Pevianifrutta s.r.l. è stata fondata nel 1980. Parte integrante del gruppo Peviani S.p.a. di Milano, ha sede legale a Milano, mentre la sede amministrativa è situata a Chioggia (VE).
La società è specializzata nella produzione e nel confezionamento di diversi tipi di ortaggi: dalle carote al radicchio, dal cherry alle zucchine, dalle patate alle melanzane. Tutti prodotti che vengono poi esportati anche in tutta Europa.
L’azienda possiede in Italia tre stabilimenti ubicati nelle zone di produzione più consone, in modo tale da poter offrire al cliente un prodotto sempre fresco per tutto l’arco dell’anno.
Oggi la nuova sede di Ispica (Rg), costruita nel 1999 rappresenta l’avamposto del Gruppo Peviani nel Sud Italia e contribuisce a gran parte dell’export del gruppo.
Dal 1980 alla Peviani Spa si affianca la Peviani Frutta Srl, per la gestione dei magazzini di Veneto, Abruzzo e Sicilia, mentre negli anni Novanta, facendo maggiore leva sulle alleanze internazionali, vengono costituite in Germania e Olanda due società di trading: Agriservice GmbH e Unitrade Holland B.V.
Nel 1996 il Gruppo Peviani accoglie nel capitale sociale anche la multinazionale Fyffes, leader europeo del commercio di frutta fresca. Lo scopo di questa joint venture è quello di crescere e arricchire la gamma di alcuni prodotti strategici, come banane, ananas e altri frutti d’oltre mare.
Nel 2001 la sede operativa della Peviani spa si è trasferita a Siziano (PV), insediandosi in una moderna ed efficiente piattaforma climatizzata, attrezzata con celle di refrigerazione e di maturazione per le banane. Da qui rifornisce i clienti del Nord Italia ed europei, fornendo un apprezzato servizio di just in time.
Nello stesso anno viene fondata Capespan Italy SrL, controllata da Peviani SpA, che distribuisce prodotti Sudafricani a marchio CAPE e OUTSPAN su tutto il territorio nazionale.
Punti di forza del Gruppo Peviani sono la spiccata vocazione per la qualità e la grande attenzione per la sicurezza alimentare. Fin dagli anni Settanta sono stati introdotti nella coltivazione i principi di lotta integrata, riducendo del 70%, rispetto al limite massimo consentito dalla legislazione italiana, l’uso di concimi e fitofarmaci.
La società è accreditata delle principali certificazioni: ISO 9001:2000, BRC, IFS e le pianificazioni colturali avvengono in collaborazione con aziende agricole certificate Eurepgap.
Per quanto riguarda la distribuzione La Pevianifrutta commercia con: Germania Svizzera Inghilterra Austria Francia Paesi scandinavi Paesi dell’ Est.
La produzione della Peviani frutta riguarda una vasta gamma di ortaggi. La sede di Ispica realizzata nel 1999 è il vero punto di forza della Pevianifrutta, con 4.000 mq. coperti e un impianto di lavorazione Carote dotato di due hydro-cooler.
Il centro di confezionamento, tra i più grandi e moderni d’Europa, sviluppa una capacità lavorativa di 300 tonnellate al giorno, riuscendo a soddisfare le richieste dei clienti in una campagna breve ma intensa.è destinata alla produzione di pomodori, carote e melanzane.
La produzione di pomodoro riguarda la varietà cherry ed ammonta a un totale di circa 500 tonnellate all’anno. Le zone di produzione comprendono una superficie di 12 HA per un totale di 500 t.
Massimo Paván, Peviani Frutta S.r.l.
Vuol delineare un breve profilo di presentazione sia professionale che aziendale?
Peviani Frutta nasce nel 1980. Oggi fa parte del gruppo Peviani che a sua volta fa parte di un gruppo Olandese Fyffes. La sede legale della società è a Milano mentre la sede amministrativa è a Chioggia. In italia la società ha tre dipendenze, Chioggia, Avezzano e Ispica. Per Coop Italia produciamo e confezioniamo zucchine, patate, pomodori e peperoni.
Dove distribuite il vostro prodotto?
Il nostro prodotto è distribuito per il 60% in Italia e per il 40% all’estero.
Vuole descrivere l’azienda a livello organizzativo?
L’azienda si avvale di:
un responsabile della produzione Sicilia
un responsabile per la commercializzazione e i rapporti con la GDO per il Sud e Centro
un responsabile per la commercializzazione zona Nord.
Puo’ effettuare un’analisi del processo produttivo del prodotto?
Si. Si parte dalla pianificazione aziendale, scelte varietali, dei semi ecc. passando per la fase di raccolta e tracciabilità. Tutte le fasi del processo produttivo possono e sono certificate.
Quanti dipendenti avete?
Abbiamo 250/300 dipendenti stagionali e 15 fissi distribuiti sui tre stabilimenti.
Quali sono le competenze dei 15 dipendenti??
Quattro logistica, quattro gestione magazzino, 1 qualità e il resto amministrativi e commerciali.
Quali sono le fasi del processo produttivo che controllate completamente?
Tutte.
Quali sono le competenze critiche nel processo produttivo. Dove state investendo e dove sentite l’esigenza di personale qualificato?
Bisogna scegliere bene. Fatta una giusta scelta varietale, di semi tutto procede abbastanza bene.
Dunque quali sono le competenze che più vi interessano per ottimizzare il processo produttivo?
Non saprei bene definire la figura professionale, ma è sicuramente importante saper produrre bene e al minori costo.
Quali sono le politiche di investimento, soprattutto per il personale?
