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Chiaramida esorta le aziende

imageNon c’è più tempo per le incertezze. E Pachino ora deve fare quadrato sul suo prodotto di punta, quello che ci permette di avere un ruolo autorevole sui mercati, sull’economia locale, sulle istituzioni che non possono più ignorare una realtà che da circa un ventennio ha dimostrato di avere un ruolo cruciale nel panorama dell’ortofrutta nazionale ed estera: l’’autentico e certificato pomodoro di Pachino IGP.
Chi ha guardato alla finestra i movimenti, a volte lenti, di un Consorzio che ha fatto i conti con una macchina burocratica complessa, col Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, con gli enti certificatori, con le tante regole che normano la gestione dei marchi di qualità, credendo che si trattassero di realtà lontane dalla nostra situazione locale, oggi si deve ricredere.
Siamo una realtà importante, che è stata riconosciuta a termini di legge, e ora siamo in condizione di fare sentire forte la nostra voce. Al Consorzio è stato proprio in questi giorni riconosciuto l’ultimo, decisivo ruolo: quello di poter vigilare e sanzionare chiunque adopererà il nome del nostro prodotto in modo improprio, danneggiando la nostra economia. Ora siamo più forti, e abbiamo il diritto/dovere di farci rispettare.
Abbiamo scelto di fare quadrato valorizzando le nostre risorse umane qualificate, creando una equipe di professionisti coi quali coordineremo le attività di promozione, di comunicazione e di informazione. Ci vedranno in televisione, il consumatore imparerà a riconoscerci. Siamo attenzionati dai network della pubblicità nazionale, come Rai e Mediaset. Avremo maggiore potere contrattuale con chi vuole comprare il nostro pomodoro, e anche la grande distribuzione pian piano sarà tenuta a garantire prezzi migliori per il nostro prodotto, con beneficio di tutti i nostri agricoltori che hanno contribuito col loro lavoro a rendere unico il Pomodoro di Pachino.
Ora tocca a tutti i produttori agricoli locali fare la loro scelta. Se continuare a lavorare nell’ombra, in competizione tra loro, chiusi nella loro piccola realtà oppure entrare ad occupare il posto che meritano all’interno di questo gruppo di lavoro. Non c’è più tempo per le polemiche: Portopalo di Capo Passero, Pachino e Ispica potranno da oggi riconoscersi in un unico nome, un marchio, una sigla, appunto quella del “Pomodoro di Pachino IGP” che è il migliore biglietto da visita per presentarci sui mercati. E questo è molto, molto di più che il semplice nome di un comune. E’ il simbolo di un intero territorio. Fatelo vostro!
Il Consorzio è aperto a tutti, e diventerà più importante crescendo in numero di associati. I tempi, si sa, sono difficili per tutti. Sarà l’unione a fare la vera differenza.