“Puntiamo su Baudo a ragion veduta. La sua notorietà è la garanzia per imprimere nell’emotività dello spettatore un sentimento forte, che lascia il segno. Lavoriamo con lui da molti anni: testimonial del Caffè Palombini, ha volentieri legato la propria immagine al rilancio dei prodotti siciliani con passione e grande amore per la sua terra. Con l’arancia rossa “Rosaria” abbiamo potuto sperimentare in modo assolutamente positivo l’efficacia della sua immagine, che infonde fiducia, autorevolezza e garantisce un imporante impatto sul pubblico. La telepromozione è attualmente la forma più immediata per raggiungere milioni di italiani in tempi rapidissimi. Il nostro obiettivo sarà rendere chiaro al consumatore il vero significiato del nome “Pomodoro di Pachino”: un nome che attualmente gode di un’aura di straordinaria popolarità ma il cui significato autentico è ancora poco messo a fuoco dal consumatore medio. Focalizzarne il corretto significato servirà a fare la scelta giusta, e permetterà di distinguere il vero pomodoro di Pachino dalle sue tante imitazioni.”
A parlare è Armando Roncaglia, un protagonista della scena pubblicitaria italiana da diversi decenni, titolare dell’Agenzia di Comunicazione Roncaglia&Wijkander, recentemente incaricata dal Consorzio di Tutela di curare le telepromozioni programmate su RAI1. L’agenzia annovera tra i propri clienti grandi marche quali Lexus, Toyota, Palombini, Acqua Santacroce e svariati enti pubblici quali il Comune di Roma, il Comune di Napoli, la Confcommercio.
Questa la motivazione del Gruppo di lavoro dell’Agenzia Roncaglia&Wijkander sulla scelta della telepromozione televisiva:
Questa prima campagna di comunicazione del Consorzio di Tutela del Pomodoro di Pachino IGP ha come principale obiettivo quello di portare a dignità di brand il Pomodoro di Pachino IGP come primo marchio di qualità territoriale di produzione di pomodori. Questo significa mutare la percezione dei pomodori nei consumatori da semplice commodity a prodotto di qualità dalle caratteristiche uniche ed inimitabili.
Inizia così un percorso comunicativo che nel medio periodo deve trasformare un brand fino ad oggi percepito in modo confuso e farlo diventare un brand d’eccellenza ed unico per le sue specifiche qualità organolettiche e per le specifiche cause ambientali e territoriali che garantiscono tale risultato. Alla fine di questo percorso, la comunicazione dovrà rendere chiara la percezione che il pomodoro di Pachino è nettamente differente dagli altri pomodori perché il Pomodoro di Pachino si produce solo a Pachino, creando quel circolo virtuoso che vede il consumatore cercare e chiedere il prodotto sul punto di vendita, e i distributori comprare di più il prodotto ma soprattutto disposti a pagarlo di più rispetto al prezzo medio dei settore. Questa prima operazione comunicazionale ha scelto la telepromozione come mezzo portante poichè permette una copertura particolarmente precisa e rapida del focus target, adotta temporaneamente il transfert d’autorevolezza del proprio conduttore e articola in modo esaustivo tutti i contenuti della comunicazione.
L’ “affitto” temporaneo dell’autorevolezza del conduttore rispetto allo zoccolo duro dell’audience, normalmente fedelissimo, ha trovato massima applicazione in un personaggio come Pippo Baudo e all’interno di un programma come Domenica In, la scelta veramente ideale per veicolare credibilmente e autorevolmente i valori di unicità del pomodoro di Pachino ed il fatto di essere siciliano e notoriamente legato alla terra ed ai suoi prodotti ne aumenta ulteriormente l’efficacia.