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Squadra vincente non si cambia

imageRiconfermati i vertici del Consorzio di Tutela IGP Pomodoro di Pachino, con Sebastiano Fortunato alla carica di Presidente e Salvatore Chiaramida in qualità di Direttore. Le nuove nomine hanno dato ragione di un lungo, appassionante lavoro di gruppo svolto negli ultimi tre anni da parte di una squadra molto affiatata, che ha saputo ottenere risultati tangibili sul piano dell’immagine e della reputazione del nostro pomodoro di Pachino.
“Non posso nascondere la mia personale soddisfazione nel vedere riconosciuto dai soci il lavoro svolto da questo direttivo, anche se è costato un prezzo enorme in termini personali. Tutto il tempo dedicato al Consorzio, sia chiaro, a titolo totalmente gratuito, è stato sottratto alla mia azienda privata. Ma nei tempi di crisi è importante fare scelte coraggiose. Eguale sacrificio personale e straordinaria dedizione ha ugualmente dato il Direttore Salvatore Chiaramida, che ringrazio pubblicamente per l’apporto tecnico e organizzativo fornito fino ad oggi in modo accurato”. Ha dichiarato il Presidente.
Ecco i nomi del nuovo CdA del Consorzio: Sebastiano Fortunato (Presidente), Massimo Pavan (Vicepresidente), Corrado Cugno (Vicepresidente). Consiglieri: Maria Dinatale, Angelo Pezzino, Carmelo Cultrera, Salvatore Buggea, Sebastiano Agnello e Joe Fortunato.  Confermato anche il Collegio dei Revisori nelle persone dei dottori commercialisti Vincenzo Bordonaro, Giancarlo Barone e Giuseppe Lorefice.
“Le ottime e consolidate relazioni sul piano istituzionale e dei media nazionali non potevano andare disperse, e avevano bisogno di continuità” precisa il Direttore Salvatore Chiaramida, che elenca la lunga serie di risultati portati a compimento: allargamento della base sociale, incremento importante delle quantità di pomodoro IGP prodotto, modifica del disciplinare per poter marchiare anche il pomodoro insalataro.
Parole di elogio nel corso del lungo consuntivo del Presidente Fortunato sono state inoltre profuse nei confronti della Banca di Credito Cooperativo di Pachino e del Comune di Pachino nella persona del Sindaco Paolo Bonaiuto, riconosciuti entrambi come partner concretamente impegnati per il comparto agricolo della città. Ringraziamenti sentiti anche alla segreteria organizzativa di Maria Impera e al team di professionisti (Avvocato Giuseppe Gambuzza per la parte legale, Dott. Marco Schembari per la consulenza Marketing e dott. Paolo Meli per la Comunicazione),  ovvero il gruppo di lavoro che ha reso materialmente possibili imprese che pochi altri consorzi di tutela in Italia hanno saputo eguagliare, come riconosciutoci a più riprese da osservatori esterni.

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Crisi delle vendite: grido d’allarme del Presidente Fortunato

imageIl Consorzio di Tutela IGP Pomodoro di Pachino assiste in questi giorni con crescente preoccupazione al perdurare di un pesante andamento al ribasso delle quotazioni dell’ortofrutta siciliana e in particolare  pomodoro siciliano. Ecco la dichiarazione del Presidente Sebastiano Fortunato: ” Il crollo verticale dei prezzi sui punti vendita (con punte del 75%) che nemmeno iniziative promozionali attuate dalla GDO hanno saputo arginare, ha superato ogni soglia di guardia e rischia di compromettere in modo definitivo un comparto già seriamente in stato di sofferenza. Un fenomeno che è sicuramente riconducibile al drastico calo della domanda al consumo conseguente all’allarme sul batterio killer, e che ancora una volta pone il problema di una corretta ed oculata gestione dell’informazione ai consumatori, e di una presa di responsabilità da parte dei media che già da tempo invochiamo a gran voce. Il pomodoro di Pachino a marchio IGP,  attualmente, viene quotato alla stregua del pomodoro convenzionale da mensa, e tutto lascia supporre che l’allarme generalizzato stia vanificando un lungo lavoro di promozione sul nostro marchio di qualità che in qualche modo si chiede di contrastare con interventi governativi mirati. Stiamo inviando al Ministero delle Politiche Agricole la richiesta di dichiarazione dello stato di crisi del comparto ortofrutticolo siciliano in modo da assicurare l’adozione di provvedimenti legislativi ed amministrativi a favore dei produttori dell’ortofrutta. Ci riteniamo sin da subito disponibili a studiare insieme alle organizzazioni di categoria qualsiasi iniziativa utile a tutelare gli operatori del settore ortofrutticolo, nella convinzione che - date le proporzioni drammatiche del fenomeno - l’attendismo e l’inerzia delle istituzioni possa assecondare possibili fenomeni di agiotaggio legati alla contingenza sfavorevole dei mercati, minacciando la sopravvivenza stessa dei nostri produttori agricoli.

