Il lavoro di questi giorni è la naturale evoluzione di un lungo lavoro preparatorio svolto da tante aziende che, negli anni scorsi, sono riusciti a compiere quello che agli addetti ai lavori del comparto ortofrutticolo è parso un vero e proprio miracolo, ovvero la costruzione della notorietà di un prodotto come il pomodoro di Pachino su tutti i mercati italiani ed esteri. Un miracolo fatto con pochi mezzi, ma che non ci è caduto dal cielo.
Ha richiesto tanti anni di lavoro fatto in sordina, con creatività e qualche piccolo colpo di genio, giocando d’anticipo negli anni in cui la promozione dell’ortofrutta era appannaggio solo delle grandi multinazionali. Ma questo è il passato. Il presente raccoglie questa eredità e la proietta su una scala istituzionale, mettendo attorno ad un tavolo il Consorzio, il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, le istituzioni locali, professionisti di varia estrazione e, si auspica, anche politici che avranno a cuore le sorti del nostro territorio. Ma la nostra forza è sempre stata quella di sapere giocare l’anticipo, e non intendiamo cullarci sugli allori. Guardiamo ora al futuro: e il futuro sarà soprattutto internet e i nuovi media.
Comunicare è la mission principale del Consorzio, e questo lavoro va fatto a 360 gradi, con un gruppo ben affiatato e l’ausilio di professionalità esterne di grande esperienza. Per questo è stato scelto il Gruppo Roncaglia&Wijklander, agenzia dal curriculum inappuntabile, che ci affiancherà in ogni attività pubblicitaria rivolta al consumatore. Toccherà a Marco Schembari trasformare questa comunicazione in attività spendibili sui punti vendita, sui mercati, per influenzare positivamente i buyers e la distribuzione ortofrutticola, facendo ricorso alla sua esperienza maturata col Consorzio negli anni passati.
Ma sarebbe riduttivo pensare che il Consorzio limiti la sua comunicazione ad attività strettamente pubblicitarie: c’è la comunicazione agli operatori del comparto agricolo, per informare su come mantenere alti e anche migliorare gli standard qualitativi del nostro pomodoro; c’è la comunicazione sul territorio, perchè istituzioni, associazioni di categoria e gli enti devono conoscere l’importanza del lavoro di tutela e salvaguardia del nostro marchio di qualità; c’è l’aggiornamento agli organi di informazione e ai tanti “opinion makers” che influenzano in modo importante gli andamenti del mercato. In questo articolato lavoro sono i contenuti e l’informazione ad avere il ruolo di primo piano, ed è una strada ancora tutta da percorrere. Il Consorzio svolgerà un ruolo di orientamento per conto delle aziende associate, e attraverso gli auspicabili aiuti previsti dalla legge nazionale sui Consorzi di Tutela potrà affrontare costi che risulterebbero proibitivi al singolo imprenditore agricolo, per quanto di grosse dimensioni. E’ impossibile produrre e immettere sui mercati prodotti di qualità senza un adeguato supporto comunicativo. E siccome il prodotto del comprensorio pachinese è, per sua natura, obbligato a percorrere la strada della qualità, in questi momenti di difficile congiuntura dell’economia mondiale riunirsi attorno al Consorzio di Tutela rappresenta per l’agricoltura locale una tappa obbligata, imprescindibile ed urgente.