto che tutti, da destra e sinistra, hanno coralmente giudicato una pagina vergognosa dell’informazione pagata coi soldi del contribuente.

Come è potuto accadere che un consorzio che riunisce pochi produttori di un piccolissimo comprensorio abbia potuto sollevare tutto questo rumore? Come è stato possibile che Pachino sia riuscita laddove altri non sono riusciti a fare, ovvero richiamare all’ordine ben due ministri della repubblica nel giro di 48 ore, facendoli venire direttamente in loco?

Se il Ministro avesse davvero voluto muovere critiche al Consorzio di tutela che lo ha convocato, avrebbe potuto usare altri metodi. La sua presenza straordinaria e tempestiva a Pachino è invece la prova più evidente che il lavoro svolto dal Consorzio sta ricevendo il giusto riconoscimento dalle Istituzioni, grazie ad una collaborazione forte col Ministero delle Politiche Agricole, con le forze politiche al governo, con gli altri Consorzi di Tutela italiani, grazie ad un lavoro instancabile sulla valorizzazione e promozione del nome Pachino sui mercati che si svolge da diversi anni.
Questa la notizia vera dell’evento di Mercoledì 16 Febbraio, che dovrà fare riflettere i tanti scettici, le tante aziende diffidenti che ancora tardano ad associarsi, a coloro che alimentano la diffidenza e l’individualismo tra gli operatori agricoli, antico retaggio medievale che frena lo sviluppo di questa terra, per sfiducia o per invidia.
I tempi del sonno profondo si sono finiti. Sarà bene svegliarsi in fretta. E questo vale sia per i nostri operatori agricoli che rischiano di cadere nel baratro dell’isolamento, che ai tanti operatori dell’informazione “fatta in casa”. Viviamo in un mercato globale, e Pachino non è più l’ultimo paese d’Europa. Chi ha orecchie per intendere, intenda.

Molto soddisfacente il faccia a faccia coi ministri Galan e Prestigiacomo

imageUn incontro senza retorica, quello appena tenutosi presso il Palmento di Rudinì tra il Ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo, il Ministro dell’Agricoltura Giancarlo Galan e il Consorzio di tutela Igp Pomodoro di Pachino, sotto l’egida dell’amministrazione comunale di Pachino.
E’ stata una occasione di importanti convergenze: i due ministri hanno appoggiato su tutta la linea la richiesta di risarcimento intentata dal consorzio verso la RAI, che ha diffamato la reputazione del Pomodoro di Pachino, prodotto coperto da marchio di qualità ministeriale IGP. Sbalordimento e parole di forte indignazione per un episodio di grave disinformazione e di ingiustificabile approssimazione, che ha ingenerato confusione nel consumatore la’ dove invece è d’obbligo la massima chiarezza e precisione, trattandosi di prodotti a marchio di origine protetta.
Presenti personalità del mondo politico particolarmente rappresentative, come l’On. Nicola Bono presidente della Provincia Regionale di Siracusa, da sempre convinto sostenitore e fattivo promotore della nostra IGP, l’On. Vincenzo Vinciullo, e tanti altri che sarebbe troppo lungo elencare. Un momento di grande prestigio ed autorevolezza per il nostro Consorzio di tutela, che oggi più che mai, attraverso le sinergie attuate con l’amministrazione comunale e le istituzioni, si è dimostrato capace di dare voce alle istanze dell’intero comparto agricolo locale. L’incontro si profila denso di conseguenze per il futuro: Consorzio e Ministro Galan siederanno insieme per definire la strategia risarcitoria, ed è solo l’inizio di una serie interventi sul fronte della corretta informazione verso i consumatori che si intende porre in essere per l’immediato futuro.

Leggi il testo completo della interrogazione presentata al Ministro GALAN

Pachino chiede a gran voce il risarcimento d’immagine

imageE’ stata fissato mercoledì 16 febbraio alle ore 11:30 l’incontro urgente tra il Consorzio di Tutela IGP Pomodoro di Pachino, il Comune di Pachino e i ministri Prestigiacomo (Ambiente) e Galan (Agricoltura). L’evento si terrà alla presenza del pubblico presso il Palmento Rudinì in Marzamemi. “insieme per difendere l’economia e l’immagine di un intero territorio”: è questo lo slogan attorno al quale le istituzioni intendono raccogliersi per definire una adeguata strategia risarcitoria nei confronti della RAI, che attraverso le inaccettabili affermazioni del presentatore Alessandro Dipietro, ha collegato il nome dell’agricoltura pachinese ad improbabili collusioni con la criminalità organizzata campana, danneggiando l’immagine di un intero comparto produttivo. Sono previsti interventi di Paolo Bonaiuto, Sindaco di Pachino, Sebastiano Fortunato, Salvatore Chiaramida e Giuseppe Gambuzza, rispettivamente Presidente, Direttore e Legale del nostro Consorzio; sul fronte istituzionale invece saranno presenti Nicola Bono, Presidente Provincia Regionale di Siracusa, Stefania Prestigiacomo, Ministro dell’ambiente e della Tutela del territorio e del mare, Giancarlo Galan, Ministro delle Politiche Agricole e Alimentari. L’incontro sarà moderato da Salvo Latino.


Una garanzia di filiera che non ammette dubbi

image A quanti ancora continuano a giocare allo sfascio abusando - non è  chiaro quanto in buona fede - del nome “Pomodoro di Pachino”, un nome che si è conquistato nel tempo una invidiabile reputazione di eccellenza qualitativa, Sebastiano Fortunato nella qualità di Presidente del Consorzio di Tutela IGP Pomodoro di Pachino ritiene doveroso sottolineare ancora una volta alcuni concetti basilari:

A) Tutte le aziende aderenti al Consorzio IGP Pomodoro di Pachino sono obbligate ad attenersi alle norme di produzione e confezionamento stabilite dal disciplinare di produzione, e sono soggette ai controlli di filiera che lo stesso Consorzio è chiamato ad effettuare su incarico del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. In quanto tali operano nella più assoluta legalità e sotto il controllo costante dell’Ente Certificatore di qualità.