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Insieme al Sindaco Bonaiuto all’ARS a Palermo

imagePachino non ha perso tempo a fare sentire la propria voce presso le sedi competenti. E non intende far cadere nel dimenticatoio le polemiche che l’hanno vista al centro dello scandaloso caso di disinformazione televisiva che ha visto protagonista un presentatore e un conduttore televisivo piuttosto noti.Questa la dichiarazione di Sebastiano Fortunato, a proposito di quanto accaduto ieri 2 Marzo 2011:  il Sindaco Paolo Bonaiuto e i rappresentanti del Consorzio di Tutela IGP Pomodoro di Pachino, nelle persone del legale Avv. Giuseppe Gambuzza e del consigliere Massimo Pavan sono infatti stati ricevuti a Palermo in audizione presso la Sottocommissione antimafia dell’ARS. All’incontro è stata invitata tutta la deputazione regionale della provincia di Siracusa.
Oggetto principale dell’audizione in commissione è stata la cosiddetta “filiera lunga” dell’agricoltura siciliana, all’interno della quale la forbice dei prezzi tra produzione e consumo si divarica in modo non più sopportabile.
L’ obiettivo che la Commissione si è posto è quello di ricercare possibili soluzioni di carattere normativo ed economico da intraprendere a livello regionale.
Il Consorzio di Tutela è stato invitato a partecipare dalla Presidente On.le Adamo in quanto espressione di un raro caso di filiera corta da prendere a modello e, per tale motivo, ritenuto interlocutore privilegiato dell’Assemblea Regionale. Il Sindaco di Pachino, che in questi mesi si è schierato fattivamente a fianco degli agricoltori pachinesi stanziando somme importanti per il Consorzio di Tutela si è detto disponibile ad ospitare a Pachino la Commissione per incontrare il mondo agricolo locale e regionale. Il Consorzio ha esposto quelle che sono le criticità dell’agricoltura locale, ma anche nazionale: ossia il rapporto con la grande distribuzione e la necessità di esercitare l’attività di controllo per combattere frodi alimentari in danno dei produttori e dei consumatori.
A questo proposito è stata avanzata la richiesta di finanziare una intensa attività di promozione con il finanziamento della partecipazione al SIAL di Parigi in programma il 2011, nonché la rimodulazione di una parte dei fondi del PSR 2007-2013 per concentrare risorse sul fronte dell’attività di tutela e vigilanza dei Consorzi di Tutela esistenti nella regione. “La Commissione ha preso atto delle proposte avanzate dal Consorzio ed ha manifestato la volontà di procedere alla nomina di un tavolo tecnico del quale farà certamente parte un rappresentante del Consorzio di tutela e riunirsi a breve a Pachino per dare seguito agli spunti emersi durante l’audizione.” E’ stato il commento soddisfatto del direttore Salvatore Chiaramida.

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AGITAZIONE DEI TRASPORTATORI: IL CONSORZIO INTERVIENE

image“Non possiamo rimanere in silenzio a guardare mentre in queste ore l’anello più debole della filiera agroalimentare, quello dei produttori agricoli, rischia di venire ulteriormente sacrificato. Lo sciopero degli autotrasportatori di queste ore sta provocando gravi disagi soprattutto alle aziende agricole del sud est della sicilia, spalancando le porte ad ortofrutta proveniente dalle parti più disparate d’Europa”. Un regalo alla concorrenza estera, ma soprattutto una ferita mortale al nostro comparto agricolo.
Chiediamo ai nostri politici regionali di inquadrare il problema nel suo insieme: non relegarlo ad una semplice rivendicazione del settore dei trasporti. L’agricoltura siciliana, per essere tutelata e rilanciata, va considerata nell’interezza della sua filiera, e non considerata a compartimenti stagni.
Sono le parole del presidente Sebastiano Fortunato, che ha inteso dare il proprio contributo a tutela dei produttori agricoli del comprensorio.