Puntiamo molto sulla formazione del personale, cosa che riesce meglio fare al Sud. Le figure chiave necessarie per la gestione dei magazzini del Nord sono persone di questo territorio, che abbiamo formato, su cui abbiamo investito procurando un ritorno per l’azienda in termini di qualità del lavoro e della produzione.
Organizzate corsi di aggiornamenti, seguite politiche formative e come avviene il processo di apprendimento?
Si. Organizziamo corsi di formazione, azioni di accompagnamento e affiancamento. La formazione spesso avviene in campo. Sono cose che hanno un costo però ci crediamo e continuiamo ad investire in risorse umane.
Massimo Paván, Peviani Frutta S.r.l.
1. Quali sono le maggiori potenzialità del territorio di Pachino?
La potenzialità maggiore di questo territorio è l’agricoltura e il pomodoro che si riesce a produrre. Un prodotto particolare dal punto di vista delle qualità organolettiche.
Fattori come la salinità dell’acqua, il terreno di origine vulcanica determinano fanno del pomodoro di Pachino un prodotto unico nel suo genere.
2. Quali sono gli elementi che hanno determinato il successo del pomodoro di Pachino?
La qualità in sè del prodotto.
3. A quale esigenza risponde la creazione del Consorzio per la tutela del prodotto e il riconoscimento del marchio IGP?
Il consorzio ha il ruolo di promuovere il logo, il marchio. Le azioni del consorzio sono rivolte al consumatore finale. Da una ricerca risulta che in Italia più del 47% dei consumatori non sanno cosa è un prodotto IGP. Il consorzio deve informare il consumatore, spiegare cosa significa IGP pomodoro di Pachino.
Fatto questo si può acquisire una fetta di marcato e si ha la possibilità di soddisfare anche i produttori di IGP anche da un punto di vista remunerativo.
4. Esiste un piano di MK per il prodotto IGP che preveda pubblicità e promozione del prodotto?
Esiste a livello teorico ma non è applicato. E’ sicuramente uno degli obiettivi del consorzio. Esiste la consapevolezza che investire sul marchio rende le imprese produttrici di IGP più forti da un punto di vista contrattuale.
5. In un momento di crisi come quello che oggi investe il comparto agricolo della “fascia trasformata”, come si colloca il pomodoro di Pachino?
L’IGP pomodoro di Pachino riesce a sopportare meglio la crisi. Bisogna dire che quando il prezzo è buono è buono per l’IGP ma anche per il pomodoro non a marchio, non viè una differenza. Consideriamo che l’IGP costa appena il 20% in più del prodotto tradizionale perchè è più onoreso produrlo.
L’IGP pomodoro di Pachino regge meglio la crisi perchè le aziende consorziate oggi, con fatica, applicano l’unificazione del prezzo di vendita.
6. Dal punto di vista della commercializzazione del prodotto, quali sono le maggiori difficoltà?
Esistono molte difficoltà. Esiste il fatto della frammentazione delle imprese: troppe aziende piccole che vorrebbero beneficiarsi del nome senza però investire. Nell’idea del piccolo produttore, infatti, basta coltivare il pomodoro a Pachino perchè quel prodotto sia IGP.
Il fenomeno della frammentazione genera il problema della quantità del prodotto necessaria a soddisfare la domanda dei mercati. La produzione di IGP ciliegino di Pachino è di 500q/ha contro i 700/800 q/ha del ciliegino non a marchio. La carenza della massa critica del prodotto ci impedisce di affrontare grosse commesse.
Esiste il problema degli elevati costi di produzione che soffoca le piccole imprese.
Esiste il problema della mancanza di programmazione nella produzione.
7. Come affrontano la crisi dei mercati le imprese del territorio di Pachino?
La crisi non è affrontata bene innanzi tutto perchè c’è frammentazione. Ogni azienda opera in solitario ed è in concorrenza con le altre.
Questa via praticata non porta vantaggi ai produttori ma solo alla GDO che, in tutti i modi, tenta di tenerci disuniti, di fare cartello, di presentarci tutti assieme con un prodotto unico.
La GDO , italiana o straniera, pretende il proprio marchi, un imballaggio generico, tutte azioni queste che non permettono la fidelizzazione del consumatore al nostro marchio,favorendo invece la fidelizzazione al marchio della GDO. E’ una lotta impari. Da una parte c’è la GDO che oggi detiene il 65% della distribuizione del prodotto e dall’altra ci siamo noi, i produttori che dobbiamo mandare avanti l’azienda, dobbiamo vendere il nostro prodotto ecc.
L’IGP , per esempio, non è poi tanto ben accetto dalla GDO. Accogliere l’IGP pomodoro di Pachino significa legarsi a poche aziende e dover seguire le regole da queste imposte. E’ preferibile commercializzare il prodotto non a marchio potendo così spaziare avendo a disposizione un maggior numero di imprese. Si tratta di un duro lavoro, basta iniziare con uno perchè altri ti seguano. E’ quello che accade con Esselunga, Coop Italia che commercializzano l’IGP pomodoro di Pachino.
E’ chiaro però che l’IGP si trova in competizione con prodotti di provenienza estera e ugualmente commercializzati dalla GDO. E’ questo un altro grande problema che può essere superato attraverso un coinvolgimento emotivo del consumatore. Bisogna invogliare il consumatore nella scelta di prodotti italiani perchè l’Italia, e la Sicilia in particolare, più di ogni altro paese produce nel rispetto delle norme che garantiscono la sulute.
8. Quali politiche si attuano per la promozione del prodotto?
Per la promozione del prodotto IGP vi è bisogno di notevoli forze economiche che permettano di realizzare campagne informative di alto livello e di eccellente qualità.