1. Quali sono le maggiori potenzialità del territorio di Pachino?
Le maggiori potenzialità del nostro territorio sono il turismo e l’agricoltura. L’agricoltura ha una storia legata alla tipicità dei prodotti, giacchè il territorio esprime un forte potenziale dal punto di vista pedoclimatico. Dal punto di vista pedologico, il territorio comprende terreni di origine vulcanica, nell’entroterra, terreni sabbiosi e terre rosse, queste ultime note per l’elevato contenuto di ferro. A questi elementi bisogna aggiungere la presenza di acqua salmastra che contribuisce, ulteriormente, a determinare le caratteristiche intrinseche dei prodotti del nostro territorio.
2. Quali sono gli elementi che hanno determinato il successo del pomodoro di Pachino?
Circa venti anni fa, nel 1982, le cooperative pechinesi produttrici di pomodoro decisero di commercializzare personalmente il prodotto. Fino ad allora erano i commercianti ad occuparsi della vendita del prodotto. Questa pratica era molto svantaggiosa per i nostri prodotti perchè non ne venivano valorizzate le caratteristiche, la qualità nè tantomeno la provenienza, la zona di produzione. Quando i produttori iniziano ad occuparsi della commercializzazione del pomodoro di Pachino, in primo luogo si inventano una confezione con impresso il nome Pachino. Questa semplice operazione, che negli anni si è rivelata un’efficace azione di marketing, permette al pomodoro di Pachino di affermarsi e di essere identificato.
3. A quale esigenza risponde la creazione del Consorzio per la tutela del prodotto e il riconoscimento del marchio IGP?
Nel 1999 si presentano le prime istanze per il riconoscimento dell’IGP di Pachino. Quando di dice IGP è facile che si pensi solo al ciliegino, di fatti il marchio IGP è esteso alle tre varietà di pomodoro coltivate nella zona: sherry, tondo liscio /camone e grappolato), costoluto. Il costoluto è la varietà maggiormente legata al territorio mentre il ciliegino è l’ultima varietà introdotta, la sua coltivazione, infatti, risale al 1989. Nell’aprile 2003 si ottiene il riconoscimento IGP. Si avvertiva l’esigenza di tutelare il prodotto, visto che nelle zone limitrofe e non solo altro prodotto dalle diverse qualità veniva facilmente commercializzato utilizzando il nome Pachino. Il marchio IGP ci dice che il pomodoro di Pachino si produce solo a Pachino, lo protegge e tutela da ogni altro che non si coltiva in questo territorio.
4. Esiste un piano di MK per il prodotto IGP che preveda pubblicità e promozione del prodotto?
In teoria esiste. Tuttavia bisogna dire che fare un piano di marketing è molto costoso, vi è bisogno di fondi di cui nè i produttori nè il consorzio dispone. E’ il consorzio che provvede alla promozione del prodotto.
5. In un momento di crisi come quello che oggi investe il comparto agricolo della “fascia trasformata”, come si colloca il pomodoro di Pachino?
La crisi investe tutti i settori dell’economia italiana, e non solo. Il primo a soffrire è il comparto agriocolo perchè il consumatore rinuncia a comprare i prodotti di nicchia come IGP, DOP ecc. Sappiamo del resto come, negli ultimi te anni vi è stato un clamoroso calo nel consumo dell’ortofrutta. Dalla crisi si può uscire attraverso un sistema articolato di sviluppo dell’economia. Oggi non basta fare qualità e sicurezza alimentare perchè è pratica diffusa. Oggi bisogna diversificare il prodotto di qualità che si produce, legarlo al territorio, tutelarlo e promuoverlo.
6. Dal punto di vista della commercializzazione del prodotto, quali sono le maggiori difficoltà?
La quantità di pomodoro commercializzata col marchio IGP è limitata è questo è un grosso limite. Abbiamo costi di produzione molto elevati e ciò non ci permette di essere competitivi nei confronti degli altri paesi del bacino del Mediterraneo. La lontananza geografica dai mercati è un’ ulteriore limite.
7. Come affrontano la crisi dei mercati le imprese del territorio di Pachino?
Il Consorzio dell’IGP di Pachino elabora, stabilisce le linee guida per le aziende che ne fanno parte. Svolge un ruolo di pianificazione della produzione, non concentra l’offerta in modo assoluto però stabilisce delle regole che ogni associato si impegna a rispettare, per esempio il prezzo minimo di commercializzazione.
8. Quali politiche si attuano per la promozione del prodotto?
La promozione del prodotto è uno dei compiti del Consorzio. E’ garantita la presenza a fiere specializzate del settore agroalimentare. Si promuovono studi e ricerche di mercato. Si implementano campagne pubblicitarie.
La fase di Ricerca quantitativa e qualitativa ha l’obiettivo di capire le esigenze delle aziende e del territorio, individuare i progetti che necessitano di un adeguato sostegno formativo, formalizzare la domanda, concepire un piano di formazione e predisporre concretamente un programma formativo costituiscono le tappe di un processo che presuppone un lavoro creativo di analisi, riflessione e concertazione.