E’ noto a tutti che la crisi politica dei paesi del Mediterraneo rischia di fare crescere in modo sensibile i costi del carburante, con risultati che potrebbero rivelarsi disastrosi per la sopravvivenza delle nostre aziende agricole.
Ci chiediamo se possa essere tollerabile una forma di agitazione di categoria i cui unici effetti vadano contro le condizioni già precarie delle nostre aziende. Abbiamo bisogno anche noi di una visione federalista della politica, intesa come risposta a problemi specifici della nostra area geografica. Uno di questi problemi è da sempre la logistica delle merci, la distribuzione dei nostri prodotti sui mercati.
 Chiediamo agli autotrasportatori attualmente in stato di agitazione di non prendere alcuna misura che possa trasformarsi in un aggravio ulteriore dei costi, e di unire la loro voce a quella dei nostri agricoltori per difendere l’intera catena del valore dei nostri prodotti.
Disapproviamo la paralisi del traffico locale, che rischia di isolare l’isola avvantaggiando i nostri competitori. Il capitolo dei trasporti in Sicilia è decisamente uno dei più delicati e vulnerabili: per questo va attenzionato come si deve. E noi rappresentanti delle aziende agricole ci riteniamo parte in causa di questa protesta.
Pertanto dopo gli incontri avuti insieme al direttore Chiaramida venerdi scorso in Prefettura a Catania e sabato 26 a Pachino  abbiamo quindi stabilito di avviare il giorno venerdì 4 marzo prossimo alle ore 10.00 un tavolo di concertazione presso la CCIAA di Siracusa per la definizione di un accordo comune, al quale abbiamo ritenuto doveroso coinvolgere, oltre la Camera di Commercio di Siracusa, anche tutte le Associazioni di Categoria interessate sia di trasporti che del settore agricolo.

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E ora è venuto il momento di svegliarci tutti

La bufala radiotelevisiva ai danni del Pomodoro di Pachino ha sortito l’effetto di un brusco e traumatico risveglio un po’ per tutti. E’ stato un risveglio nel mondo globale, dove difficilmente le sciocchezze passano inosservate, e quando sono davvero grosse fanno il giro del mondo in poche ore.
Servirà da lezione al prossimo “esperto tv” di turno, nella speranza che si guardi bene dal parlare in modo approssimativo, confuso e supponente su realtà delle quali conosce poco o nulla, rabberciando col copia e incolla brandelli di frasi dette da altri , magari dette male o in un contesto sbagliato.
Ed è straordinario notare come l’Italia della notizia patacca si assomigli tutta, dal centro della capitale fino alla periferia dell’impero. Ieri nella pagina di cronaca di Pachino di un noto quotidiano (che, si badi, in questo momento è al centro dell’attenzione nazionale ed oltre) qualcuno non ha trovato niente di meglio per emozionare i compaesani che scrivere a lettere cubitali: “Il Ministro Galan bacchetta il Consorzio”.

In realtà la notizia vera è un’altra, ovvero che il Ministro Giancarlo Galan, in missione a Mosca si è precipitato (su sollecitazione del Sindaco e del Ministro per L’ambiente) in fretta e furia nel paese più lontano d’Europa, a Pachino, per prendere una posizione su un fatto che tutti, da destra e sinistra, hanno coralmente giudicato una pagina vergognosa dell’informazione pagata coi soldi del contribuente.

Come è potuto accadere che un consorzio che riunisce pochi produttori di un piccolissimo comprensorio abbia potuto sollevare tutto questo rumore? Come è stato possibile che Pachino sia riuscita laddove altri non sono riusciti a fare, ovvero richiamare all’ordine ben due ministri della repubblica nel giro di 48 ore, facendoli venire direttamente in loco?

Se il Ministro avesse davvero voluto muovere critiche al Consorzio di tutela che lo ha convocato, avrebbe potuto usare altri metodi. La sua presenza straordinaria e tempestiva a Pachino è invece la prova più evidente che il lavoro svolto dal Consorzio sta ricevendo il giusto riconoscimento dalle Istituzioni, grazie ad una collaborazione forte col Ministero delle Politiche Agricole, con le forze politiche al governo, con gli altri Consorzi di Tutela italiani, grazie ad un lavoro instancabile sulla valorizzazione e promozione del nome Pachino sui mercati che si svolge da diversi anni.
Questa la notizia vera dell’evento di Mercoledì 16 Febbraio, che dovrà fare riflettere i tanti scettici, le tante aziende diffidenti che ancora tardano ad associarsi, a coloro che alimentano la diffidenza e l’individualismo tra gli operatori agricoli, antico retaggio medievale che frena lo sviluppo di questa terra, per sfiducia o per invidia.
I tempi del sonno profondo si sono finiti. Sarà bene svegliarsi in fretta. E questo vale sia per i nostri operatori agricoli che rischiano di cadere nel baratro dell’isolamento, che ai tanti operatori dell’informazione “fatta in casa”. Viviamo in un mercato globale, e Pachino non è più l’ultimo paese d’Europa. Chi ha orecchie per intendere, intenda.

