Il nuovo Direttivo del Consorzio di Tutela IGP Pomodoro di Pachino, riunitosi in seduta ordinaria per la prima volta ieri pomeriggio mercoledì 25 gennaio, ritiene di essere stato chiamato in causa dal circolo locale del PD in modo del tutto inappropriato, e non terrà conto delle istanze espresse nel comunicato diramato nei giorni scorsi, in quanto ritenute inammissibili. “Il Consorzio non si è mai fatto portavoce nè capofila della cosiddetta protesta siglata dal movimento “Forza D’urto”, com’è molto facile documentare. Se qualche malinteso in questo senso si è potuto verificare, è solo perchè la concitazione delle notizie in situazioni così difficili non è facile da governare.Un Consorzio di Tutela ha finalità che esulano da queste problematiche, nè deve rispondere ai partiti del proprio operato.” A parlare questa volta è il vicepresidente Massimo Pavan, che ribadisce la piena solidarietà personale a nome dell’intero Cda al suo Presidente Sebastiano Fortunato.“A titolo personale come imprenditore Sebastiano Fortunato non deve dare conto delle sue azioni nè al Consorzio nè tantomeno al PD” conclude Pavan.
Altri attestati di solidarietà e stima, che a vario titolo difendono l’operato del collega, sono giunti a Fortunato da vari rappresentanti di categorie produttive locali, tra cui Orazio Garofalo (imprenditore edile) Gianni Luciano (artigiani) Franco Ristuccia (imprenditore agricolo) e Sebastiano Dimartino (commercianti)
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Lo sciopero attuato dagli autotrasportatori siciliani prima e trasferitosi ora su scala nazionale sta producendo effetti catastrofici a tutta l’economia del nostro comprensorio. Il danno economico al comparto agricolo è enorme, e provocherà effetti a cascata su tutti gli altri comparti della zona. Un danno non più calcolabile e soprattutto non più sopportabile.
Si chiede con estrema urgenza che le istituzioni preposte sblocchino immediatamente la libera circolazione delle merci deperibili, attuando qualora la situazione lo richieda anche la precettazione degli autotrasportatori.
La perdita di migliaia di quintali di prodotti ortofrutticoli sta costringendo le aziende del settore a non poter più pagare gli stipendi e di conseguenza a licenziare migliaia di lavoratori.
Si ribadisce dunque con forza che non si è più disponibili a dover buttare al macero il sudore del nostro lavoro e soprattutto dei nostri produttori.
Il Direttore Salvatore Chiaramida
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Riconfermati i vertici del Consorzio di Tutela IGP Pomodoro di Pachino, con Sebastiano Fortunato alla carica di Presidente e Salvatore Chiaramida in qualità di Direttore. Le nuove nomine hanno dato ragione di un lungo, appassionante lavoro di gruppo svolto negli ultimi tre anni da parte di una squadra molto affiatata, che ha saputo ottenere risultati tangibili sul piano dell’immagine e della reputazione del nostro pomodoro di Pachino.
“Non posso nascondere la mia personale soddisfazione nel vedere riconosciuto dai soci il lavoro svolto da questo direttivo, anche se è costato un prezzo enorme in termini personali. Tutto il tempo dedicato al Consorzio, sia chiaro, a titolo totalmente gratuito, è stato sottratto alla mia azienda privata. Ma nei tempi di crisi è importante fare scelte coraggiose. Eguale sacrificio personale e straordinaria dedizione ha ugualmente dato il Direttore Salvatore Chiaramida, che ringrazio pubblicamente per l’apporto tecnico e organizzativo fornito fino ad oggi in modo accurato”. Ha dichiarato il Presidente.
Ecco i nomi del nuovo CdA del Consorzio: Sebastiano Fortunato (Presidente), Massimo Pavan (Vicepresidente), Corrado Cugno (Vicepresidente). Consiglieri: Maria Dinatale, Angelo Pezzino, Carmelo Cultrera, Salvatore Buggea, Sebastiano Agnello e Joe Fortunato. Confermato anche il Collegio dei Revisori nelle persone dei dottori commercialisti Vincenzo Bordonaro, Giancarlo Barone e Giuseppe Lorefice.
