1. Quali sono le maggiori potenzialità del territorio di Pachino?
L’aspetto economico è garantito dall’agricoltura che sicuramente può essere maggiormante sviluppata. L’altro settore importante è il turismo. Potenziando e sviluppando le due cose si potrebbe ottenere un mix di marketing territoriale di notevole portata.
2. Quali sono gli elementi che hanno determinato il successo del pomodoro di Pachino?
Il pomodoro di Pachino è entrato a far parte dell’immaginario collettivo come ciliegino. Quando si parla di pomodoro di Pachino si pensa a questo frutto piccolo, succoso, dal sapore estremamente gradevole grazie all’alto tasso zuccherino, un prodotto che nasce da un mix di fattori quali l’acqua, le caratteristiche pedoclimatiche del territorio, terreno misto sabbioso e l’esposizione al sole generano questo prodotto unico nel suo genere.
3. A quale esigenza risponde la creazione del Consorzio per la tutela del prodotto e il riconoscimento del marchio IGP?
Il risconoscimento del marchio IGP è frutto di un lungo lavoro, durato diversi anni e necessario per differenziare e valorizzare il pomodoro prodotto in questo comprensorio, in modo da garantirlo e proteggerlo da altri prodotti che vengono spacciati come pomodoro di Pachino.
La creazione del consorzio risponde a diverse esigenze. Da un lato risolve il problema della frammentazione aziendale il consorzio permette la concentrare dell’offerta garantendo maggiore capacità di penetrazione nella grande distribuzione.
Il consorzio, una volta ottenuto il riconoscimento dal Ministero delle Politiche agricole, dovrebbe occuparsi si dell’aspetto legato alla tutela, lavorando in collaborazione con gli ordini proposti (Ufficio repressioni e frodi, Nas, ecc.), sia della valorizzazione attivando delle campagne promo-pubblicitarie per mettere in risalto il marchio del pomodoro di Pachino.
4. Esiste un piano di MK per il prodotto IGP che preveda pubblicità e promozione del prodotto?
Ad oggi siamo riusciti ad avere una confezione unica per il pomodoro ciliegino per cui, ogni azienda associata al consorzio è tenuta ad adottare la stessa confezione. Unica differenza ammessa è data dal logo dell’azienda consorziata.
Abbiamo avuto approvato dal Ministero un finanziamento che ci permette la partecipazione a fiere come la Fruit Logistic, la più importante a livello internazionale. Si spera, una volta avuto il riconoscimento, di ottenere maggiori fonfi che permettano di realizzare nuove campagne pubblicitarie.
5. In un momento di crisi come quello che oggi investe il comparto agricolo della “fascia trasformata”, come si colloca il pomodoro di Pachino?
Il discorso coinvolge il prodotto ma riguarda le aziende. Le aziende agricole sono innumerevoli, piccole ed estremamente in ritardo cominciano a capire che bisogna organizzarsi in strutture come le OP. Presentarsi sul mercato in modo disarticolato e frammentario, senza una regia unica che coordinile varie attività legate alla commercializzazione è un grosso limite che non allieva la crisi.
6. Dal punto di vista della commercializzazione del prodotto, quali sono le maggiori difficoltà?
Le maggiori difficoltà provengono dalla GDO che tende ad osteggiare il marchio IGP. La GDO preferisce marchi di proprietà o di filiera piuttosto che il marchio riconosciuto dalla Comunità Europea e questo fatto non aiuta certo a fidelizzare.
Il consumatore e a creare una nicchia di mercato che si differenzi dal resto. Se a questo aggiungiamo il fatto che tra i prezzi all’origine e i prezzi al dettaglio esiste una forbice ingiustificabile vediamo quali e quante siano le difficoltà che il prodotto deve affrontare nel processo di commercializzazione.
7. Come affrontano la crisi dei mercati le imprese del territorio di Pachino?
Il discorso è legato alla crisi del prodotto. Oggi ci sono aziende che hanno preso coscienza della propria debolezza dal punto di vista strutturale, sanno di essere piccole e cominciano a correre ai ripari: si uniscono.Altre aziende vivono alla giornata rivendicando tutta una serie di provvedimenti legislativi, normativi, di contributi, di aiuti, di sostegno a pioggia, che non risolvono il grave problema dell’agricoltura.
8. Quali politiche si attuano per la promozione del prodotto?
Oltre alla partecipazione a fiere specialistiche e del settore agroalimentare si tenta di promuovere il prodotto nel territorio di origine. Esistono alcune iniziative, spesso realizzate nella stagione estiva, che cercano di legare il prodotto a importanti manifestazioni culturali.
La fase di Ricerca quantitativa e qualitativa ha l’obiettivo di capire le esigenze delle aziende e del territorio, individuare i progetti che necessitano di un adeguato sostegno formativo, formalizzare la domanda, concepire un piano di formazione e predisporre concretamente un programma formativo costituiscono le tappe di un processo che presuppone un lavoro creativo di analisi, riflessione e concertazione.