La promozione del nostro prodotto, legato com’è al territorio dal quale deriva la propria unicità, passa necessariamente per il territorio. Il marketing agroalimentare, d’altra parte, è per sua natura marketing territoriale orientato alla valorizzazione dei prodotti tipici. Sotto questo profilo il Pomodoro di Pachino è diventato da tempo un traino importante per la valorizzazione di altre importantissime produzioni agroalimentari locali, primo fra tutti il Nero d’Avola DOC che proprio in questa terra trae le proprie origini storiche quale vitigno autoctono, e secondariamente i prodotti ittici. L’ortofrutta rimane il settore principale di riferimento, anche per l’importanza in termini economici, di questa zona. Un prodotto che mutua col pomodoro similari proprietà organolettiche, e da diversi anni in fase di istrutoria per il riconoscimento del marchio IGP è il Melone di Pachino. Anche questo spicca tra i prodotti concorrenti per l’elevato grado brix, l’importante contenuto di antiossidanti, la serbevolezza, la croccantezza della polpa e il colore intenso dei suoi frutti.
La strategia di promozione del nostro prodotto mira a raggiungere un segmento di mercato che tendezialmente sfugge alle logiche della grande distribuzione organizzata, e sotto molti punti di vista il pomodoro di Pachino andrebbe considerato più che un ortaggio da mensa che i competitors contrastano con politiche di prezzo aggressive, una vera e propria specialità agroalimentare da proteggere e da riscoprire in termini di legame profondo con il territorio d’origine. Le quantità prodotte, e la stessa tecnica di coltivazione basata sulle basse rese escludono il pomodoro di Pachino al confronto del prezzo con i pomodori generici, costringendolo ad un costo di partenza al produttore leggermente superiore rispetto ai pomodori provenienti da altre aree e coltivati con sistemi tradizionali.
Il ricorso alla coltura protetta, prevista dal nostro disciplinare di produzione, unitamente alle condizioni climatiche favorevoli dell’area favoriscono la produzione del pomodoro di Pachino per quasi tutto l’anno, con leggere variazioni di disponibilità in base alla tipologia prodotta. Ad esempo disponibilità annua di pomodoro di Pachino nella tipologia “ciliegino” copre tutti i mesi dell’anno. Le tipologie a “grappolo” e “tondo liscio” sono disponibili sempre, fatta eccezione per i mesi estivi. La tipologia “costoluto” copre il periodo che va da Dicembre a Maggio.
Il legame tra il nostro pomodoro e il territorio di produzione sta alla base del concetto di unicità che lo contraddistingue. E’ stato accertato che i fattori di successo dell’autentico pomodoro di Pachino derivano dal livello di salinità delle acque irrigue, dal livello di esposizione ai raggi solari, che in questa area si attestano ai massimi livelli d’Europa, dalle temperature molto miti che solo in questa ristretta zona si verificano ad opera di un microclima molto circoscritto e su cui incidono particolarissime condizioni metereologiche, collegate alla conformazione geomorfologica locale.
E’ un territorio particolarmente vocato per le produzioni agricole, dove l’ortofrutta riceve per via del tutto naturale consistenti quantità di potassio, vitamina A e vitamina C. Quella che oramai viene chiamata “la valle del sapore” custodisce la chiave del proprio successo in una relazione inscindibile col territorio di origine.
L’attività di tutela del Consorzio è rivolta a soggetti diversi della filiera agroalimentare, e comporta diverse responsabilità e diverse aree di intervento.
a) Tutela verso il consumatore
Si sostanzia nella garanzia che il prodotto recante il marchio di qualità abbia una provenienza certa quanto all’origine geografica, che nell’ambito di quel territorio operino produttori rintracciabili e riconoscibili, e che tali produttori adottino criteri precisi per garantire la qualità dei propri prodotti.
b) Tutela verso il produttore
Consiste nell’opera di sorveglianza verso i mercati, per limitare e contrastare gli usi non legittimi del nome “pomodoro di Pachino” o del marchio di qualità, causando confusione e danni commerciali al prodotto tutelato. L’impegno verso le aziende consorziate affinchè il prodotto sia conforme ai criteri previsti dal regolamento di produzione si traduce in una tutela nei loro confronti affinchè la qualità del prodotto messo in commercio non abbia a subire detrimento o carenze in termini di omogeneità.