“Le ottime e consolidate relazioni sul piano istituzionale e dei media nazionali non potevano andare disperse, e avevano bisogno di continuità” precisa il Direttore Salvatore Chiaramida, che elenca la lunga serie di risultati portati a compimento: allargamento della base sociale, incremento importante delle quantità di pomodoro IGP prodotto, modifica del disciplinare per poter marchiare anche il pomodoro insalataro.
Parole di elogio nel corso del lungo consuntivo del Presidente Fortunato sono state inoltre profuse nei confronti della Banca di Credito Cooperativo di Pachino e del Comune di Pachino nella persona del Sindaco Paolo Bonaiuto, riconosciuti entrambi come partner concretamente impegnati per il comparto agricolo della città. Ringraziamenti sentiti anche alla segreteria organizzativa di Maria Impera e al team di professionisti (Avvocato Giuseppe Gambuzza per la parte legale, Dott. Marco Schembari per la consulenza Marketing e dott. Paolo Meli per la Comunicazione), ovvero il gruppo di lavoro che ha reso materialmente possibili imprese che pochi altri consorzi di tutela in Italia hanno saputo eguagliare, come riconosciutoci a più riprese da osservatori esterni.
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Il Consorzio di Tutela IGP Pomodoro di Pachino, che in questi giorni è impegnato a contrastare la applicazione del recente decreto sulla istituzione della riserva naturale orientata “Pantani della Sicilia Sud Orientale” in quanto - a nostro parere - destinato a impattare negativamente sulle economie d’impresa degli operatori agricoli che operano nelle aree interessate dalla riserva, chiede a tutti coloro i quali possiedono terreni e fondi in prossimità di tali aree (vedi allegato) di far giungere la propria voce, lasciando presso la Segreteria del Consorzio (Tel. 0931 595106) il proprio nominativo. Desideriamo insomma avviare una mobilitazione collettiva per dare forza a questa nostra rivendicazione, sicuri di fare l’interesse delle tante famiglie che vivono di agricoltura e di ortofrutta secondo una tradizione radicata da diversi decenni. Più saremo e più conteremo per fare sentire la nostra voce nelle sedi appropriate.
Chi desidera consultare la mappa dei territori e delle aree umide oggetto del decreto, può cliccare qui
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Ci duole dirlo, ma l’aria che si respira in queste settimane nel comparto agricolo locale non lascia presagire nulla di buono, e la politica regionale ma soprattutto nazionale dovrebbe iniziare a studiare seriamente il modo per evitare il verificarsi di possibili episodi incresciosi, dettati dall’esasperazione dei nostri agricoltori.
Questo il grido di allarme del nostro Presidente Sebastiano Fortunato: “La stagione della produzione agricola si è aperta all’insegna dell’incertezza per quanto riguarda il nostro prodotto di punta, il pomodoro; e chi fino a ieri confidava nella zucchina per bilanciare i conti, oggi dovrà rinunciare anche a quello; dato che - per una serie di circostanze avverse - la domanda è crollata nel giro di pochi giorni, fino alla paralisi totale delle ultime ore.”
Le manifestazioni di protesta programmate per i prossimi giorni serviranno probabilmente soltanto a sfogare un sentimento di rabbia ed impotenza generale, non certo ad trovare soluzioni. La sensazione diffusa è quella della solitudine, dell’abbandono di un intero comparto, che se negli anni migliori veniva considerato il fanalino di coda dell’economia italiana, oggi non merita di essere neppure menzionato tra il piano di provvedimenti urgenti varato dal governo Monti per rilanciare l’economia di questo paese. Anzi la tassazione, con la nuova Ici, dei fabbricati rurali che fino ad oggi ne erano esentati, le nuove accise sui carburanti e la rivalutazione degli estimi catastali dei terreni e dei fabbricati rurali daranno il colpo di grazia ad un settore già al collasso.
Così commenta la situazione il direttore Salvatore Chiaramida: “La nostra agricoltura sconta oggi un doppio peccato: quella di essere stata considerata la sorella povera di altri comparti, ben più privilegiati (si pensi solo all’industria automobilistica, che peraltro oggi volta le spalle a decenni di incentivi governativi), e quella di provenire dal meridione d’Italia. Un esempio per tutti: proprio oggi mentre veniva inaugurato nelle regioni centro settentrionali il treno ad alta velocità “Italico” che segna l’ingresso dei privati nella gestione della viabilità su rotaie, vengono soppresse le tratte a lunga percorrenza che, partendo da Siracusa e Palermo, garantivano per tradizione un collegamento permanente tra nord e sud.”
