1. Quali sono le maggiori potenzialità del territorio di Pachino?
Le potenzialità di questo territorio è l’agricoltura con la coltivazione di pomodoro, melone e zucchine. Si tratta di una zona altamente vocata alla produzione ortofrutticola che avuto la sua maggiore espressione con il pomodoro da mensa, con il ciliegino e altre varietà di pomodoro, prodotti dalla qualità sicuramente superiore a quelli di altre aree.
2. Quali sono gli elementi che hanno determinato il successo del pomodoro di Pachino?
Il pomodoro di Pachino è un prodotto che, per l’altissima qualità, è riuscito ad imporsi sul mercato con successo.
3. A quale esigenza risponde la creazione del Consorzio per la tutela del prodotto e il riconoscimento del marchio IGP?
Il consorzio tutela la produzione, gli offre visibilità. E’ uno strumento di controllo ma allo stesso tempo favorisce la vendita del prodotto e del territorio.
4. Esiste un piano di MK per il prodotto IGP che preveda pubblicità e promozione del prodotto?
Credo che il pomodoro di Pachino non abbia bisogno di un piano di marketing particolare. La pubblicità riesce a farsela da solo. Deve invece difendersi dalle imitazioni.
5. In un momento di crisi come quello che oggi investe il comparto agricolo della “fascia trasformata”, come si colloca il pomodoro di Pachino?
Il mercato del pomodoro è andato in crisi negli anni 2004-2005, crisi dovuta alla sovrapproduzione di pomodoro destinato alla trasformazione. La crisi che riguarda il pomodoro di Pachino riguarda un andamento del mercato altalenante che dipende dalla quantità di prodotto immesso nel mercato.
Vorrei sottolineare che la programmazione della produzione è fondamentale. Io vedo , per questo territorio, una via di uscita dalla crisi nella forte aggregazione tra produttori, riuniti in strutture organizzate, mi riferisco a cooperative ecc., che favoriscono un percorso che consente di sviluppare tecniche da una parte e promozione dall’altra a vantaggio del sistema produttivo.
6. Dal punto di vista della commercializzazione del prodotto, quali sono le maggiori difficoltà?
Le difficoltà stanno nel prezzo vendita della materia prima. Credo che l’aggregazione potrebbe risolvere anche questo problema. Manca una programmazione del prezzo di mercato: l’Acquisizione di una fetta di mercato a prezzi bassi è una delle cose peggiori che si possa fare. L’altra grande difficoltà per la commercializzazione è l’imitazione del prodotto.
7. Come affrontano la crisi dei mercati le imprese del territorio di Pachino?
I momenti di difficoltà commerciali vengono per tutti. Non vi è prodotto che si salvi in un mercato globale che aumenta di continuo le proprie performance produttive.In n una fase di stagnazione dei consumi può succedere che un prodotto di elite, come il pomodoro di Pachino, possa avere delle difficoltà commerciali che si ripercuotono sul reddito dei produttori. E’ anche vero che l’organizzazione può risolvere questo problema. L’omogeneità e la qualità del prodotto, i tempi di fornitura, la qualità e la continuità di fornitura del prodotto sono elementi indispensabili che vanno gestiti attraverso un sistema organizzato.
8. Quali politiche si attuano per la promozione del prodotto?
Il pomodoro di Pachino è un prodotto venduto in Italia e all’estero. Far conoscere le caratteristiche nutritive di una produzione è fondamentale. Questo è un prodotto dagli elevati contenuti nutritivi, perchè il pomodoro in genere è ricco di elementi che fanno bene alla salute del consumatore e questo aspetto deve essere evidenziato.
La fase di Ricerca quantitativa e qualitativa ha l’obiettivo di capire le esigenze delle aziende e del territorio, individuare i progetti che necessitano di un adeguato sostegno formativo, formalizzare la domanda, concepire un piano di formazione e predisporre concretamente un programma formativo costituiscono le tappe di un processo che presuppone un lavoro creativo di analisi, riflessione e concertazione