Il logo identificativo della I.G.P. «Pomodoro di Pachino» raffigura il disegno dell’isola di Sicilia con un cerchio nell’estrema punta dove è ubicata la zona di produzione. Ha forma di rombo dagli angoli tondeggianti di colore verde scuro, contenente una sagoma circolare interna di colore paglierino e dai contorni di colore verde chiaro. La figura geometrica è tagliata sulla parte inferiore da una scritta di colore bianco recante la dicitura Pomodoro di Pachino inserita in una striscia rettangolare di colore nero. Il logo reca nella zona più bassa la scritta I.G.P. con colore giallo paglierino. Compare nelle confezioni assieme al simbolo comunitario ai sensi del Regolamento (CEE) n. 1726/98 della Commissione del 22 luglio 1998. Le modalità di utilizzo di questo marchio sono previste dal Regolamento del Consorzio di Tutela.
Il Consorzio di tutela della IGP Pomodoro di Pachino nasce il 31 Agosto del 2002 ai sensi della legge nazionale sui Consorzi di Tutela, a seguito del riconoscimento ministeriale del marchio ad Indicazione Geografica Protetta al Pomodoro di Pachino. Nasce per valorizzare e promuovere tale prodotto, tutelandone la specificità e vigilando su usi impropri del nome “pomodoro di Pachino”, tali da poter ingenerare confusione nei consumatori. Oggi riunisce le maggiori aziende produttrici del comprensorio pachinese, e si avvia a diventare un importante punto di riferimento per tutta l’economia agricola dell’estrema regione sud orientale siciliana. La campagna di pubblicità che quest’anno vedrà la luce, interessando alcuni importanti media a diffusione nazionale, rappresenta la forza di un organismo che, avvalendosi dell’aiuto del Ministero per le Politiche Agricole, riesce a concentrare risorse finanziarie importanti per dirigerle verso interventi la cui ricaduta ricade positivamente su tutto il comparto produttivo locale. Ad oggi il Consorzio di Tutela rappresenta lo strumento più importante per fronteggiare le difficili scommesse di un mercato globale, verso il quale il singolo produttore non ha alcun potere contrattuale.
Uno dei luoghi comuni più diffusi identifica il vero pomodoro di Pachino con la varietà detta comunemente “ciliegino”. Niente di più sbagliato!
Il disciplinare del Pomodoro di Pachino IGP classifica e tutela ben quattro tipologie diverse di pomodoro, tutte con peculiarità diverse, e destinate a diversi segmenti di mercato. Sono tutte tipologie accomunate da un elevato grado brix, da una straordinaria resistenza post raccolta e da un colore brillante e attraente. Impariamo a conoscerli meglio, per sfruttarne le molteplici potenzialità d’impiego nella gastronomia di alta qualità.
Gli uffici e la sede del Consorzio sono ubicati in Via Nuova, a Marzamemi (frazione di Pachino). Per raggiungerci è necessario imboccare l’autostrada Siracusa/Gela e uscire al casello di Noto o di Rosolini. Da qui, proseguire per circa 18 km. in direzione sud, verso Pachino. Marzamemi si trova a circa 4 km. a nord/est di Pachino, in direzione mare.
Gli uffici sono aperti tutti i giorni in ore mattutine dalle 9 alle 12,30 e nei pomeriggi di martedì e Giovedì dalle 16 alle 18.
E’ stato compiuto un passo decisivo per l’attuazione delle mansioni di tutela e controllo qualità del Consorzio di Tutela IGP Pomodoro di Pachino. Con decreto prefettizio n.7211/2008/B42/Area 1 bis vengono finalmente riconosciute e istituite le figure degli AGENTI VIGILATORI del Consorzio di Tutela IGP Pomodoro di Pachino. L’atto fa seguito ad una apposito Decreto emanato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali il 22 Luglio del 2006.
Per contattare il Consorzio di Tutel IGP Pachino potrete fare giungere ogni Vs. informativa alla ns. segreteria, alla email sotto indicata, o al numero di telefono in basso.
La segreteria è aperta tutti i giorni, sabato escluso, dalle 9,30 alle 12,30 e nei pomeriggi dalle 15,30 alle 18,00 per i soli giorni di Martedì e Giovedì.
email: .(JavaScript dovrebbe essere abilitato per vedere questo indirizzo email)
Dal sito della prima scuola alberghiera on line riportiamo una scheda con ben 144 ricette a base di pomodoro. Sperimentare qualcuna di queste adoperando il nostro pomodoro, soprattutto nelle ricette dove il pomodoro viene utilizzato fresco, vi permetterà di scoprire le straordinarie possibilità culinarie del nostro straordinario prodotto. Vai alla pagina web
La pianta del pomodoro non resiste alle basse temperature. Può essere coltivata anche in serra o in tunnel, ed in questo caso si può coltivare tutto l’anno. Le piante di pomodoro solitamente vengono trapiantate a una distanza di 20-30 cm sulla fila e di 1-1,5 metri tra le file. La preparazione del terreno è molto importante dato che la coltura resterà a dimora per più di 5 mesi. La struttura deve essere ben sciolta e fertile. Un eccesso di sostanza organica può essere fonte di marciumi radicali: per questo motivo raramente si effettuano concimazioni con letame ma si prediligono concimazioni minerali.