Infine, il Presidente Fortunato lancia il suo appello per riunire le forze locali: “Il nostro Consorzio, che negli ultimi due anni pensava di essere riuscito ad instaurare rapporti cordiali col Ministero delle Politiche Agricole e con la Regione Siciliana, intende nei prossimi giorni far pervenire presso i nostri rappresentanti della capitale un appello a prendere a cuore l’emergenza agricoltura nella zona sud. Tale grido d’allarme verrà ugualmente esteso ai nostri rappresentanti politici regionali, e in esso ribadiremo la nostra precisa volontà di sostenere qualsiasi iniziativa a livello locale utile a fare sentire la voce dei nostri agricoltori. Chiediamo al nostro sindaco, ai sindacati e alle associazioni di categoria preposti di istituire un tavolo di crisi permanente, per studiare forme eclatanti di protesta per la gravissima crisi economica che sta letteralmente travolgendo le sorti di migliaia e migliaia di nuclei familiari nei comuni della fascia trasformata sud orientale ma non solo”.
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Le notizie pervenuteci su quanto accaduto nell’ultimo Consiglio Comunale del Comune di Pachino ci allarmano per la loro inaudita gravità e ci costringono a chiarire alla cittadinanza, alle compagini politiche, alle tante aziende associate e all’opinione pubblica in generale come la fiducia riposta in questa Amministrazione all’inizio del suo insediamento si stia configurando forse come mal riposta.
Ci limitiamo a rappresentare la situazione nella sua cruda realtà: a fronte dello stanziamento di 200mila euro annui per l’agricoltura, vero e proprio cavallo di battaglia del quale il Sindaco Paolo Bonaiuto si è ripetutamente vantato in tutti i suoi incontri pubblici, abbiamo ricevuto solo i primi cento nel primo semestre 2010. Nessun altro pagamento per l’anno scorso. Non una sola lira per l’intero 2011, al punto da farci chiedere alla Giunta di voler girare direttamente alle aziende alluvionate almeno la metà degli altri 200.000 euro stanziati per l’anno in corso. Somma che, se mai dovesse arrivare e non dovesse risultare solo sulla carta, quantomeno sarebbe potuta servire per alleviare le ferite più profonde e recenti dei nostri concittadini agricoltori.
Su tale inadempienza da parte del Comune, in un momento che riteniamo tragico per le nostre aziende agricole, sfiancate da una crisi del settore, travolte dalla recessione economica, sommerse dal fango dagli ultimi episodi alluvionali, riceviamo dall’Amministrazione Comunale non un semplice silenzio, gravissimo e colpevole se si tiene conto che la città di Pachino vive di agricoltura, ma molto peggio: nientemeno che una sottrazione delle somme già destinate, e in quanto tale regolarmente spese.
I cittadini devono sapere che la Giunta intende “stornare” per le feste natalizie soldi del 2010 che il Consorzio ha già speso per allargare la base sociale, per dotare gli agricoltori di strumenti e mezzi tecnici (rifrattometri e conducimetri) per adeguarsi al disciplinare IGP, per informare sul territorio, per fare tutela e vigilanza, insomma per svolgere quel lavoro del quale il Sindaco ha più volte rivendicato la paternità, alla luce di quel “programma di riqualificazione” presentato al pubblico in conferenza stampa presso i locali della Banca di Credito Cooperativo di Pachino, la primavera dell’anno scorso.
Chiediamo al Sindaco Bonaiuto di spiegare alla cittadinanza cosa stia accadendo. Chiediamo al Sindaco Bonaiuto di dire chiaramente come intende far fronte agli impegni presi. Abbiamo l’impressione che si siano finiti i tempi durante i quali era concesso prendersi gioco di chi ha tenuto in piedi l’economia di questa martoriata città.