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Pachino chiede a gran voce il risarcimento d’immagine

imageE’ stata fissato mercoledì 16 febbraio alle ore 11:30 l’incontro urgente tra il Consorzio di Tutela IGP Pomodoro di Pachino, il Comune di Pachino e i ministri Prestigiacomo (Ambiente) e Galan (Agricoltura). L’evento si terrà alla presenza del pubblico presso il Palmento Rudinì in Marzamemi. “insieme per difendere l’economia e l’immagine di un intero territorio”: è questo lo slogan attorno al quale le istituzioni intendono raccogliersi per definire una adeguata strategia risarcitoria nei confronti della RAI, che attraverso le inaccettabili affermazioni del presentatore Alessandro Dipietro, ha collegato il nome dell’agricoltura pachinese ad improbabili collusioni con la criminalità organizzata campana, danneggiando l’immagine di un intero comparto produttivo. Sono previsti interventi di Paolo Bonaiuto, Sindaco di Pachino, Sebastiano Fortunato, Salvatore Chiaramida e Giuseppe Gambuzza, rispettivamente Presidente, Direttore e Legale del nostro Consorzio; sul fronte istituzionale invece saranno presenti Nicola Bono, Presidente Provincia Regionale di Siracusa, Stefania Prestigiacomo, Ministro dell’ambiente e della Tutela del territorio e del mare, Giancarlo Galan, Ministro delle Politiche Agricole e Alimentari. L’incontro sarà moderato da Salvo Latino.


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Un vergognoso esempio di disinformazione

Ieri pomeriggio, dalla prima rete della televisione pubblica (RAI1) abbiamo assistito all’ennesima, gravissima “gaffe” perpetrata a danno del nostro prodotto più importante per la nostra economia, ovvero il pomodoro di Pachino. L’autore, un noto presentatore di programmi televisivi di informazione ai consumatori, partendo da informazioni attendibili è giunto - equivocando sui termini - a conclusioni totalmente destituite di fondamento, attraverso un uso improprio di nomi geografici, nomi di prodotto, confondendo fatti e circostanze, e ingenerando una gravissima diffamazione ai danni del nostro pomodoro e della nostra economia locale. Abbiamo appreso, con grande sconcerto, che Pachino “è un paese in provincia di Ragusa”, che “il pomodoro Pachino viene prodotto a Vittoria”, che “la distribuzione del pomodoro Pachino viene controllata a Fondi dalla criminalità organizzata”, che “i produttori sono obbligati a conferire il pomodoro a 50 centesimi al chilo”, e soprattutto che “il pomodoro Pachino è quel tipo di pomodoro a grappolo che viene prodotto in tante parti d’Italia”.
L’episodio - l’ultimo di una lunga serie - è stato caratterizzato da una inaudita violenza, al punto tale da indurre il protagonista di questo grave incidente ad esortare il pubblico a non comperare il nostro prodotto. E’ facile immaginare i gravi rischi che l’allarmismo di questi messaggi può produrre sulle già difficili dinamiche di mercato attuali.

Come Consorzio di Tutela, in osservanza alla nostra missione riconsciutaci dal Ministero delle Politiche Agricole, ci corre l’obbligo di contrastare in modo deciso gli episodi di disinformazione, non più tollerabili da quando il nostro Consorzio, e con esso i propri associati, svolge il proprio ruolo in linea con le direttive Europee.

La dirigenza del Consorzio, nelle persone del presidente Sebastiano Fortunato e del direttore Salvatore Chiaramida, hanno già inviato formale richiesta di audizione presso la Prefettura di Siracusa per fare il punto sulla situazione, con il pieno appoggio della Amministrazione Comunale e del Sindaco Paolo Bonaiuto. Gli autori del programma televisivo sono già stati informati della nostra iniziativa e invitiamo la stampa locale, gli organi di informazione, gli opinion makers e le Associazioni di Categoria ad aderire alla campagna di sensibilizzazione e di denuncia sul cattivo uso dei mezzi di comunicazione in materia di informazione al consumatore.