Il pomodoro ha portamento rampicante e per questo motivo è necessario un tutore che lo sostenga. Il tutore deve essere abbastanza robusto dato che dovrà sostenere il peso dei pomodori. Il trapianto si effettua solitamente nel mese di marzo/aprile. E’ importante, dopo il trapianto, tenere il terreno ben sgombro dalle erbe infestanti e ciò al fine di evitare l’assorbimento dell’acqua e dei sali minerali. E’ opportuno in seguito effettuare anche un leggero rincalzo per ricoprire le radici che affiorano dal terreno. Le annaffiature devono essere abbondanti e, nel periodo della fruttificazione, è consigliato aggiungere del concime solubile per dare un maggior apporto nutritivo.
Un’operazione molto importante è la sfemminellatura, che consiste nell’asportare i germogli secondari per favorire il germoglio principale. La raccolta dei pomodori varia in base alla zona in cui ci troviamo, solitamente quelli da mensa vengono raccolti ancora verdi per aumentare la conservazione.
Parassiti
I parassiti più pericolosi per il pomodoro sono presenti nel terreno, la Dorifera e i nematodi della patata arrecano molti danni alle radici del pomodoro. Si possono avere degli attacchi da afidi che, oltre a danneggiare i tessuti della pianta, provocano l’arricciamento della foglia e sono anche vettori di malattie virotiche. Per prevenire e combattere questi parassiti è opportuno irrorare le piante con dei prodotti a base di piretro, che oltre ad un’azione disinfettante hanno anche un tempo di carenza molto basso che permette di trattare le piante anche pochi giorni prima del raccolto.
Malattie
Anche per le malattie di tipo crittogamico l’apparato radicale è quello più colpito. In particolare due malattie fungine sono particolarmente diffuse: si tratta del marciume radicale e del marciume del colletto. Vengono colpiti anche il frutto e le foglie e si possono verificare delle macchie sulle foglie di color ambrato rossastro, e delle bolle circolari sui frutti di color verde scuro. Per prevenire alcune di queste malattie è necessario fare particolare attenzione alle quantità di concime e di acqua che andiamo a somministrare alle nostre piante. L’equilibrio idrico e di particolare importanza,:é per questo motivo che è sconsigliato lasciare seccare il terreno in modo eccessivo e successivamente inzupparlo per cercare di rimediare.
Carlo Cannella, in una una conferenza sulle proprietà nutritive del pomodoro tenutasi a Pachino, ha dichiarato: «I pomodori sono poveri di calorie ma ricchi di sostanze protettive e di sapore. Tra le principali sostanza protettive ricordiamo le fibre, la vitamina C ma soprattutto i carotenoidi ovvero un gruppo di pigmenti vegetali che conferiscono a frutta, verdura e fiori i colori giallo e rosso. Nella dieta mediterranea i pomodori sono la principale fonte di un pigmento rosso, chiamato licopene, che appartiene alla famiglia dei carotenidi e possiede proprietà antiossidanti e anticancerogene. Un alto tasso di licopene nel plasma sanguigno, viene solitamente associato alla bassa incidenza di alcuni tumori. Recenti studi hanno dimostrato che il succo di pomodoro previene negli animali da esperimento il danno da esposizione al fumo di sigaretta.
Gli studi epidemiologici - spiega il nutrizionista - dimostrano che il consumo di alimenti contenenti licopene, come ad esempio l’anguria, il pompelmo rosa ed in particolare il pomodoro, diminuisce l’incidenza di malattie cardiovascolari, di tumori al tubo digerente, della prostata nell’uomo, del seno e delle ovaie nelle donne». La conferenza del nutrizionista Carlo Cannella e alcune manifestazione di corredo sono state organizzate dal consorzio ortofrutta Sicilia in occasione del lancio di una nuova linea di prodotti. Alla manifestazione hanno partecipato anche una rappresentanza degli studenti dell’istituto alberghiero cittadino che hanno preparato alcune pietanze poi fatte degustare ai partecipanti e agli illustri ospiti.
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