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A seguito delle verifiche circostanziate e documentate effettuate dagli agenti vigilatori incaricati, di casi in cui alcune aziende locali immettono sul mercato pomodoro fregiato da bollino di qualità ministeriale senza rispettare i protocolli previsti dal disciplinare di produzione vigente e dal dispositivo di controllo approvato, nei giorni scorsi l’I.Z.S.di Palermo, l’organismo di controllo autorizzato dal MIPAAF ha effettuato delle indagini supplementari presso le sedi delle ditte di condizionamento in questione. “Parallelamente, il nostro ufficio legale sta valutando quali provvedimenti adottare verso questi operatori che lavorano in regime di palese contravvenzione degli obblighi di legge, a tutela degli operatori onesti che rispettano con grandi sacrifici economici i dettami imposti dalla comunità europea in materia certificazione di qualità dei prodotti alimentari, a tutela dei nostri consumatori che meritano il nostro assoluto rispetto quando ci preferiscono nei confronti della concorrenza, e a tutela della nostra reputazione istituzionale sul territorio. Ha dichiarato il Presidente Sebastiano Fortunato. Ed è a questo riguardo che nei giorni scorsi è stata inviata a tutti i centri di condizionamento di Pomodoro di Pachino IGP una circolare al fine di fare chiarezza sulle etichette, sui sigilli e sul materiale attualmente utilizzato che, secondo il nuovo dispositivo di controllo, dev’essere preventivamente approvato dal Consorzio di Tutela stesso. E’ bene che si sappia che il nostro Consorzio intende tenere fede al proprio incarico di tutela del marchio affidatoci dal Ministero delle Politiche Agricole, denunciando irregolarità sia sui mercati sia sul fronte della produzione, per quanto ci è consentito in base alle risorse disponibili. “Oltre ad un dovere istituzionale, il nostro è un impegno morale sul territorio affinchè venga mantenuto fermo il senso di legalità che a volte viene a mancare da parte di operatori commerciali spregiudicati, che perseguono logiche del profitto anche a scapito della salute e della sicurezza dei consumatori.” Ha precisato il Direttore Salvatore Chiaramida.
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Il Consorzio per la Tutela dell’IGP Pomodoro di Pachino, avendo preso visione delle giuste misure in favore delle aziende colpite dagli eventi alluvionali dei giorni scorsi invocate dall’Asser esprime totale concordanza di vedute al riguardo, solidarietà verso gli agricoltori che hanno subito danni e appoggio pieno a qualsiasi iniziativa utile ad alleviare la condizione di gravissima sofferenza del comparto agricolo locale. Riteniamo corretto richiedere in via urgente il riconoscimento dello stato di calamità naturale, dato che quando verificatosi nel nostro circondario non ha precedenti con analoghi episodi degli anni passati. Riteniamo doveroso segnalare la grave condizione di degrado del nostro territorio sotto il profilo idrogeologico alla Protezione Civile: il sommarsi dell’ incuria da parte degli enti preposti alla manutenzione delle nostre strade e campagne a quello di operatori privati senza scrupoli ha creato una situazione di precarietà tale da sottoporre tutta la popolazione a gravi rischi sia economici che di pubblica incolumità. Strade quotidianamente battute da traffico commerciale come la Scivolaneve-Maucini o la Marzamemi-Chiaramida (due tra le più trafficate del nostro territorio) versano in condizioni inaccettabili, e diventano impraticabili al verificarsi persino delle precipitazioni stagionali ordinarie. Non è tollerabile attendere supinamente il verificarsi di possibili episodi luttuosi prima di intervenire seriamente sul nostro territorio: il degrado di queste arterie stradali è sotto gli occhi di tutti e grida un intervento immediato.
Quanto alle tante famiglie di agricoltori economicamente prostrate dagli episodi suddetti, chiediamo con la presente al Sindaco che la metà della somma stanziata in bilancio dalla Giunta Comunale a favore del Consorzio di Tutela per l’anno 2011 (centomila euro) venga subito stornata a favore dei piccoli produttori colpiti, crendo un apposito Fondo di Rotazione destinato alle aziende in difficoltà. (Leggi la lettera pervenutaci dall’ASSER a seguito del comunicato)
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Egregio Sig. Ministro,
il comparto agricolo pachinese è giunto ad un punto di criticità insostenibile. Ogni giorno chiudono i battenti imprese che fino a ieri davano lavoro a centinaia di famiglie, e tutta l’economia del comprensorio, notoriamente basata sulla produzione di ortofrutta la cui qualità ci viene riconosciuta da tutti i mercati, oggi versa in uno stato di gravissima difficoltà. Siamo consapevoli che la contingenza economica nazionale è particolarmente difficile, ma siamo altresì convinti che se non si interviene subito per arginare una serie di anomalie che compromettono il regolare svolgimento della nostra attività, non potremo far fronte alla crisi in atto. E su questo versante riteniamo che l’azione politica possa essere decisiva.
