Fare sinergia per produrre qualità
Abbiamo il dovere di lanciare un messaggio forte e chiaro alle tante aziende del nostro territorio che da anni si dedicano alla produzione di pomodoro di Pachino.
Il messaggio, semplice nella sua enunciazione, richiede un grande sforzo individuale e collettivo per essere recepito nei fatti, ed è: non ci sono alternative possibili alla aggregazione e alla produzione di qualità certificata.
Ogni imprenditore agricolo che oggi si ostina a perseguire politiche individualistiche lontane questo indirizzo fa un danno a se stesso e all’intero territorio, ritardando un processo di evoluzione che avremmo dovuto iniziare già da tempo.
Trovare le forme per produrre meglio coordinandoci è il lavoro che il Consorzio di Tutela ha inziato da qualche anno, ed è solo il primo atto di un grande processo di trasformazione che è destinato a cambiare negli anni il modo di lavorare delle nostre imprese agricole.
Ci stiamo confrontando con un mercato che è diventato in poco tempo troppo grande e troppo aggressivo per i piccoli produttori coraggiosi. Adesso siamo obbligati a studiare forme nuove di concentrazione dell’offerta, che nel rispetto di ciascuno ci permetta di essere presenti sui mercati con una marcia in più. La prima grande arma è il nome che il nostro pomodoro porta con sè. Un nome che ha un valore commerciale enorme, ma che ancora non si traduce in termini di reddito e di guadagni in quel fattore che fa la differenza per chi lo produce.
La seconda grande arma, che saranno le intelligenze imprenditoriali di Pachino a dover sfruttare, sarà il sistema per produrre quantitativi omogenei di prodotto certificato in quantità tali da soddisfare l’enorme potenziale domanda del mercato.
Perchè di tale domanda abbiamo certezza, e sprecare questa opportunità in momenti come questi è un lusso che non ci possiamo permettere.
Salvatore Chiaramida
Direttore del Consorzio di Tutela IGP Pomodoro di Pachino