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Molto soddisfacente il faccia a faccia coi ministri Galan e Prestigiacomo

imageUn incontro senza retorica, quello appena tenutosi presso il Palmento di Rudinì tra il Ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo, il Ministro dell’Agricoltura Giancarlo Galan e il Consorzio di tutela Igp Pomodoro di Pachino, sotto l’egida dell’amministrazione comunale di Pachino.
E’ stata una occasione di importanti convergenze: i due ministri hanno appoggiato su tutta la linea la richiesta di risarcimento intentata dal consorzio verso la RAI, che ha diffamato la reputazione del Pomodoro di Pachino, prodotto coperto da marchio di qualità ministeriale IGP. Sbalordimento e parole di forte indignazione per un episodio di grave disinformazione e di ingiustificabile approssimazione, che ha ingenerato confusione nel consumatore la’ dove invece è d’obbligo la massima chiarezza e precisione, trattandosi di prodotti a marchio di origine protetta.
Presenti personalità del mondo politico particolarmente rappresentative, come l’On. Nicola Bono presidente della Provincia Regionale di Siracusa, da sempre convinto sostenitore e fattivo promotore della nostra IGP, l’On. Vincenzo Vinciullo, e tanti altri che sarebbe troppo lungo elencare. Un momento di grande prestigio ed autorevolezza per il nostro Consorzio di tutela, che oggi più che mai, attraverso le sinergie attuate con l’amministrazione comunale e le istituzioni, si è dimostrato capace di dare voce alle istanze dell’intero comparto agricolo locale. L’incontro si profila denso di conseguenze per il futuro: Consorzio e Ministro Galan siederanno insieme per definire la strategia risarcitoria, ed è solo l’inizio di una serie interventi sul fronte della corretta informazione verso i consumatori che si intende porre in essere per l’immediato futuro.

Leggi il testo completo della interrogazione presentata al Ministro GALAN

IL TESTO DELLA INTERROGAZIONE AL MINISTRO

Durante la trasmissione “Bontà loro” andata in onda su RAI 1 il 3.2.2011 e condotta dal sig. Maurizio Costanzo, è stato fatto un ignobile quanto generico accostamento del pomodoro di Pachino alla mafia; in particolare, i signori Rosario Trefiletti e Alessandro Di Pietro, con le loro dichiarazioni assolutamente infondate sul fatto che il prezzo del pomodoro di Pachino fosse imposto dalla mafia, hanno arrecato ed arrecano un enorme danno d’immagine ed economico ai produttori ed al Consorzio di Tutela della IGP di Pachino (preposto a seguito di riconoscimento ministeriale a svolgere l’attività di tutela e di promozione della IGP stessa); ingenti danni di immagine ed economici sono derivati all’intera collettività del comprensorio della IGP, il cui territorio ha sviluppato una importante vocazione turistica;
il danno d’immagine ed economico patito dal comparto agricolo e dal territorio tutto si è moltiplicato in modo esponenziale per il fatto che la “notizia”, ripresa dai media a più livelli, ha presto fatto il giro del mondo, arrivando in particolar modo nei paesi UE dove si esportano importanti percentuali di pomodoro di Pachino e da dove arriva una buona percentuale di turisti stranieri che vengono in visita nella nostra zona;
la gravità della disinformazione scaturita dalla trasmissione del 3.2.20011, è peraltro emersa nella trasmissione “Bontà loro” dell’8.2.2011, trasmissione nella quale lo stesso Di Pietro ha affermato di avere fatto confusione tra una varietà di pomodoro detta ciliegino ed il pomodoro di Pachino IGP;
i fatti sopra denunciati sono gravissimi in quanto hanno avuto l’effetto di ingenerare fenomeni ingiustificati di allarmismo presso i consumatori, con ripercussioni sulle vendite e sui prezzi del “Pomodoro di Pachino IGP” tali da rendere nulli gli effetti di una costosa campagna promozionale già avviata sulle maggiori testate della carta stampata nazionale (tuttora in corso) che prevede una spesa di oltre € 1.300.000,00 e che coinvolge anche sul piano economico tutto il comparto produttivo del pomodoro di Pachino IGP;
l’immagine che è passata sui media di un territorio colluso o, ancora peggio, assoggettato alla criminalità organizzata arreca gravissimo danno anche all’immagine di località turistiche di pregio quali sono Pachino, Portopalo di C.P., Noto (che rientra nella Eremitage list dell’Unesco) e Ispica, immagine che è stata costruita in questi anni con enormi sacrifici da parte degli operatori del settore e con ingenti investimenti di risorse pubbliche anche in campagne pubblicitarie;
il Consorzio ha già chiesto ad una importante azienda pubblicitaria di Roma di individuare un percorso di rilancio dell’immagine del pomodoro di Pachino IGP e dell’intero territorio attraverso campagne promo pubblicitarie;
Secondo l’azienda contattata, il danno di immagine causato, di enorme portata, può essere recuperato attraverso un percorso lungo che necessità di numerosi passaggi televisivi di valorizzazione e promozione del pomodoro e del territorio nelle trasmissioni di punta delle TV nazionali;
i produttori del comparto riuniti nel Consorzio di Tutela hanno assunto l’iniziativa comune di difendere l’immagine del pomodoro e del territorio con azioni legali in sede civile e penale nei confronti degli autori di queste accuse infamanti.
Il consorzio di tutela IGP Pomodoro di Pachino chiede agli On.li Ministri, nella loro qualità di rappresentanti del Governo, da un lato, di farsi portavoce della protesta dei produttori del pomodoro di Pachino, e di tutta la popolazione, nella battaglia per una informazione corretta e giusta, che non insegua lo scoop ad ogni costo, dall’altro lato, di fare proprie le legittime richieste di riparazione degli enormi danni economici e di immagine subite dai produttori e dalla collettività tutta nei confronti della RAI, anche mediante la convocazione urgentemente di un tavolo tecnico tra le parti per individuare una via stragiudiziale sulle modalità di riparazione ai danni di immagine ed economici causati dalle dichiarazioni infondate rese da giornalisti ed ospiti della stessa RAI;
si chiede ancora che gli On.li Ministri, ed in particolar modo il Ministro dell’Agricoltura, in considerazione della eccezionalità dell’evento che ha colpito il comparto, possano individuare risorse proprie da destinare per finanziare attività promozionali straordinarie in favore del pomodoro di Pachino, e più in generale, al rilancio del territorio siciliano legato ai prodotti tipici, tradizionali e di qualità certificata quali IGP, DOP, STG e biologici che aiuti questa terra a sfatare il mito della mafia e faccia risaltare il lavoro di tanti uomini e donne onesti e liberi.