Riteniamo di vitale importanza intervenire subito in questi ambiti:
a) La scarsa considerazione della GDO e della DO verso i prodotti DOP e IGP, che non dedicano spazi dedicati alla vendita di prodotti a marchio di qualità, e che assoggettano tale produzione a una speculazione commerciale selvaggia, senza controlli efficaci da parte degli organismi preposti (vedasi indagine Antitrust senza esito).. Un fenomeno che continua ad allargare la forbice tra prezzi alla produzione e prezzi al consumo in modo inaccettabile.
b) La inaccettabile concentrazione nelle mani di pochissimi buyers del potere di acquisto su centinaia di diversi punti vendita a marchio diverso (il solo gruppo Selex ne annovera decine, tra i quali Famila, Aliper, Maxisconto, A&O, Cash&Carry, etc.), aggirando di fatto le più elementari norme in materia di antitrust;
c) La concorrenza sleale di prodotti similari, provenienti dall’estero e dai Paesi in via di sviluppo, che spesso giungono sui punti vendita senza gli adeguati controlli igienici e sanitari, compromettendo la competitività della nostra produzione e confondendone la riconoscibilità;
d) L’aggravio progressivo dei costi di produzione, e la polverizzazione dell’offerta incoraggiata dall’esercizio di operatori che spesso in assenza dei requisiti minimi previsti dalla legge concorrono quali competitori abusivi in loco.
Spettabile Ministro, non abbiamo dubbi che queste problematiche sono a Lei ben note. E siamo anche convinti che intervenire un questa direzione richiede tempi e procedure complesse.
Ma la posta in gioco è la sopravvivenza stessa della nostra agricoltura, e con essa il futuro di una intera area.
Le chiediamo quindi la convocazione di un tavolo tecnico per discutere in tempi stretti interventi precisi per posizionare e valorizzare adeguatamente i prodotti a marchio, per sgravare alcuni costi di produzione (esempio: una eventuale riduzione dei contributi OTD o dei costi del gasolio), per controllare le politiche di cartello operate dalla grande distribuzione a danno dei prodotti di provenienza certa, controllata e certificata. A tale scopo il Nostro Consorzio si dichiara sin da subito disponibile a collaborare insieme per individuare le misure adatte a fronteggiare la crisi in atto.
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E’ noto a tutti che il nostro Consorzio ha preso una posizione per contrastare il decreto del 27 luglio 2011 che istituisce la riserva naturale “Pantani della Sicilia Sud Orientale”. Tale posizione è stata resa nota nel corso dell’assemblea del 10 Agosto scorso, alla quale erano presenti il Sindaco di Pachino, numerosi rappresentanti dei produttori agricoli e rappresentanti dei cacciatori.
Le ragioni di tale presa di posizione scaturiscono da serie e motivate preoccupazioni su possibili ripercussioni negative di tale iniziativa sul comparto agricolo locale, notoriamente in grave difficoltà economiche, qualora tale decreto venisse applicato senza un adeguato confronto con gli operatori che operano da decenni a ridosso della riserva naturale.
E sono il frutto di una legittima diffidenza circa la coerenza delle politiche regionali in materia di agricoltura, consolidata dall’esperienza di chi ha dovuto subire spesso nel corso degli anni l’accavallarsi di provvedimenti in palese contrasto fra loro, frutto di una visione frammentaria, distratta e poco condivisa sul territorio delle reali esigenze dell’agricoltura siciliana, e pachinese in particolare.
Chiunque in questi giorni volesse cavalcare polemiche tanto dannose quanto inutili, deve sapere che il Consorzio di tutela IGP Pomodoro di Pachino vuole promuovere un confronto reale sulla questione delle riserve naturali dei pantani solo per tutelare i legittimi interessi di una economia profondamente radicata sul nostro territorio, dalla quale dipende il presente e il futuro della maggior parte delle nostre famiglie.