Non permetteremo che l’ignoranza o la malafede di pochi possa prestare il fianco a speculazioni commerciali ai danni della nostra già affaticata economia agricola locale. Ci avvarremo di tutti i mezzi a nostra disposizione che il Ministero delle Politiche Agricole ci mette a disposizione per reprimere meccanismi di agiotaggio pilotati da manovre di disinformazione probabilmente provocate ad arte da qualcuno. Chiediamo ai nostri cittadini di starci vicini in questa difficile battaglia, che solo unendo le forze di tutte le parti sociali potremo vincere, e nella quale l’individualismo e l’isolazionismo sono destinati ad avere la peggio.


Lunedì 7 Febbraio, Ore 10,30

Riceviamo dall’ufficio Stampa di Alessandro Dipietro e pubblichiamo su esplicita richiesta dell’interessato:


Domenica 6 febbraio 2011
DICHIARAZIONE ALESSANDRO DI PIETRO SU POMODORO PACHINO

Alessandro Di Pietro, conduttore Rai, in relazione alla querelle sul pomodoro Pachino esplosa a seguito delle sue dichiarazioni nella trasmissione “Bonta’ loro” di Maurizio Costanzo dichiara che ” Ribadisco la mia totale e convinta solidarieta’ ai produttori agricoli del pomodoro Pachino che nulla hanno a che fare con la criminalita’ organizzata e in special modo verso quelli del pachino IGP la cui filiera produttiva non subisce alcuna interferenza sospetta. Nella puntata di “Bonta’ loro” ho soltanto detto che se i contenuti delle affermazioni del Procuratore della Repubblica Pietro Grasso risultassero veri e fondati e se davvero il pomodoro pachino costa 11 volte di piu’ a causa delle infiltrazioni mafiose sulla filiera, si dovrebbe fare simbolicamente e per un solo giorno lo sciopero del pachino. I ministri e tutti coloro che si sono sdegnati dovrebbero invece verificare se davvero la situazione e’ quella descritta dal Procuratore Grasso e provvedere eventualmente a ripulire il pachino da questi sospetti. Di Pietro si dichiara pronto ” ad invitare in televisione tutti i protagonisti della vicenda per fare chiarezza e per promuovere ancor di piu’ il pomodoro pachino come grande protagonista del made in Italy agroalimentare”.

Dichiarazione dell’Ufficio Stampa di Dipietro di Martedì 8 Febbraio:

Mi dispiace che il sindaco di Vittoria non abbia visto la puntata odierna di “Bontà loro” a cui ho partecipato, perché avrebbe avuto ampia soddisfazione di quanto è stato detto di recente sul pomodoro pachino. Durante la trasmissione ho voluto esprimere la mia più convinta solidarietà agli agricoltori aderenti al Consorzio del pomodoro pachino IGP che, ho ribadito, è assolutamente scevro da infiltrazioni mafiose in quanto il suo disciplinare di produzione è assolutamente rigoroso in qualità ed inoltre il suo confezionamento e distribuzione è fatto direttamente in loco e non è soggetto a quei riferimenti fatti dal Procuratore della Repubblica Pietro Grasso sulla filiera distributiva. Lo stesso avvocato Giuseppe Galluzza del Consorzio IGP, intervenuto telefonicamente, mi ha dato ragione e ringraziato delle mie precisazioni”

Di Pietro prosegue: “Quando ho detto che si sarebbe dovuto fare uno sciopero simbolico del pachino per un solo giorno, non intendevo boicottare la produzione di questo grande prodotto italiano ma lo dicevo teoricamente per non dare i nostri soldi alla mafia ma soprattutto per dare un segno di protesta legalitaria contro la criminalità organizzata. Il sindaco Nicosia chiede una puntata riparatoria in favore del pomodoro pachino IGP? Ebbene, oltre a quella odierna di “Bontà loro”, diretta da Maurizio Costanzo, metto a disposizione anche una puntata della mia trasmissione “Occhio alla spesa” in favore del pomodorino siciliano, ma lo stesso Sindaco purtroppo ignora che la mia trasmissione in otto anni di vita ha dedicato ben 14 puntate al pomodoro pachino esaltandone qualità, costi e produzione come possono testimoniare la Coldiretti, la Cia e la Confagricoltura”.