B) Il consumatore è garantito circa la qualità e la autenticità della provenienza del pomodoro di Pachino, che può essere PRODOTTO E CONFEZIONATO solo in una ristretta area geografica, dal marchio IGP apposto sulle confezioni o sui frutti singoli mediante bollino distintivo. Il marchio garantisce un controllo su tutta la filiera che va dal campo di coltivazione alle fasi di confezionamento normato da regole severe;

C) Il marchio “IGP pomodoro di Pachino” è l’unico requisito che permette ad un pomodoro di essere chiamato senza ambiguità “Pomodoro di Pachino”. Altri prodotti provenienti da altre località geografiche, seppure con simile forma, non possono fregiarsi di tale nome, che è ricoperto da marchio di qualità registrato ai sensi delle norme UE. Parlare di “Pomodoro Pachino” riferendosi ad una tipologia di pomodoro (ciliegino) è fuorviante e ingenera confusione.

D) Il nostro Consorzio si mette sin d’ora a completa disposizione delle autorità per sorvegliare e reprimere possibili abusi e speculazioni che potrebbero verificarsi nell’ambito del comparto ortofrutticolo, a tutela dei produttori che rappresenta e del comparto economico locale. Si mette altresì a disposizione di chiunque desideri appurare le reali condizioni in cui il nostro prodotto viene coltivato, lavorato, confezionato e distribuito presso i canali della Grande Distribuzione Organizzata. Invita infine la stampa e il mondo dell’informazione a non prestare il fianco ad episodi diffamatori che potrebbero causare danni insopportabili all’economia locale.

E) Il nostro Consorzio si propone come un modello di economia sana: è il frutto dello sforzo di un gruppo di imprenditori concorrenti che hanno scelto di operare insieme per certificare la filiera sotto l’egida della Comunità Europea. Questo secondo noi è l’unico vero modo per contrastare le infiltrazioni mafiose per chi vive in questo territorio.

Concluso con successo il Pomodoro Meeting

imageSi è chiusa tra la soddisfazione generale e in un clima di diffuso compiacimento per la riuscita dell’evento, il meeting dedicato al pomodoro tenutosi Sabato 18 gennaio, presso l’ex palmento Di rudinì a Marzamemi. E’ stata una mattinata intensa e molto partecipata, sia per la presenza di un pubblico numeroso e attento che ha riempito la “sala rossa” , sia per il tenore degli interventi che hanno rivelato una volontà diffusa di cercare risposte positive ad una situazione di incertezza per l’agricoltura siciliana. Il Consorzio di tutela IGP Pomodoro di Pachino ha ancora una volta dato prova di una efficienza organizzativa impeccabile, con un lavoro che molti hanno salutato come un autentico modello di sinergia tra impresa e forze politiche del territorio. Sebastiano Fortunato ha elencato tutte le iniziative che vedono il Consorzio di Tutela impegnato in attività di promozione e salvaguardia del marchio IGP, testimoniando una attività febbrile che in due anni ha dato origine ad un numero ragguardevole di iniziative: il progetto di riqualificazione delle Aziende Agricole portato avanti insieme all’Amministrazione comunale; una campagna pubblicitaria che per sei mesi interesserà moltissime riviste a tiratura nazionale (Donna Moderna, oggi, Gente, tanto per citarne alcuni); una rete di tecnici e di azioni a supporto delle piccole imprese di produzione, una attività di vigilanza sul territorio nazionale volta a perseguire usi impropri e fraudolenti del nome “pomodoro di Pachino” presso rivenditori e ristoratori, una revisione del disciplinare di produzione per permettere la applicazione del bollino IGP a varietà diverse da quelle del già celebre “ciliegino” (primo fra tutti il costoluto, grande risorsa dell’economia agricola locale e vanto della produzione di tipica di Pachino).
Sotto l’ineccepibile coordinamento di Santina Giannone, che ha ben moderato il palinsesto e tenuto le redini degli interventi, si sono susseguiti: Armando Roncaglia, titolare della Agenzia di Comunicazione che gestisce la campagna pubblicitaria su tutte le testate giornalistiche; Giuseppe Taglia che ha fatto una analisi molto puntuale e competente della situazione in cui verte l’agricoltura in questo periodo, Salvatore Chiaramida che è entrato nello specifico dell’attività di tutela del Consorzio e il Sindaco Paolo Bonaiuto che ha rivendicato il patrocinio dell’intera iniziativa, unica nel suo genere nella storia recente di Pachino. Quindi la parola è passata ai tanti rappresentanti della politica regionale e provinciale intervenuti, da Bruno Marziano a Riccardo Minardo.
Una mattinata di comunicazioni stimolanti e propositive sul tema della agricoltura di qualità, nello splendido contesto di un Palmento Rudinì a dir poco monumentale, da poco restituito al pubblico grazie all’impegno della amministrazione Bonaiuto. Durante l’evento sono stati offerti ai numerosi intervenuti assaggi e piatti a base di prodotti tipici del territorio (vino, prodotti ittici, pomodoro) ed è stato allestito un rinfresco finale di ottimo livello, anche questo messo a disposizione dell’Amministrazione comunale, che per l’occasione ha messo a disposizione un generoso dispiegamento di mezzi e di personale di servizio per la buona riuscita della manifestazione.

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