Gli agricoltori non sono nè contro le politiche ambientali di valorizzazione, nè tantomeno a favore della tutela degli interessi di qualche gruppo politico specifico. Il Consorzio di Tutela del Pomodoro IGP di Pachino vanta sin dalla sua costituzione una indipendenza totale dalle logiche di partito, e ha inteso promuovere a partire dall’anno scorso un protocollo di collaborazione con le Amministrazioni comunali (Pachino e Portopalo di Capo Passero) al solo scopo di avvicinare le istituzioni locali con la nostra economia. Gli esiti di tale esperimento verranno valutati nei tempi opportuni.
Onde evitare ulteriori equivoci con chi ci vuole strumentalmente mettere contro gli ambientalisti, o peggio ancora insinuare che il nostro Consorzio possa condividere per qualche ragione imprecisata interessi di speculatori privati a danno del nostro ambiente naturale, desideriamo oggi ribadire quanto segue:
1) Il nostro consorzio, che condivide per principio ogni politica di valorizzazione del territorio, ritiene doveroso intavolare con chi andrà ad applicare la normativa sulla istituzione delle riserve naturali dei pantani della sicilia sud orientale le modalità con cui far convivere la nostra agricoltura di qualità, che già gode di riconoscimento ministeriale quale prodotto di qualità ad origine geografica protetta. I contenuti della normativa per come attualmente si presenta allo stato attuale prevedono soltanto la sopravvivenza di colture prodotte con metodo biologico, in contrasto palese e preoccupante con i sistemi di produzione del pomodoro di Pachino.
In altre parole esprimiamo fondata preoccupazione che la applicazione cieca e meccanica delle normative in materia ambientale possano cancellare decenni di interventi strutturali a sostegno e incentivazione di una economia che oggi movimenta dai 300 ai 400 milioni di euro dando lavoro a circa 5000 nuclei familiari. Preoccupazione fondata, se si considera la scarsa attenzione con cui sono state affrontate nel recente passato situazioni di grava emergenza del comparto agricolo siciliano da parte di buona parte del governo nazionale e regionale.
2) Il nostro consorzio approverà e sosterrà l’istituzione delle riserve naturali presso la nostra zona qualora ciò si traduca in una concreta opportunità di lavoro per le nostre aziende e di aumento del loro fatturato, in linea con la propria missione istituzionale. In questo contesto intende rappresentare gli interessi delle aziende che rappresenta ponendosi come interlocutore credibile nei confronti di Enti ed istituzioni pubbliche e private.
Invitiamo chiunque abbia sinceramente a cuore il futuro della nostra zona a considerare il ruolo del nostro Consorzio e le opinioni che esso esprime rispettandone l’autonomia e l’indipendenza da ogni apparato partitico e di opinione. Sorvegliare sul futuro della nostra economia è un compito che ci siamo dati, e che riteniamo di poter svolgere adeguatamente grazie alla pluralità di voci e di interessi che il nostro Consorzio riesce, con grande sforzo, a tenere insieme.
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“Il nostro consorzio di tutela ha ritenuto necessario promuovere e coordinare urgentemente una azione legale comune tra i vari soggetti interessati, per impugnare il decreto del 27 luglio 2011 che istituisce la riserva naturale “Pantani della Sicilia Sud Orientale”. Con queste parole il Presidente Sebastiano Fortunato ha deciso ieri di farsi capofila di una cordata per contrastare il decreto regionale che potrebbe significare il disastro dell’economia agricola pachinese.
Quindi il tanto temuto provvedimento, che avrebbe come effetto immediato lo smantellamento di tutte le realtà agricole pachinesi operanti nei paraggi dei pantani, alla fine è giunto al suo ultimo atto esecutivo.
Convocata d’urgenza una assemblea il 10 di Agosto scorso, alla quale hanno preso parte numerosi rappresentanti dei produttori e dei cacciatori, alla presenza dell’avv.Giuseppe Gambuzza per il Consorzio di Tutela e avv. Sebastiano Mallia per le Associazioni dei cacciatori si è deciso di incontrare il Sindaco di Pachino per concordare l’iter giuridico comune. L’assemblea ha ritenuto necessario che anche l’amministrazione comunale si attivi a difesa del territorio e delle realtà produttive locali impugnando il decreto e provvedendo alla nomina di un proprio legale, ed ha deliberato di creare un comitato tecnico per seguire tutta la questione inerente il decreto di istituzione della riserva e le attività di contrasto e di lotta da intraprendere in difesa del territorio e dei cittadini del quale sono stati invitati a far parte i presidenti delle Associazioni.