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PRONTI A COLLABORARE CON LE ISTITUZIONI

Il Consorzio di Tutela IGP Pomodoro di Pachino desidera esprimere la propria soddisfazione nell’apprendere che l’Assessore regionale all’Agricoltura D’Antrassi ha a cuore le sorti del comparto agricolo pachinese, e soprattutto ringraziare vivamente i sindaci Bonaiuto e Taccone per l’interesse che ancora una volta hanno dimostrato verso questo settore. Ci riferiamo all’incontro avvenuto su iniziativa del deputato Vinciullo a Palermo tra l’assessore e i due sindaci per fare il punto sulla crisi dell’agricoltura siciliana, alla presenza di altri rappresentanti politici del comprensorio.

Detto questo non possiamo non esprimere stupore e sorpresa per le modalità con cui tale interessamento si sta attuando, ovvero senza il coinvolgimento della parte in causa, cioè le aziende agricole che questo Consorzio riunisce e rappresenta.

Siamo convinti che la crisi del comparto possa essere fronteggiata solo facendo scelte politiche coraggiose, non soltanto con gli sforzi dei singoli. E a questo riguardo siamo stati dispiaciuti del fatto che in occasione del Pomodoro Meeting del 18 dicembre u.s., seppur regolarmente invitato,l’Assessore Regionale abbia deciso di non intervenire.

Quanto all’ipotesi di organizzare “uffici di marketing e aste ortofrutticole” va considerato che il nostro Consorzio sta già portando avanti iniziative ben precise e documentate in questa direzione, non ultimo un progetto di commercializzazione comune del nostro pomodoro a marchio IGP, per cui è opportuno verificare a nostro avviso se ci sia la reale intenzione da parte dell’Assessore D’antrassi di ascoltare le istanze del comparto, altrimenti i segnali di disponibilità lanciati sono destinati a cadere nel vuoto, come avvenuto già da altre componenti politiche negli anni passati.

Per questo chiediamo ai nostri rappresentanti politici di fare un ulteriore sforzo di maggiore coordinamento col Consorzio di Tutela IGP Pomodoro di Pachino: abbiamo già messo in gioco progettualità e professionalità per il futuro dell’agricoltura pachinese. Esse chiedono solo di essere raccolte, ascoltate e incentivate nei tempi e nei modi opportuni. Un esempio per tutti è l’imballaggio comune che il Consorzio ha da tempo immesso sui mercati per dare un’unica confezione riconoscibile e un prezzo stabilito, sul quale peraltro sono state investite ingenti somme in promozione  con una campagna pubblicitaria che interessa tutte le riviste a tiratura nazionale. Ci auguriamo vivamente che di tale iniziativa ne sappiano qualcosa i nostri politici, quando invocano “un imballaggio comune utile a fissare il prezzo giornalmente sul territorio pachinese”.


Il Direttore Salvatore Chiaramida

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Presto il costoluto IGP di Pachino sui mercati

imageApportando alcune modifiche al disciplinare di produzione (leggi qui il testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale) finalmente anche il pomodoro di Pachino della tipologia “costoluto - insalataro”, a suo tempo già riconosciuto come pomodoro tutelato dalla IGP Pachino, potrà venire commercializzato con il bollino di riconoscimento. La notizia ha suscitato reazioni molto positive presso tutti gli operatori della zona, considerato che questa tipologia di pomodoro, insieme al più celebre “ciliegino”, rappresenta una delle punte di diamante delle produzioni locali. “E’ una opportunità molto importante per i nostri produttori” afferma il direttore Chiaramida. “Il pomodoro costoluto trarrà dal bollino IGP una maggiore remunerazione in termini di prezzo alla vendita”.

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Presenti al Salone del Gusto di Torino

imageGrazie al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, il Consorzio di Pachino sarà presente alla edizione del Salone del Gusto di torino, la prestigiosa rassegna gastronomica che Slow Food ha reso l’appuntamento più atteso per chi ha a cuore il cibo e i buoni sapori. Il salone, oramai giunto all’ottava edizione, è forse l’unico luogo al modo dove cuochi, operatori, accademici e semplici appassionati della buona cucina si possono incontrare per scambi di idee e relazioni di lavoro.

