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L’accertamento della qualità in laboratorio

Maria Teresa Dell’Abate, primo ricercatore del C.R.A-Istituto sperimentale per la nutrizione delle piante, ha trattato il tema della rintracciabilità tramite la ‘Risonanza magnetica nucleare’ nel caso-studio del pomodoro ciliegino di Pachino.
La presentazione ha dapprima introdotto il tema della qualità dei prodotti ortofrutticoli, sottolineando la sua importanza per la politica agricola comunitaria e nazionale in particolare e del ruolo dei fattori pedoclimatici nelle produzioni protette, quali l’Igp.
Partendo dall’esempio del pomodoro ciliegino di Pachino, la spettroscopia di risonanza magnetica nucleare è stata presentata come uno strumento per la tutela e la valorizzazione dei prodotti ortofrutticoli IGP. In particolare è stato presentato il progetto Messa a punto di indici chimici, rilevabili mediante tecnologie analitiche avanzate, per l’identificazione della qualità dei prodotti ortofrutticoli e della loro origine geografica (IGP), coordinato dal prof. Sequi, finanziato da Miur e Mipaf.
I partecipanti al progetto sono l’Istituto sperimentale per la nutrizione delle piante (Isnp), Roma (coordinatore del progetto prof. Paolo Sequi, responsabile dell’unità operativa Isnp e referente aggiunto del progetto Maria Teresa Dell’Abate) ed il Centro di risonanze magnetiche (Cerm) dell’Università di Firenze (responsabile dell’unità operativa Cerm, Francesco Capozzi). I partecipanti esterni al progetto vedono l’Associazione produttori di pomodori di Pachino (Pachino, Porto Palo, Noto, Ispica) - App (referente Sebastiano Barone).
L’obiettivo del progetto è di rintracciare un set minimo di parametri chimici in grado di collegare qualità del prodotto, metodo e zona di produzione.
La relatrice ha quindi illustrato il piano sperimentale adottato per lo studio, che ha preso origine da un attento esame del disciplinare di produzione che individua nelle caratteristiche pedologiche e climatiche dell’areale Igp e nelle modalità di ottenimento i fattori chiave che contraddistinguono il pomodoro di Pachino.
Si è poi passati agli aspetti analitici, che per l’analisi Nmr in soluzione prevede una fase preparativa per l’ottenimento di estratti idonei ad essere sottoposti ad analisi spettroscopica. L’attribuzione spettrale dei segnali registrati dallo spettro Nmr consente di individuare la presenza di molecole quali zuccheri, amminoacidi, ecc, anche se non è sempre possibile un’assegnazione completa dei segnali. L’acquisizione degli spettri è poi seguita da una analisi statistica esplorativa preliminare dei dati Nmr mediante (1) studio della correlazione e (2) analisi delle componenti principali (Pca) per l’individuazione di clusters di campioni ed eventuale caratterizzazione.
Sono stati quindi presentati i risultati preliminari ottenuti che sembrano indicare la capacità della tecnica di discriminare tra campioni di pomodori provenienti dall’areale Igp e pomodori non-Igp, nonché di verificare l’influenza di altri eventuali fattori, quali la stagionalità e la salinità dell’acqua di irrigazione.
Dell’Abate ha infine messo in rilievo che non sono possibili rintracciabilità ed identificazione dei prodotti tipici senza l’ausilio di banche dati consultabili. Un importante obiettivo del progetto è quindi di mettere a disposizione della comunità scientifica e degli organismi preposti al controllo delle frodi i risultati che scaturiranno dalla ricerca, attraverso la creazione di una banca dati aperta (le modalità di accesso saranno stabilite successivamente). Informazioni sui campioni analizzati (data raccolta, varietà, palco fruttifero, peso, ecc.), sulle aziende di provenienza (dati climatici, salinità dell’acqua di irrigazione, ecc.), sui metodi utilizzati per la preparazione degli estratti, sui parametri di acquisizione degli spettri, nonché gli stessi spettri saranno disponibili.
In conclusione, alla domanda iniziale posta “Siamo in grado di distinguere prodotti Igp da quelli non Igp?” è stato risposto che i risultati attesi dall’elaborazione statistica finale dei dati spettrali sono di evidenziare le zone degli spettri NMR utili a discriminare i prodotti Igp da quelli non-Igp per ricavare eventuali marcatori chimici o un’impronta.
L’integrazione tra i risultati ottenuti con le due tecniche spettroscopiche (NMR in soluzione ed Nmr micro-imaging) e le verifiche interne al progetto previste su altre tipologie di prodotti consentiranno di descrivere un protocollo analitico idoneo a caratterizzare il prodotto Igp.
E’ stato inoltre ribadito che per la più ampia fruizione dei risultati della ricerca un ruolo importante è rappresentato dalla costituzione di una banca-dati.