L’iniziativa si è conclusa con la formalizzazione di un documento comune nel quale “si invita il Sindaco di Pachino a volere partecipare alle attività di lotta e contrasto avverso il D.D.G. 577 del 27 luglio 2011 del Dirigente Generale dell’A.R.T.A. di Palermo avente ad oggetto la Istituzione della Riserva Naturale “Pantani della Siiclia Sud Orientale, mediante la impugnazione del detto decreto e la partecipazione, in uno al legale che provvederà a nominare, al Comitato Tecnico istituito”.
Si apre così un ulteriore momento di confronto che vede il nostro Consorzio opporsi a scelte politiche regionali, nazionali e comunitarie decisamente poco sensibili alle sorti dell’economia agricola legata alla produzione del nostro pomodoro di qualità. Sono tempi davvero difficili per l’agricoltura siciliana, che, nel contesto della crisi economica internazionale, potrebbe avere sviluppi imprevedibili. Per questo, ancora una volta, gli operatori agricoli sono chiamati a stringersi attorno ad associazioni di categoria credibili ed autorevoli, pena l’oblio generale dello sviluppo del nostro territorio.
si allega:
Lettera congiunta del Consorzio
Testo del decreto
Cartografia dei Pantani
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L’allarme relativo al caso E.coli in Germania, e le relative polemiche, sono oramai cosa nota. Tutto è iniziato il 26 maggio scorso, con i consigli da parte delle autorità tedesche a non consumare cetrioli, insalate e pomodori. Le precisazioni successive, ovvero avere delimitato le dimensioni del problema alla sola regione nord della Germania, poi l’avere individuato nei germogli di soia i vettori del batterio, e la conclusiva rimozione dei pareri negativi sui consumi di verdure (il 10 Giugno scorso) non sono bastati ad evitare la frittata: l’impatto sul commercio ortofrutticolo è stato a dir poco devastante. Gli allarmi delle autorità tedesche hanno provocato infatti un crollo generalizzato delle vendite delle verdure dato che il falso allarme sui cetrioli spagnoli ha ricevuto una copertura mediatica in tutta Europa. E in questa bailamme non poteva non rimanere coinvolto naturalmente anche il nostro prodotto, il pomodoro.
Fortuna vuole che è intervenuta l’Unione Europea che ha istituito una misura di sostegno eccezionale a carattere temporaneo per il settore degli ortofrutticoli! Uno stanziamento straordinario, udite udite, di ben 210 milioni di euro da utilizzarsi nei vari stati membri per finanziare eventuali interventi di ritiri dal mercato, mancata raccolta e raccolta verde. E giu dichiarazioni in pompa magna da parte di eurodeputati soddisfatti, comunicati stampa di sindacalisti euforici e chi piu ne ha piu ne metta… Bene, direte voi…e invece no!
In seguito all’emanazione infatti delle Disposizioni Ministeriali italiani i possibili interventi previsti risultano praticamente inapplicabili, quantomeno per il pomodoro. La normativa, che prevede un indennizzo massimo di € 944/1000 mq di superficie coltivata vincola l’erogazione del contributo solo nei casi in cui l’intera produzione sia destinata alla mancata raccolta.
Che fare per i nostri produttori che, nel frattempo, sono stati costretti a vendere il loro prodotto a prezzi stracciati? Già perché forse lor signori non sanno che il pomodoro è un prodotto deperibile che in questo periodo con le alte temperature che ci sono va raccolto con frequenza e non può essere stivato ed immagazzinato in attesa che lor signori decidano come risolvere il problema…
Come se non bastasse, nei casi di raccolta parziale ovvero produzione già parzialmente commercializzata non risulta affatto chiaro come debba essere calcolata la riduzione dell’indennizzo in funzione della quantità già raccolta.