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Myfruit parla di noi

imageEcco il testo dell’articolo comparso oggi sul portale Myfruit.it: “Creare un network di ristoratori che si impegnino ad utilizzare in cucina il vero Pomodoro Pachino IGP, contribuendo a diffondere in tutto il paese la conoscenza e la cultura di questo importante prodotto dell’orticultura tipica siciliana. Parte con questo obiettivo l’iniziativa promozionale promossa dal Consorzio di Tutela del Pachino Igp rivolta al canale Horeca: “Un canale – spiega Marco Schembari, direttore marketing del consorzio – che oggi assorbe una quota esigua della nostra produzione, anche se, molti ristoranti, scrivono impropriamente in menù l’utilizzo del pomodoro di Pachino. Tuttavia non vogliamo svolgere un’azione repressiva nei confronti dei ristoratori, anzi sensibilizzarli sulla qualità e sulla differenza organolettica del nostro prodotto”. Il progetto prevede che i ristoratori si affilino gratuitamente al consorzio: una vetrofania attaccata alla vetrina segnalerà ai clienti l’uso nel locale del vero Pomodoro Pachino IGP”.Link alla pagina web di Myfruit

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Sarà Baudo a consigliare il pomodoro di Pachino

imageE’ stato scelto il noto presentatore siciliano per la telepromozione del Pomodoro IGP Pachino su Domenica In. Già uso ad associare la propria immagine a prodotti di qualità della sua terra, come nel caso dell’Arancia rossa dell’Etna, “Pippo Baudo ha una forza persuasiva su cui non si discute. Personaggio che si ama o si odia, ha comunque una enorme presa sul grande pubblico. La sua notorietà è la garanzia per imprimere nell’emotività dello spettatore un sentimento forte, che lascia il segno”. La telepromozione punterà ad evidenziare il legame forte che lega il nostro prodotto al territorio d’origine.

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Su Galan: soddisfazione per il parziale dietrofront

imageSembra conclusa l’empasse provocata dalle dichiarazioni del Ministro Galan che per “sentito dire” accostava il pomodoro di pachino IGP ai prodotti OGM. Immediata la reazione da parte della Coldiretti che ha giudicato le affermazioni del ministro inamissibili e generatrici di confusione, distruggendo,  scrive il il presidente della Coldiretti Sergio Marini ” il valore e la distintività del nostro Made in Italy agroalimentare che è l’unica arma che abbiamo per competere sui mercati nazionali ed internazionali.

Dietro front del Ministro: ottimo il pomodoro di Pachino, nulla a che fare con gli OGM

E’ stato lo stesso ministro a chiarire le sue affermazioni. “Ciò che è stato scritto più e più volte da giornali e riviste, e cioè che una qualche qualità di pomodoro studiata in laboratori in Israele , il che non vuol dire pomodoro Ogm -replica il ministro dell’Agricoltura, Giancarlo Galan in una nota - ha attecchito in modo particolare nella zona di Pachino. Ottimi dunque i pomodori di Pachino – continua il ministro - che nulla dunque hanno a che vedere con il dibattito in corso sul tema degli Ogm dibattito che riguarda le questioni relative alla ricerca e alla sperimentazione.

Direttore Consorzio IGP: attenzione ad esprimersi per “sentito dire”

“Prendiamo atto con moderata soddisfazione del parziale dietrofront fatto dal ministro Galan.” Queste le dichiarazioni del Direttore del Consorzio, Salvatore Chiaramida, che in una nota aggiunge che “se è da irresponsabili rilasciare delle dichiarazioni giornalistiche in forma dubitativa, lo è a maggiore ragione quando a farlo è un Ministro della Repubblica, il quale addirittura si è espresso per “sentito dire”. Una cosa è infatti che i primi semi ibridi di pomodoro ciliegino siano stati immessi sul mercato da una società israeliana, la cui messa a dimora nel territorio pachinese ha trovato il suo habitat migliore per effetto delle condizioni pedoclimatiche e ambientali che hanno fatto si che si ottenesse il “pomodoro più buono del mondo” (come è stato definito recentemente anche da Slow Food); un altro conto è definire “il pachino un prodotto ogm”. Se a tutto ciò aggiungiamo che il riconoscimento IGP è stato concesso proprio dal dicastero che Galan presiede, tra l’altro non solo per il pomodoro ciliegino ma anche per il costoluto e il tondo liscio, si ha l’idea della superficialità di tali dichiarazioni dalle quali ha preso giustamente le distanze anche il presidente nazionale di Coldiretti, Sergio Marini. A meno che, a pensare male, tali dichiarazioni non celino interessi ben precisi che l’avvocato veneto Giancarlo Galan intende favorire.”

