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Intervista a Michele Battaglia

1. Quali sono le maggiori potenzialità del territorio di Pachino?

Per territorio di Pachino bisogna intendere una microarea di circa 6000 ha che comprende Pachino, Portopalo di Capo Passero, Ispica, Noto, zona dove si produce il pomodoro di Pachino. In questo territorio si sviluppano tre attività principali: l’agricoltuta, il turismo e la pesca. E’ assente la floricoltura. L’agricoltura si articola in viticoltura e orticultura protetta – in serra e in tunnel.

2. Quali sono gli elementi che hanno determinato il successo del pomodoro di Pachino?

Il pomodoro prodotto in questo territorio per le caratteristiche intrinseche è un prodotto di qualità. Intorno agli anni settanta le aziende di commercializzazione del territorio di Pachino ebbero, ricordiamo la Coop. Aurora, l’intuito di mettere sulle cassette che conteneva il prodotto, in primo piano, il nome Pachino. Il consumatore cominciò ad associare le caratteristiche di quel prodotto a quello di un nome.

3. A quale esigenza risponde la creazione del Consorzio per la tutela del prodotto e il riconoscimento del marchio IGP?

Il pomodoro era accettato bene dal consumatore. Era necessario difendere sia i produttori che i consumatori da eventuali frodi che nel tempo si manifestavano. Non essendo il prodotto tutelato da un marchio registrato, pubblico o privato, era facile poter fare sofisticazioni e non vi era un soggetto che avesse i requisiti per difenderlo. Con il marchio pubblico come l’IGP c’è un consorzio di tutela il cui scopo è di tutelare legalmente il prodotto. L’IGP è lo strumento legale che ci permette di tutelare il prodotto e il consumatore. Il consorzio risponde a tutte le esigenze per cui è nato. C’è però da dire che un marchio IGP deve servire ad alzare il prezzo del prodotto rispetto ad un altro che a marchio non è. Con l’IGP è stato raggiunto l’obiettivo di tutelare il prodotto, di dare valore aggiunto, ad oggi non si è avuto un riscontro positivo sul piano dei guadagni le le aziende produttrici. Il consumatore non conosce bene l’IGP, e i marchi in generale, per cui non capisce perchè deve pagare di più per un prodotto a marchio. Il problema non è tanto del pomodoro di Pachino, il problema riguarda tutti i prodotti a marchio perchè il consumatore non è informato abbastanza.

4. Esiste un piano di MK per il prodotto IGP che preveda pubblicità e promozione del prodotto?

No perchè le imprese del consorzio non hanno un’azione di Mk unico. Sul pomodoro IGP si compie un’azione di Mk non diversa da quella fatta per un qualsiasi altro pomodoro che a marchio non è. Il marchio IGP non ha stimolato il territorio per fare un piano particolare per la questo del prodotto.

5. In un momento di crisi come quello che oggi investe il comparto agricolo della “fascia trasformata”, come si colloca il pomodoro di Pachino?

L’orticoltura protetta è in grave crisi per due ragioni. Da un lato le tecnologie avanzate in possesso dei paesi nordeuropei che permettono di ottenere rese per circa 5000q/ha, mentre in Sicilia, nella fascia trasformata, senza quelle tecnologie, con strutture semplici e pochi investimenti si ottengono rese per circa 1000q/ha. Il prodotto siciliano è migliore di quello olandese ma la differenza dei quintali prodotti è enorme. Dall’altro lato ci sono i paesi emergenti, Tunisia, Egitto, dove producono imprenditori europei, impiegando alte tecnologie, avvalendosi delle condizioni ambientali per migliorare la qualità del prodotto. A questo bisogna aggiungere la possibilità di manodopera a basso costo. Una strada percorribile potrebbe essere diversificare le produzioni, coltivare quelle cose che altri non coltivano, investire in progetti a medio o a lungo termine.Unica salvezza sono i prodotti a marchio, i prodotti tipici espressione del territorio e per questo garanzia.

6. Dal punto di vista della commercializzazione del prodotto, quali sono le maggiori difficoltà?

Le difficoltà del pomodoro di Pachino sono le stesse difficoltà di altri prodotti che a marchio non sono. Non sfruttando le potenzialità del marchio, non investendo in campagne informative che dicano al consumatore cos’è un IGP o altro, il pomodoro di Pachino non decolla.

7. Come affrontano la crisi dei mercati le imprese del territorio di Pachino?

Le imprese di Pachino non affrontano la crisi la vivono allo stesso modo in cui la vivono altre imprese di Scicli, Vittoria. Soffrono come qualsiasi altra impresa priva di uno straordinario strumento quale è il marchio IGP.

8. Quali politiche si attuano per la promozione del prodotto?

Sono azioni sporadiche. Si tratta di partecipazioni a fiere o altri tipi di eventi che non incidono sufficientemente.