Considerato che la resa media ministeriale per il pomodoro è stata calcolata in 316 ql ad Ha, (quando in realtà la resa effettiva media attuale x il pomodoro è circa il triplo!) è evidente che i quantitativi già raccolti superano la suddetta quantità e di conseguenza l’indennizzo non può essere erogato ai nostri agricoltori. Questa proposta prevede oltretutto la distruzione della pianta e si pone quindi anche il problema dello smaltimento del materiale vegetale. Secondo le disposizioni AGEA risulterebbe obbligatorio l’estirpazione in loco della pianta con presenza degli enti preposti al controllo.
In poche parole ci troviamo di fronte l’ennesimo pasticcio istituzionale, dove i rimedi sono peggiori del danno provocato. Inutile sottolineare che per i produttori di Pachino e di tutta la “fascia trasformata” siciliana questo provvedimento non servirà a nulla, lasciando gli operatori del settore ancora una volta con un palmo di naso. Oltre al danno, la beffa.
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Il Consorzio di Tutela IGP Pomodoro di Pachino assiste in questi giorni con crescente preoccupazione al perdurare di un pesante andamento al ribasso delle quotazioni dell’ortofrutta siciliana e in particolare pomodoro siciliano. Ecco la dichiarazione del Presidente Sebastiano Fortunato: ” Il crollo verticale dei prezzi sui punti vendita (con punte del 75%) che nemmeno iniziative promozionali attuate dalla GDO hanno saputo arginare, ha superato ogni soglia di guardia e rischia di compromettere in modo definitivo un comparto già seriamente in stato di sofferenza. Un fenomeno che è sicuramente riconducibile al drastico calo della domanda al consumo conseguente all’allarme sul batterio killer, e che ancora una volta pone il problema di una corretta ed oculata gestione dell’informazione ai consumatori, e di una presa di responsabilità da parte dei media che già da tempo invochiamo a gran voce. Il pomodoro di Pachino a marchio IGP, attualmente, viene quotato alla stregua del pomodoro convenzionale da mensa, e tutto lascia supporre che l’allarme generalizzato stia vanificando un lungo lavoro di promozione sul nostro marchio di qualità che in qualche modo si chiede di contrastare con interventi governativi mirati. Stiamo inviando al Ministero delle Politiche Agricole la richiesta di dichiarazione dello stato di crisi del comparto ortofrutticolo siciliano in modo da assicurare l’adozione di provvedimenti legislativi ed amministrativi a favore dei produttori dell’ortofrutta. Ci riteniamo sin da subito disponibili a studiare insieme alle organizzazioni di categoria qualsiasi iniziativa utile a tutelare gli operatori del settore ortofrutticolo, nella convinzione che - date le proporzioni drammatiche del fenomeno - l’attendismo e l’inerzia delle istituzioni possa assecondare possibili fenomeni di agiotaggio legati alla contingenza sfavorevole dei mercati, minacciando la sopravvivenza stessa dei nostri produttori agricoli.
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Sabato 11 Giugno 2011, presso il Palazzo Petix di Palermo, in occasione della cerimonia conclusiva della 24esima edizione del PREMIO AGORA’ verrà consegnato un premio per la pubblicità che il Consorzio di tutela IGP Pomodoro di Pachino ha sostenuto in occasione della recente campagna stampa sulle riviste del Gruppo Mondadori e del Gruppo Rizzoli. Il premio verrà ritirato personalmente da Armando Roncaglia, titolare dell’Agenzia Roncaglia & Wijkander di Roma, quale autore della creatività. Creato in Sicilia nel 1986 dal Club Dirigenti Marketing con lo scopo di valorizzare ed incentivare la comunicazione pubblicitaria il Premio Agorà, ventidue anni dopo, è un festival unico nel panorama pubblicitario italiano perchè premia le campagne pubblicitarie, ma premia anche le agenzie che si distinguono per originalità, strategie e pianificazione.
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Si informano gli Organi di Stampa che mercoledi 4 maggio u.s. il legale del Consorzio Avv.Giuseppe Gambuzza ha presentato formale denuncia di querela per il reato di calunnia e diffamazione a mezzo stampa nei confronti della R.A.I.Radio Televisione Italiana, del giornalista Alessandro Dipietro e del conduttore televisivo Maurizio Costanzo a seguito dei fatti occorsi in data 3 febbraio u.s., nel corso della trasmissione “Bontà Loro”.
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