I dubbi rimangono sulla finalità della Boutade di Galan, così come è stata definita. A pensare bene però, crediamo che lo spirito sia piaciuto poco alle centinaia di produttori che ogni giorno impegnano le proprie risorse fisiche e finanziarie per garantire la qualità e la genuinità messa in dubbio, lo ripetiamo, dichiarazioni superficiali e da accostamenti di categoria a dir poco fantomatici.

da “il giornaledipachino.com” del 2 Settembre 2010

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Adesso tocca ai buyers

imageLa telepromozione in corso richiede ora una interazione fattiva coi buyers. Saremo presenti nei punti vendita con materiale informativo e pubblicitario avente lo scopo di richiamare, rinforzare e tradurre in un orientamento alle scellte al consumo i messaggi televisivi.
La promozione circola attorno ad un cerchio comunicativo che vede impegnati diversi soggetti, e ora tocca ai responsabili marketing delle nostre aziende il compito di chiudere il cerchio.Il punto vendita è l’anello chiave dove la promozione compie il proprio ciclo di vita. E’ lì che si decide cosa e come comprare, e su questo importantissimo “campo di battaglia” dovremo coinvolgere i nostri parnters commerciali a rendere incisiva l’iniziativa promozionale. Questo ciclo è appena agli inizi, richiederà un lungo rodaggio ma è l’unica strada su cui dovremo imparare a fare correre tutto il nostro lavoro. Il Consorzio sotto questo profilo servirà da apripista: le scelte importanti vanno ora fatte dalle singole aziende associate, alle quali viene oggi dato uno strumento su cui poter fare leva per agire sul proprio potere contrattuale.
Il marchio IGP Pachino deve essere il distintivo utile per orientare il consumatore, il segnale di riconoscimento per fare la propria scelta. Quindi la parola d’ordine dei prossimi mesi sarà: trasformare la notorietà generica del nostro prodotto in un valore aggiunto sul prodotto che circolerà sui mercati. E’ previsto un piano coordinato di materiale informativo da esporre sul punto vendita, fatto di stopper, segnalatori, materiali p.o.p.,banchetti informativi con promoters, e l’ideazione di alcune iniziative a premio.

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Pachino promuove il suo pomodoro

imagePromuoverne la qualità impareggiabile, favorirne la conoscenza e l’acquisto da parte dei consumatori ed aumentarne la presenza nella Distribuzione Organizzata: sono questi in estrema sintesi i principali obiettivi della campagna promozionale 2007 del Pomodoro di Pachino Igp, che trova nel comprensorio d’origine, compreso tra la provincia di Siracusa (Pachino, Portopalo di Capo Passero e Noto) e parte della provincia di Ragusa (Ispica), condizioni pedo-climatiche estremamente favorevoli ed irripetibili altrove.

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Saluto del Presidente S. Fortunato

imageStiamo lavorando in un clima di grande intesa fra le parti, e ciascuno svolge il proprio ruolo in modo meticoloso e approfondito, con spirito cordiale e collaborativo. Intendo favorire questo metodo rimuovendo gli ostacoli che potrebbero interferire in questo cammino di crescita.

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Chiaramida esorta le aziende

imageNon c’è più tempo per le incertezze. E Pachino ora deve fare quadrato sul suo prodotto di punta, quello che ci permette di avere un ruolo autorevole sui mercati, sull’economia locale, sulle istituzioni che non possono più ignorare una realtà che da circa un ventennio ha dimostrato di avere un ruolo cruciale nel panorama dell’ortofrutta nazionale ed estera: l’’autentico e certificato pomodoro di Pachino IGP.

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Roncaglia punta tutto su Baudo

imagePuntiamo su Baudo a ragion veduta. La sua notorietà è la garanzia per imprimere nell’emotività dello spettatore un sentimento forte, che lascia il segno...

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Meli: "Parola d'ordine: giocare d'anticipo"

imageIl lavoro di questi giorni è la naturale evoluzione di un lungo lavoro preparatorio svolto da tante aziende che, negli anni scorsi, sono riusciti a compiere quello che agli addetti ai lavori del comparto ortofrutticolo è parso un vero e proprio miracolo...

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Schembari: "Adesso tocca ai buyers"

imageLa telepromozione in corso richiede ora una interazione fattiva coi buyers. Saremo presenti nei punti vendita con materiale informativo e pubblicitario avente lo scopo di richiamare, rinforzare e tradurre in un orientamento alle scellte al consumo i messaggi televisivi..

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